3 chiavi per la spontaneità

· 21 dicembre 2017

La spontaneità è la capacità di essere naturali e sinceri nei pensieri e nel comportamento. Non ha nulla a che vedere col fare o dire cose originali e ingegnose; semplicemente riguarda chi è trasparente e si mostra per com’è, sia nel comportamento che nelle parole. Essere spontanei è un indicatore di benessere emotivo.

Una persona spontanea è libera dalle apparenze, dal fingere di essere qualcuno che non è, e inoltre non ha problemi quando si tratta di riconoscere i propri errori e lacune. Essere spontanei significa essere naturali, per questo chi non lo è ha bisogno di camuffarsi per mostrare una versione migliorata di sé stessa.

“Nulla impedisce di essere naturali come il desiderio di sembrarlo”

-François de La Rochefoucauld-

La spontaneità, inoltre, è una grande virtù che facilita le relazioni umane. Quando non ci sono secondi fini né messaggi occulti, è sempre tutto più semplice. Perché chi è spontaneo si lascia fluire in ogni circostanza, crea un clima di sicurezza e aiuta gli altri a essere sinceri grazie alla propria naturalezza.

È semplice essere spontanei se si ha fiducia in sé stessi e una grande autostima. Se ci sono insicurezze e resistenze nell’accettarsi, la questione si fa un po’ più complicata, ma non impossibile. Per aumentare la propria spontaneità mostrandosi naturali e trasparenti, liberi da qualunque tipo di artificio, basta solo leggere i consigli qui sotto e mettersi all’opera.

Come favorire la spontaneità

1. Seguire l’intuito

Non si diventa più spontanei se non impariamo ad ascoltare il nostro intuito e a fidarcene. È importante prestare attenzione a quella vocina flebile che ci spinge a fare qualcosa o verso qualcuno in determinati momenti, senza che ci sia un motivo. Quale modo migliore per conoscersi ed entrare in contatto con la propria naturalezza?

Ragazza di spalle in un campo

Il nostro intuito è una combinazione di percezioni, informazioni precedentemente acquisite ed esperienze. La prima cosa che salta in mente, prima che arrivino i giudizi e le valutazioni, assieme ai timori o alle false convinzioni.

Anche se non è facile ascoltare il proprio intuito a causa dello scarso allenamento, non bisogna darsi per vinti. Occorre avere un po’ più di fiducia in sé stessi, smettere di rimuginare tanto su quello che si vuole fare o dire e, semplicemente, lasciarsi andare. Ovviamente facendo molta attenzione alle decisioni e alle azioni che implicano rischi significativi. A volte è necessario anche riflettere su quello che sta accadendo.

2. Spronarsi a uscire dalla propria zona di comfort

Uscire dalla propria zona di comfort è una decisione molto positiva che non delude mai e apporta grandi benefici (anche se inizialmente non sembri). Uno è proprio aiutarci a essere più spontanei. Tuttavia, la cosa più importante è che ciò aumenterà la nostra fiducia in noi stessi, facendoci credere di più in noi e, in questo modo, facendoci apparire più naturali.

Uscire dalla zona di comfort significa fare cose che normalmente non si farebbero. Andare in posti che non si conoscono, cambiare la propria routine in qualche modo, staccarsi dal telefono per una sera… Semplicemente, gettarsi nell’ignoto per lasciarsi alle spalle le comodità e continuare a scoprire sé stessi.

Durante questi viaggi fuori dalla nostra comfort zone, tutte quelle attività che ci fanno affrontare una paura acquisiscono un valore. Non serve fare bungee jumping o lanciarsi con il paracadute, ma semplicemente decidersi a fare qualcosa di cui ci si è privati per paura, come dire la nostra opinione tra gli amici, anziché aspettare che tutti si pronuncino per poi dire quello che crediamo verrá accolto meglio. Osiamo!

3. Liberare l’agenda per essere più spontanei

Una delle maggiori limitazioni alla spontaneità è avere un’agenda definita e, per giunta, piena. Molti hanno la sensazione che un’agenda sia lì per essere riempita: per questo la organizzano in modo da non avere neanche una riga libera. E se c’è, trovano subito il modo di riempirla.

Uomo sdraiato che si rilassa

La via per la spontaneità passa per la riorganizzazione dell’agenda. Per percorrerla, la prima cosa da fare è lasciare sempre alcuni spazi liberi e, soprattutto, che questi non si trasformino in un nuovo obbligo. L’ideale, dunque, è che ogni settimana si cambino gli orari di questi momenti liberi e aperti per noi.

Un altro consiglio è riflettere sull’importanza degli impegni previsti in agenda. È possibile eliminarne qualcuno? Si potrà delegare un determinato compito a un’altra persona? C’è la possibilità di liberare un intero giorno? Inizialmente potrebbe inquietare un po’, ma se ciò che si vuole è essere più spontanei, di certo questo ci aiuterà a esserlo.

Come si può vedere, essere più spontanei vuol dire soprattutto accettarsi per ascoltarsi e, poi, prendersi cura di sé. Oltre a tutte le tattiche che si possono imparare, la cosa più importante è lavorare per apprezzare sempre di più tutto il nostro lavoro come persone. Il resto, come si dice, è zavorra. Quando si capisce di valere, con certezza, il proprio modo di agire diventerà più spontaneo, anche senza proporselo… Non dobbiamo dimenticarlo!