Che cos’è la dispatia?

· 24 novembre 2017

La dispatia è un nuovo termine complementare all’empatia che permette una gestione di successo del contagio emotivo e dei sentimenti indotti. Questo concetto fu proposto dal medico e docente di pischiatria J.L. González per definire il processo volontario di esclusione di sentimenti, atteggiamenti, motivazioni e pensieri indotti dagli altri

La dispatia non è sinonimo di indifferenza o insensibilità affettiva, caratteristiche tipiche delle persone carenti di empatia. È una manovra o una azione mentale positiva compensatoria dell’empatia, piuttosto che la sua mera carenza. Questa azione mentale compensatoria ci protegge dall’inondazione affettiva e impedisce che le emozioni altrui ci trascinino via: un rischio che corrono le persone troppo empatiche.

Da questo punto di vista, non dobbiamo confondere il mettersi nei panni altrui, col trasferirsi e stabilirsi nei panni altrui. In qualche modo, questo viaggio empatico è necessario per la comprensione, ma può anche essere davvero molto pericoloso quando restiamo bloccati, senza riuscire a tornare indietro.

Dispatia contro la manipolazione

Nonostante si pensi che vi siano persone specializzate nell’indurre e contagiare le emozioni, la verità è che non siamo indifesi di fronte a esse: abbiamo e possiamo acquisire gli strumenti sufficienti affinché questo “sequestro” emotivo non si verifichi. Un sequestro emotivo che molte volte risiede più nella particolare sensibilità del sequestrato che nell’intenzione del sequestratore. In questo senso, non dobbiamo confondere il contagio emotivo con l’empatia.

L’empatia ha a che vedere con l’informazione utile che riceviamo dagli altri. Se teniamo in considerazione solo i punti di vista, i desideri e le emozioni altrui, la convivenza diventa disastrosa. Di fatto, l’empatia rimane incompleta senza la capacità di gestire il contagio emotivo e compensarlo mediante altre qualità mentali.

Figure umane che parlano e non ascoltano

Se l’empatia comporta il “mettersi nei panni degli altri”, la dispatia implicherà il “mettersi nei panni propri”, ed è risaputo che entrambe le qualità sono necessarie. Quest’ultima è, infatti, l’azione mentale che ci tutela dalla manipolazione o dall’inondazione emotiva da parte degli altri, impedendo che le emozioni altrui ci destabilizzino.

Il giusto equilibrio nelle emozioni si colloca fra l’empatia e la dispatia

Daniel Goleman, autore del libro Intelligenza Emotiva, dice che l’empatia è, fondamentalmente, la capacità di comprendere le emozioni altrui nelle circostanze in cui si trovano.  Tuttavia, afferma anche che, a un livello più profondo, si tratta di definire, comprendere e reagire alle preoccupazioni e alle necessità che soggiacciono alle risposte e alle reazioni emotive degli altri.

La dispatia è opposta e, allo stesso tempo, complementare all’empatia. Questo processo volontario ci serve per frenare la dose eccessiva di contagio emotivo in situazioni come l’assistenza a persone malate o crisi umanitarie, affinché non si finisca per restare intrappolati nel dolore e anche per poter evitare la manipolazione mentale, anche in casi di isteria di massa, ad esempio.

Donne di spalle tra fiori

Non tutti i contagi emotivi sono positivi e per la nostra salute emotiva, l’ideale sarebbe regolare la capacità empatica, non sono nel senso di rafforzare la nostra capacità di comprensione, ma anche nel senso di impedire o limitare l’estensione di questa esperienza quando può essere nociva per la persona che la vive, per la persona che è empatica.