5 consigli del buddismo per educare i figli

19, agosto 2016 in Psicologia 7 Condivisi

La filosofia orientale e il buddismo cominciano a diventare dei punti di riferimento anche nella cultura occidentale. Il modo di vedere la vita promuove un equilibrio che a noi manca. È l’unione delle nostre forze emotive a garantire il successo nella vita.

Dato che nella cultura occidentale si promuovono altri valori che spesso ci allontanano dall’interiorità e dalla collettività, gli insegnamenti buddisti ci avvicinano di più all’esplorazione delle nostre emozioni.

In questo senso, è chiaro che tutti vogliamo che i nostri figli siano felici e crescano sani e motivati. Con questa premessa, possiamo adottare certi atteggiamenti che rendano questo desiderio realtà. Vediamo, allora, quali consigli possiamo prendere in prestito dalla filosofia orientale buddista per raggiungere questo obiettivo.

Candele

I 5 consigli fondamentali per favorire il benessere dei figli

1. Sorridere ai figli perché apprezzino il luccichio dei nostri occhi

Sorridere ad un bambino che vuole interagire con noi è praticamente istintivo. In realtà, a causa della fretta e delle responsabilità quotidiane, dimentichiamo questo aspetto così importante e smettiamo di rivolgerci ai nostri figli con allegria.

Di conseguenza, i nostri figli non si sentono più riconosciuti e si allontanano in fretta da se stessi. Riflettete su questo punto e vi renderete conto che un giorno, ormai lontano per voi, avete smesso di guardare il mondo con meraviglia e ammirazione e avete iniziato a cercare altre cose.

2. Normalizzare e valorizzare le emozioni e i sentimenti negativi dei figli

Quello che genera in noi uno stato d’animo negativo può arrivare anche a dominarci. La noia, la gelosia o la rabbia sono emozioni e sentimenti che nascono in modo naturale. Non possiamo farcene una colpa, dobbiamo insistere sul fatto che non è un male sentirsi così, ma bisogna imparare a canalizzare le emozioni.

Buddha-con-farfalle

3. Il segreto sta nel liberare i pensieri

“Controlla i tuoi pensieri” (Buddha). I pensieri sono nella nostra mente, sono un caos ed è importante metterli a nudo. Vanno e vengono senza alcun senso. I bambini, come gli adulti, inventano cose o danno esse un’interpretazione, lasciando volare i loro pensieri.

Possiamo capire, allora, che i nostri pensieri sono i nostri carnefici, quindi dobbiamo aiutare i nostri figli ad assecondare i pensieri sani e ad allontanarsi da quelli pericolosi.
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Date ai vostri figli le risorse naturali, lasciateli fare e uscire dagli stati d’animo, modellare la loro immaginazione e i loro strumenti. Insegnate ai bambini che è meglio prendere un foglio di carta e non accendere la televisione per uscire dalla noia e che loro stessi hanno la possibilità di creare cose meravigliose.

Bambino-con-una-tigre

La televisione, il tablet, il cellulare e i videogiochi vanno bene solo se consentono ai bambini di stimolare la connessione con se stessi.
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4. Lasciateli formulare le loro regole

Affinché imparino a controllarle e ne capiscano il valore, è importante che i figli formulino le loro regole. Questo li aiuta ad essere più consapevoli, perché spesso la nostra mente è piena di parole e regole senza senso. Per questo motivo, è necessario che imparino a pensare con la loro testa e che abbiano la loro visione del mondo in modo che possano dare un senso alle esperienze che vivono.

5. Se trascurano o dimenticano lo spirito, altre cose ne prenderanno il posto

Per adattare questi consigli all’educazione dei nostri figli, non possiamo dimenticare che si predica bene dando il buon esempio. Se cominciamo a vagare in cerca di piacere e sicurezza, scappando continuamente dalla paura, dal dolore e dalle cose difficili che non ci fanno stare tranquilli, insegneremo ai nostri figli a fare lo stesso.

Gatto-buddismo

La parola Buddha viene da “budh”, il cui significato è “risvegliarsi”, quindi Buddha significa “il risveglio”. Un buddha è qualcuno che si è risvegliato del tutto, come se fosse uscito dal sonno più profondo e avesse scoperto di non soffrire più, come se la sofferenza fosse stata solo un brutto sogno. Tutti, anche i bambini, possono uscire da quest’incubo, “non facendo altro che il bene, evitando qualsiasi dolore agli altri e purificando il cuore”.