Il ciclo della violenza di Leonor Walker

· 2 dicembre 2018

Il ciclo della violenza di Leonor Walker è una teoria che contempla l’esistenza di 4 fasi nelle dinamiche legate alla violenza di genere. Questa ricercatrice e psicologa studia da più di quarant’anni la violenza di genere e ritiene che possa essere sradicata. Oltre a svolgere il suo lavoro di psicologa, accompagna in tribunale le donne abusate e maltrattate che lottano per difendersi.

Secondo l’esperta, le vittime non denunciano apertamente i loro aggressori per paura di un litigio o di peggiorare la loro situazione, soprattutto se dipendono economicamente dal loro aggressore. La Walker ha fornito alla psicologia della violenza di genere uno strumento estremamente utile per comprendere la sofferenza delle donne abusate e il tortuoso cammino che devono percorrere per liberarsi dei loro aggressori: il ciclo della violenza.

Nel 1979 pubblicò le conclusioni della sua teoria nata dalle testimonianze delle donne maltrattate con le quali aveva lavorato. La Walker aveva notato che le donne non subivano aggressioni continue, che erano anche tutte diverse tra loro, ma che esistono delle fasi della violenza che hanno una durata variabile e diverse manifestazioni.

Individuò un modello comportamentale comune a tutte le situazioni di abuso e osservò che questi comportamenti si ripetevano in maniera ciclica. Il ciclo della violenza descritto da Leonor Walker ci aiuta a capire l’origine della violenza di genere.

Ricerche recenti dimostrano che l’incapacità di uscire da questo ciclo della violenza non fa altro che aggravare le conseguenze e spianare la strada a un finale terrificante. La violenza di genere comporta la perdita dei punti di riferimento che influiscono sulla personalità umana, tra i quali i condizionamenti biologici, psicologici e sociali.

Donna triste

Il ciclo della violenza: fasi del maltrattamento

Il ciclo della violenza di Leonor Walker è una delle teorie più conosciute sulle fasi della violenza di genere. Vediamone le diverse fasi.

Fase dell’accumulo di tensione

In questa fase si assiste a un graduale aumento della tensione caratterizzato da litigi frequenti e atteggiamenti violenti. Non ha una durata precisa, può durare settimane, mesi o persino anni. Durante questa fase possono verificarsi scenate di gelosia, grida e piccole discussioni.

Gli insulti e la violenza verbale vengono visti dalla vittima come eventi sporadici e controllabili. L’aggressore, intanto, sperimenta repentini sbalzi d’umore, si arrabbia per cose di poco conto e appare sempre teso e irritato.

In questa fase la vittima cerca di adottare comportamenti che non infastidiscano il partner, e cerca di calmarlo pensando che in tal modo i conflitti possano risolversi. Tende anche a incolparsi, giustificando il comportamento dell’aggressore. Ogni volta che si verifica un incidente che sfocia in una piccola aggressione, aumenta la tensione dell’aggressore, che stizzito dall’apparente indifferenza della vittima, non prova neanche a controllarsi.

Fase dell’aggressione

È la fase più breve. Coincide col momento in cui si manifesta la violenza vera e propria. C’è una totale mancanza di controllo da parte dell’aggressore e si verificano aggressioni fisiche, psicologiche e/o sessuali.

La vittima prova incredulità e ansia e tende a isolarsi sentendosi impotente di fronte a quello che le succede. Di solito trascorrono alcuni giorni prima che chieda aiuto.

Ragazza dice basta

Fasi di riconciliazione e calma

In questa fase del ciclo dell’abuso di solito l’aggressore chiede scusa e promette che non ripeterà un comportamento del genere. Si serve di strategie di manipolazione emotiva affinché la relazione continui.

Lasciarsi abbindolare da regali e promesse, però, promuove il comportamento violento. In questa fase la tensione accumulata nelle sue precedenti fasi sembra sparire.

In questa fase è ancora più difficile che la donna trovi il coraggio di denunciare quanto le è successo: il diverso atteggiamento del partner la porta a pensare che si sia trattato di un episodio isolato che non si ripeterà. La vittima vuole convincersi del fatto che non subirà mai più un abuso.

L’apparente calma e il comportamento affettuoso dell’aggressore fanno credere alla vittima che sia cambiato davvero. Questa fase finisce quando dalla calma si passa nuovamente alle discussioni e alle vessazioni.

“Qualsiasi momento del giorno o della notte è quello giusto per dire basta e porre fine a una fase della tua vita che vorresti non aver mai vissuto.”
Raunda de Penaflor-

Come interrompere il ciclo della violenza

Per porre fine al ciclo della violenza, la vittima deve essere consapevole della sua situazione. Solo partendo da questa consapevolezza potrà iniziare a ricevere l’aiuto psicologico e professionale di cui ha bisogno.

Donna dallo psicologo

Negli ultimi anni si è data molta visibilità a un problema che si è rivelato molto più grave e radicato di quello che si credeva. La società ha reagito con nuove misure legislative, ma purtroppo la parità tra i sessi appare ancora lontana e la tensione cresce a causa dei chiari segnali di un’involuzione nella percezione sociale del problema.