“Né con te né senza di te”: l’attaccamento insicuro-ambivalente

· 31 agosto 2017

L’attaccamento inizia durante l’infanzia, una fase molto importante e con grandi ripercussioni sulla vita adulta. Tant’è che molti dei problemi che un adulto può avere nel relazionarsi, con amici o con il partner, hanno origine durante questa fase. Riconoscete le relazioni “né con te né senza di te”? Se è così, sappiate che si tratta di una forma di attaccamento: l’attaccamento insicuro-ambivalente.

Ritroviamo questo tipo di attaccamento in forma di dipendenza emotiva nelle relazioni di coppia tossiche nelle quali sono presenti condotte che influiscono sulle relazioni e sul benessere dei due membri. Identificarle e rendersene conto ci aiuterà a ridurle godendo di relazioni più sane.

“Né con te né senza di te le mie pene hanno una soluzione. Con te perché mi uccidi e senza di te perché muoio”

-Anonimo-

Gli studi di Mary Ainsworth

Mary Ainsworth definì tre forme di attaccamento (sicuro, ansioso-evitante e insicuro-ambivalente) grazie ad uno studio al quale parteciparono un gruppo di madri con i propri figli. Lo studio ebbe luogo in un ambiente sconosciuto e vennero realizzati alcuni esercizi in situazioni diverse, ad esempio obbligando le madri a lasciare i bambini in stanze strane.

Aisnworth scoprì che i bambini il cui rapporto con la madre si basava sullo stile di attaccamento insicuro-ambivalente provavano ad afferrarsi alle loro madri per evitare che si allontanassero. Se dopo diversi sforzi le donne se ne andavano, i bambini si arrabbiavano, urlavano, sbattevano i piedi e piangevano in maniera esagerata.

Cosa accadeva quando la madre tornava? I bambini cercavano nuovamente il contatto con lei, ma una parte di loro inarcava leggermente la schiena per mantenere una certa distanza. Vale a dire che erano delusi e, soprattutto, non si fidavano e agivano con il timore che la madre li abbandonasse di nuovo. Fu, inoltre, estremamente difficile tranquillizzarli.

Il tipo di attaccamento che si presenta durante l’infanzia si ripeterà anche durante la vita adulta, anche se in altro modo e in circostanze diverse.

Lo studio fece luce su quelle situazioni in cui la figura di attaccamento, generalmente i genitori, può abbandonare la famiglia, per poi tornare a casa. Ma anche sui casi in cui i bambini crescono in un ambiente in cui i genitori si allontanano e riprendono i contatti svariate volte. In alcuni casi e se la separazione non si realizza in modo opportuno (con ansia da parte dei genitori), ciò provoca insicurezza e paura dell’abbandono che scatenano i comportamenti di cui abbiamo parlavato.

L’attaccamento insicuro-ambivalente e la coppia

Vi è familiare il desiderio di stare continuamente con il vostro partner? “Magari lavorasse a casa”, “sono così felice quando mi sta accanto”, “che peccato che debba andare alla riunione”. Queste e altre frasi potremmo averle dette o pensate molte volte. Per le persone che sviluppano l’attaccamento insicuro-ambivalente, hanno un significato molto più profondo, reale ed estremo.

Una persona dall’attaccamento insicuro-ambivalente durante la vita adulta desidera che il suo partner le stia sempre accanto. Tuttavia, questo la porta all’estremo, ovvero se il suo partner esce con gli amici, anche lei vuole essere presente. Si trasforma nella tipica relazione in cui bisogna fare tutto insieme, come se si trattasse di un pack completo. Ma cosa succede quando non rimane altra scelta che fare le cose ognuno per conto proprio?

Immaginiamo che la persona che soffre di attaccamento insicuro-ambivalente sia felice perché è il compleanno di sua madre e vuole festeggiarlo con il partner. Questi la chiama per dirle che ha una riunione importante, che il suo capo è insopportabile e che deve rimanere fino a tardi. Non può fare niente e glielo fa capire. Tuttavia, la reazione è inaspettata.

La persona che sviluppa questa forma di attaccamento prova ciò che provava durante l’infanzia. Una terribile sensazione di abbandono, che il suo partner non voglia passare il tempo con lei e che, forse, non la ama più come prima. Tutte queste sono supposizioni che, dal nostro punto di vista, risultano irrazionali. Ciò nonostante, per quella persona sono più che probabili.

Forse i suoi pianti, accompagnati da frasi del tipo “non mi ami più come prima” spingeranno il suo partner ad inventare una scusa per non partecipare alla riunione. Tuttavia, anche in tal caso la persona in questione si mostrerà dispiaciuta e arrabbiata: proverà a far sentire l’altro in colpa per assicurarsi che non capiti più. Lo rifiuta e lo punisce, ma al tempo stesso si afferra alla sua presenza. Una contraddizione tipica fin dall’infanzia.

Alcune relazioni disfunzionali sono frutto di un attaccamento insicuro costruito durante l’infanzia.

L’insicurezza nelle relazioni, la paura dell’abbandono e delle solitudine, la dipendenza emotiva, incatenare una relazione con l’altra, la sofferenza al momento di amare sono solo alcuni esempi delle conseguenze dell’attaccamento insicuro-ambivalente.

A volte la persona in questione potrebbe pensare di stare al fianco di persone che non la meritano. Tuttavia, non si rende conto che sta ripetendo condotte comportamentali che portano sempre alla stessa conclusione. Quando ciò accade, conferma la convinzione che ha da tempo: quella che tutti vogliano abbandonarla.