5 consigli per liberare le emozioni

14, giugno 2017 in Psicologia 1162 Condivisi

Le emozioni ci permettono di relazionarci con gli altri, tuttavia, spesso tendiamo a nasconderle. Esistono 4 emozioni fondamentali o di base (anche se alcuni autori ne hanno individuato di più): la tristezza, la rabbia, la paura e la gioia. Di questo gruppo di emozioni di solito una viene considerata positiva, ma questo dipende dalla nostra cultura di provenienza. La distinzione tra ciò che è negativo e positivo può rappresentare un ostacolo nel momento in cui dobbiamo liberare le emozioni.

A causa delle nostre esperienze, quelle che hanno messo a nudo la nostra vulnerabilità e ci hanno ferito, iniziamo a nascondere la nostra tristezza proiettando un’immagine di forza. Non esprimiamo la nostra rabbia per paura della disapprovazione altrui, nascondiamo la paura sottomettendoci ad essa e controlliamo la nostra allegria perché spesso siamo stati rimproverati per averla espressa con troppa spontaneità.

I dubbi, le paure e le insicurezze ci impediscono di esprimere ciò che per natura andrebbe trasmesso.
Condividere

1. Le emozioni sono importanti

Le situazioni menzionate sono il prodotto del “disprezzo” delle proprie emozioni e della loro importanza in rapporto, ad esempio, a quella data all’intelligenza logica. Forse pensiamo che le emozioni rendano deboli, come ci hanno spinto a credere. Questi pensieri non fanno altro che spingerci a contenere i nostri sentimenti.

Se non diamo essi la giusta importanza, diventiamo degli esperti nel mandar giù tutto ciò che non vogliamo né possiamo digerire. Questo, a lungo andare, ci farà stare male, perché avrà il sopravvento su di noi e ci ritroveremo con tantissime emozioni accumulate che vorranno emergere in superficie con forza senza poi riuscirle a controllare. Cercheremo aria e non riusciremo a respirare.

Volete che la rabbia fluisca senza controllo durante una riunione di lavoro? Vi sembra bello comportarvi in modo crudele con un amico a causa di queste emozioni accumulate? Se vi è capitato di ritrovarvi in queste situazioni o di volerle evitare, è arrivato il momento di cambiare il modo in cui affrontate le vostre emozioni.

2. Quando liberate le vostre emozioni, siate consapevoli

Forse qualche volta vi è capitato di voler liberare le vostre emozioni, ma di esservi poi imbattuti nel temibile senso di colpa. Questo accade quando esprimiamo le nostre emozioni senza esserne consapevoli. Tenete presente che è importante sapere come comunicare quello che proviamo, a partire dal rispetto verso l’altra persona.

Di fatto, potete accorgervi di questa mancata consapevolezza quando reprimete le emozioni al punto da poter esplodere in qualsiasi momento. In quel caso non avete pietà, non tenete conto di chi avete davanti, non vi importa.

Esprimete, dunque, le vostre emozioni quando lo desiderate, ma aprite bene gli occhi e cercate di essere empatici con chi avete davanti per evitare di ferirlo e di ferire anche voi stessi per non aver saputo gestire la situazione.

3. Non aspettate, sfogatevi quando ne avete bisogno

Il segreto per non perdere il controllo delle emozioni è sfogarsi quando se ne ha bisogno. Questo non vuole dire farlo in qualsiasi momento e contesto. Ad esempio, durante un colloquio di lavoro o una situazione simile non avrebbe senso liberare le emozioni in maniera incontrollata perché verreste giudicati negativamente.

Tuttavia, non significa che non possiate farlo dopo. Anzi, dovete farlo! Dove vi sentite bene e liberi? Dove trovate la fiducia per esprimere tutto quello che avete dentro? Raggiungete questo luogo e apritevi per lasciare uscire ciò che avete dentro.

Se provate rabbia, prendete a pugni un cuscino, prendete a calci dei ciottoli o cose del genere; se notate che siete invasi dalla paura, concedetevi di tremare, di provare la paura in ogni poro della pelle e accettatelo; se siete tristi, allora urlate o cercate l’abbraccio di quella persona in grado di allontanare qualsiasi preoccupazione.

4. Attenzione a rimuginare sulle emozioni

Le emozioni non durano molto, pensate all’allegria, è momentanea, non dura per ore. Tuttavia, quando un’emozione dura più del “normale”, allora si parla di stato emotivo.

Ad esempio, possiamo sentirci tristi, ma se alimentiamo questa tristezza con ulteriori pensieri, rimuginando di continuo, generando ansia, allora intrappoliamo quell’emozione impedendole di seguire il suo naturale corso.

A volte bisogna saper distinguere quando l’emozione ha iniziato a nutrirsi dei nostri pensieri, diventando un prodotto delle nostre insicurezze, paure e credenze. Spesso di un granello di sabbia facciamo una montagna enorme.

5. Tenete in considerazione l’ambiente in cui vi trovate

Se vi trovate in un ambiente in cui è comune che vi dicano frasi come “non piangere”, “perché sei così sorridente?”, “non arrabbiarti”, fate presente che avete tutto il diritto di esprimervi e che per voi è necessario. Fatelo con rispetto e cercando la comprensione negli altri.

L’importante è non smettere di esprimere quello che provate solo perché agli altri dà fastidio, una cosa comune e frutto dell’educazione che ci impedisce di essere come siamo. Se avete bisogno di esprimere le vostre emozioni, fatelo! Non c’è niente di male!

Quando esprimi le tue emozioni, ricorda: non fare del male a te stesso, non fare del male agli altri.
Martha Sialer

Fin da piccoli ci insegnano a non fare questo e a non dire quest’altro, pertanto alla fine adottiamo l’abitudine di tenere per noi quello che vogliamo dire ed esprimere, ma in questo modo non facciamo altro che ferirci.

Non lasciamo che i nostri sentimenti ci avvelenino perché agli altri non piace. Trattenere e intrappolare le emozioni tante volte le trasforma in preoccupazioni che poi durano più del dovuto. Potete evitare tutto questo, cari lettori. Permettere alle vostre emozioni di scorrere e di fare il loro corso.

Immagini per gentile concessione di Stasia Burrington

Guarda anche