3 consigli per diventare emotivamente saggi

24 giugno 2017 in Psicologia 993 Condivisi

Cosa facciamo quando un’emozione che consideriamo negativa affiora in noi? Provare rabbia, ira o esasperazione provoca in noi una reazione istintiva che ci spinge a voler controllare ciò che sentiamo. Tuttavia, capita spesso il contrario. Essere coscienti di questi ed altri ingranaggi emotivi ci permetterà di inoltrarci in un piacevole cammino di saggezza emotiva.

Grazie alla saggezza emotiva, potremo gestire al meglio le nostre emozioni, evitando di esplodere in maniera eccessiva in momenti poco adeguati e di sentirci soffocati da tutte quelle sensazioni che pullulano dentro di noi. Gli innamorati le chiamano farfalle allo stomaco.

1. Non imprigionate le vostre emozioni

Cosa vi dicevano quando eravate piccoli? Sicuramente frasi del tipo: “smetti di piangere”, “un bambino della tua età non si comporta così”, “guarda che brutta espressione assumi quando sei arrabbiato”… Tutte queste frasi, apparentemente innocenti, pronunciate dai genitori, fomentano la repressione delle emozioni.

Oltre a questo, ci hanno inculcato l’idea che gli uomini non devono piangere e che le donne sono troppo sensibili. Questo tipo di credenze, tra le tante, ci fanno reprimere le emozioni che proviamo.

È importante sapere quando lasciar fuoriuscire quello che si prova. Ad esempio, se state negoziando per qualcosa di importante, sfogare la propria ira o piangere in maniera eccessiva non sarà sicuramente la migliore delle mosse per il futuro dell’accordo. Tuttavia, questo non implica che non possiate sfogarvi in seguito o che non possiate esprimere il vostro dissenso senza compromettere la negoziazione.

Potete esprimere le vostre emozioni in maniera adeguata. Se qualcosa vi infastidisce, potete dirlo! Attraverso frasi educate, potete liberare un po’ di quell’emozione che vi pervade e trasmettere un’informazione valida all’altro, che capirà che non deve proseguire su quella strada.

2. Non mantenete sempre lo stesso controllo

A volte il problema non riguarda solo la mancata espressione delle proprie emozioni con gli altri, ma che si provi a controllarle quando non c’è niente di male nel provarle. Vale a dire: a volte avete provato a trattenere il pianto, nonostante foste soli a casa? Se è così, avete provato a frenare un’emozione che sarebbe stato meglio lasciar fuoriuscire.

Reprimere quello che si prova causa il fenomeno del “mandar giù le emozioni”, fattore non concepito dalla saggezza emotiva. Più manderete giù, più le emozioni si accumuleranno e, prima o poi, finiranno per fuoriuscire. Il risultato di tutto questo sarà quasi sicuramente un grande disastro.

Di certo conoscerete qualcuno, o forse siete voi stessi, che in determinati momenti esplode in situazioni poco adeguate e che non meritano un tale livello di aggressività, ira o tristezza. Questo capita perché tali emozioni sono state represse per molto tempo e ora emergono.

Un solo detonante può causare la fuoriuscita di tutto quello che si è cercato di controllare nel profondo, ma che, per ironia della sorte, è incontrollabile. È giunto il momento di liberarle quando necessario.

3. Per quanto siano umane le emozioni, bisogna imparare a gestirle

La saggezza emotiva non permette solo di liberare le emozioni, ma di focalizzarsi su un aspetto molto importante: come imparare a farlo. Ogni emozione ci apporta qualcosa, un insegnamento che è necessario saper interpretare bene prima che scompaia. Difatti, una volta che le ascolteremo e che saremo disposti ad agire, le emozioni svaniranno per apportare energia alle nostre azioni.

Non si tratta, dunque, di trattarle come nemiche né di posizionarle dall’altra parte del ring. Se le concepiamo in questo modo, la cosa più logica è che svolgano questo ruolo. E non perché sia il loro, ma semplicemente perché noi scegliamo di darglielo. Se aspettiamo che la rabbia ci distrugga, possiamo star certi che accadrà.

D’altro canto, un’emozione ignorata forse perderà intensità, ma non venendo risolta, corriamo il rischio che compaia nuovamente in qualsiasi momento. Più forte, più invadente e quando siamo più deboli… e, cosa ancora peggiore, senza aver imparato niente.

“Quando esprimo ciò che penso e sento, libero la mente e curo il mio corpo”
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Quando passiamo anni a tentare di controllare ed imprigionare quello che proviamo, alla fine il nostro corpo inizia ad inviarci dei segnali per farci capire che qualcosa non va bene, vale a dire, somatizza le nostre emozioni. Non facciamoci così male, smettiamo di soffrire e iniziamo ad esprimere ciò che proviamo quando le nostre emozioni ce lo chiedono. Staremo molto meglio.

Immagini per gentile concessione di Yassher Almajed

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