Caso Dora: emblema della psicanalisi

27 giugno 2018 in Curiosità 0 Condivisi
caso Dora

Il caso Dora è uno dei casi più interessanti e famosi della psicanalisi. Si potrebbe dire che è uno dei processi fondatori della disciplina. Se ne occupò Sigmund Freud in persona e grazie a esso confermò alcune posizioni per la concettualizzazione dell’isteria, una delle strutture psichiche contemplate dall’analisi freudiana.

A partire dal caso Dora, Freud affermo quella che sarebbe stata una delle premesse principali del suo pensiero: i sintomi dell’isteria sarebbero il risultato di fantasie sessuali represse. Entrando nell’analisi del caso, in primo luogo sottolineiamo che Dora è un nome fittizio, corrisponde infatti a Ida Bauer, che andò in terapia per tre mesi e interruppe di sua volontà.

Il caso Dora è passato alla storia come uno dei più emblematici della psicanalisi. I dati di questo caso clinico furono pubblicati nel 1905, sotto il titolo Analisi frammentario di un caso d’isteria. Caso Dora. Approfondiamo di seguito il suo sviluppo.

“La grande domanda, alla quale nemmeno io ho saputo rispondere malgrado trent’anni di lunghe indagini, è questa: che cosa vuole la donna?”

-Sigmund Freud-

I sintomi isterici nel caso Dora

Dora, o Ida Bauer, arrivò al consultorio di Sigmund Freud condotta da suo padre, un ex paziente dello psicanalista viennese. La prima volta che si presentò, parlò dei sintomi fisici che la tormentavano. In particolare, di alcuni attacchi di tosse molto fastidiosi. Aveva 16 anni allora e, poco dopo quella prima visita, la tosse sparì. Così, non tornò alle sue sedute.

Dora a matita

Secondo la narrazione di Freud sul caso Dora, la paziente presentava diversi sintomi fin dall’infanzia. A otto anni aveva sofferto di dispnea e a dodici di emicrania cronica, inoltre iniziarono i primi episodi di tosse.

Gli attacchi di tosse tornarono e così Dora cercò di nuovo Freud per psicanalizzarsi. Allora aveva diciotto anni. Bisogna aggiungere che, ad oggi, si pensa che in quella fase fosse vittima di depressione, in quanto accusava instabilità emotiva. Evitava i rapporti sociali, dicendo che la stancavano. Era in conflitto con la madre e distante dal padre. I suoi genitori trovarono una lettera in cui annunciava il suicidio. Inoltre, soffriva di svenimenti senza ragione apparente.

Il mondo di Dora

La storia familiare di Dora era complicata. Suo padre era l’amante di una donna che venne identificata come la “Signora K”. Questo dato, inizialmente, venne tenuto nascosto a Freud. La madre di Dora era una presenza quasi invisibile, il cui ruolo era solo quello di casalinga. Dora era al corrente dell’infedeltà del padre e confessò a Freud la sua indignazione. 

Quando Freud viene a conoscenza di questo dato, centra la sua ipotesi in esso. Freud deduce che il vero oggetto di attenzione di Dora è la “Signora K” e che la paziente è “innamorata” del “Signor K”.  Freud trova due episodi cruciali a sostegno della storia tra Dora e il Signor K.

Dora racconta a Freud che quando aveva quattordici anni, in un’occasione in cui i due erano soli, il Signor K l’aveva abbracciata e baciata sulla bocca. Dora disse di aver provato ripugnanza e la sua reazione fu di disgusto. Così Freud conclude che già a quattordici anni Dora fosse un’isterica: “In presenza di una persona che in un’occasione favorevole all’eccitazione sessuale sviluppa predominantemente o esclusivamente sensazioni di ripugnanza, non esiterò nemmeno un momento a diagnosticare un’isteria, siano presenti o meno sintomi somatici”.

A detta del padre di Dora, accadde un secondo episodio nella residenza estiva dei signori K che avrebbe scatenato la depressione. Durante una passeggiata vicino al lago, il signor K avrebbe fatto una proposta amorosa a Dora. L’episodio gli venne raccontato dalla moglie, la quale gli chiese di tagliare i rapporti con i K.

Donne isteriche

Freud affermò che Dora si identificava incoscientemente con l’uomo ignorando cosa volesse dire “essere donna”. Un’altra donna, colei che era oggetto del desiderio di suo padre, e che in questo caso non era la madre, rappresentava la possibilità di rispondere alla domanda centrale dell’isteria: “che cosa vuol dire essere donna?”

Freud sospettava che l’isterica non individuasse il fattore che la definiva in quanto donna cercando una risposta attraverso un’altra donna. Per questo motivo, si trova coinvolta in triangoli amorosi. Ovviamente, tutto ciò avviene nell’inconscio.

I meandri dell’isteria

Il caso Dora aprirà diversi dibattiti attorno all’isteria. Il veicolo principale usato da Freud per far luce sul dramma incosciente che viveva la sua paziente furono i sogniQuesti avrebbero rivelato che dietro ai sintomi di Dora c’era un conflitto psicosessuale.

Come già detto, dietro ai sintomi isterici si celerebbe un desiderio sessuale represso. Allo stesso modo, Freud constatò che a mano a mano che si comprendevano i sintomi, questi sparivano. Qualcosa che, a sua volta, costituirà per Freud una delle basi della psicanalisi e una prova del valore del suo metodo.

Il caso Dora fu un “fallimento” per Freud, dato che la donna non terminò la sua psicanalisi. Questo fatto, allo stesso tempo, contribuì a comprendere meglio il fenomeno del “transfert nel suo aspetto negativo. Il paziente deposita nel suo analista una serie di sentimenti e aspettative, quando queste sono positive, la psicanalisi ha successo, nel caso contrario il processo si vedrà intaccato.

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