Come si riprogramma la mente?

· 29 maggio 2015

Se continuate con la medesima condotta di sempre, non cambierete mai la vostra esistenza. Se c’è qualcosa che non vi piace, cambiatela. Le persone sono solite lamentarsi di tutto, ma non hanno il coraggio di dare una svolta radicale alla propria vita. Non dimenticate questo mantra: “se si desidera davvero un risultato diverso, bisogna comportarsi in modo diverso”.

Sembra logico e semplice a parole, ma nella pratica non sempre lo è. Il problema è che gli esseri umani sono abitudinari, ci piace ripetere le cose, per comodità, per paura dell’ignoto, per non dover pensare ad un’alternativa. Tuttavia, siamo sempre pronti a lamentarci o a criticare. Non sarebbe più facile mettersi all’opera e forgiare il proprio destino? Potreste dire che questo è già stato scritto, ma è anche vero che il futuro “deve essere un po’ aiutato”.

Sono necessari molti anni, molte esperienze e molti avvenimenti per “programmare” il proprio cervello. Questo viene forgiato dalla personalità, dal modo in cui ci si relaziona con la gente, dall’educazione ricevuta e data, dai successi in ambito lavorativo, etc. La buona notizia è che la mente si può “riprogrammare” come si fa con un computer o un cellulare. Questo “reset” serve per poter affrontare il presente e, soprattutto, il futuro in modo migliore eliminando tutto quello che non fa bene e che non permette di andare avanti.

Se volete cambiare, la prima cosa da fare è chiedervi perché desiderate farlo. Non è necessario che altre persone conoscano la risposta. Fate questo esercizio quando siete soli a casa nella vostra stanza, quando siete in piscina o persino quando siete in viaggio.

La seconda domanda da porsi è “Perché lo voglio fare?”. Forse non siete felici perché siete alla ricerca di quell’amore che non arriva, perché provate a laurearvi o perché desiderate una promozione. Forse non c’è un motivo che vada oltre il voler essere una “persona migliore”.

Pensate a come poter cambiare la vostra condotta e in quanto tempo potrete farlo. Siate obiettivi ed equilibrati: la data non deve essere né molto vicina, né molto lontana nel tempo. 

La programmazione della nostra mente inizia dalla nascita, fin dal primo momento di vita. Viene condizionata dall’educazione dei nostri genitori e dall’insegnamento dei nostri maestri. Anche se la personalità influisce molto, i rapporti sono più che importanti. Se desiderate riprogrammarvi come fareste con un PC, dovete disegnare un nuovo software che si addica ai vostri bisogni e alle vostre richieste.

È dimostrato da studi di neuroscienza che le persone conversano con se stesse circa 14 ore al giorno. In questa comunicazione il 90% delle parole sono negative. “Non capisco niente”, “non posso farlo”, “è molto difficile”, “sono troppo goffo”, “arrivo sempre tardi”, “questo non fa per me” sono solo alcune delle frasi più frequenti che ci passano per la testa. Per continuare con l’esempio del computer, queste frasi sono come i virus che distruggono il sistema. Tutto quello che dovete fare è applicare un buon antivirus ed eliminare il malware che si è insediato in una delle parti più importanti del vostro organismo, la mente.

I pensieri del passato creano il vostro presente e, pertanto, forgiano il vostro futuro. Se non agite da leader oggi, non lo sarete nemmeno domani. Se credete di non incontrare l’amore della vostra vita oggi, non lo incontrerete nemmeno domani. Bisogna modificare le proprie idee per ottenere i propri obiettivi.

Quando vi rendete conto che le vostre conversazioni iniziano ad essere negative, ripetete affermazioni positive. In questo modo le allontanerete, come le nuvole del cielo quando c’è vento.

Tre passi per riprogrammare il cervello

1-Ripetizione: programmate la mente ripetendo un’affermazione tutte le volte che potete. Questo favorirà una maggiore attività neuronale ed eliminerete, come già detto, le idee negative. Cambiate i pensieri che danneggiano il vostro cervello.

2-Promemoria: la mente vi farà dimenticare quello che volete cambiare in seguito alla cosiddetta “resistenza al cambiamento”. Immaginate che dentro al vostro cervello ci sia una persona che ne controlla la programmazione; questi, però, è reticente nel cambiare le abitudini. Dovete essere un capo severo e disciplinato, affinché il vostro dipendente compia i vostri ordini. Il problema è che non potete licenziarlo, quindi dovete guidarlo.

3-Visualizzazione: ogni giorno per 5-10 minuti dovete pensare al vostro obiettivo. Immaginate di vivere già quella situazione e di provare le emozioni che ne scaturirebbero. Cercate di aggiungere sempre più dettagli a questo ritratto, finché la scena non sarà completa.