Dati personali: quanto valgono?

· 25 settembre 2018

Quasi senza rendercene conto, siamo finiti in un mondo governato da quello che G. Orwell chiamava il Grande Fratello. Siamo sempre monitorati, ovunque ci troviamo. Ma non è tutto, spesso non ce ne accorgiamo, ma anche i nostri dati personali sono ormai alla portata di milioni di aziende, persone e istituzioni.

Ogni giorno i nostri dati personali vengono commercializzati. Non appena accediamo a internet, si attivano sistemi che raccolgono dati su tutto quello che facciamo. Quello che guardiamo, quando, come e perché. Quello che preferiamo comprare, e il nostro comportamento in generale.

Il computer è nato per risolvere problemi che prima non esistevano.
-Bill Gates-

Cosa se ne fanno le aziende dei nostri dati personali? È ancora difficile trovare una risposta esaustiva. Sappiamo che vengono commercializzati, venduti ad aziende di cui siamo potenziali clienti, le quali li utilizzeranno per affinare le proprie strategie di marketing, creando inserzioni specifiche, basate sui gusti e gli interessi dedotti dai nostri dati.

Tuttavia, esistono numerose speculazioni secondo le quali anche le nazioni e gli organi di governo avrebbero accesso a questi dati per una sorta di continuo “aggiornamento” sulle nostre vite.

Nulla è davvero gratuito su internet

Le aziende offrono tutta una serie di servizi apparentemente gratuiti in cambio dei nostri dati personali (per loro preziosissimi). Prendiamo l’esempio dei motori di ricerca. Chiunque può servirsene, teoricamente si tratta di un servizio gratuito. In realtà non è esattamente così: il prezzo da pagare è la divulgazione dei nostri dati personali.

Amici guardano lo smartphone

Con i social network accade la stessa identica cosa. Facebook, Twitter e Instagram non chiedono ai propri utenti neanche un centesimo per accedere. Nel frattempo, però, raccolgono informazioni riservate. Ovviamente non le raccolgono per pura curiosità, bensì perché hanno un alto valore commerciale.

A un primo sguardo potrebbe sembrare uno scambio equo. Queste aziende dovranno pur ricevere qualcosa in cambio per le applicazioni che mettono a nostra disposizione. Ma bisogna guardare anche l’altra faccia della medaglia, le problematiche che derivano dalla raccolta di dati sensibili.

Innanzitutto, non sappiamo mai qual è l’uso effettivo che le aziende faranno delle nostre informazioni personali. In secondo luogo, bisogna considerare che i nostri dati potrebbero essere usati per manipolarci, pur non rendendocene conto.

Dati personali e manipolazione

Un tempo era necessario fare pressione o addirittura torturare una persona affinché rivelasse le proprie informazioni confidenziali. Ora invece condividiamo i nostri dati personali di nostra spontanea volontà.

Magari non ne siamo del tutto consapevoli, ma tutte le foto della nostra famiglia, dei nostri amici, così come quelle che ci ritraggono personalmente, rappresentano un’utile fonte di informazioni sul nostro conto. Ogni azione resa pubblica fornisce dati utilizzabili nell’ambito commerciale, ma anche in quello politico e militare.

Cookies

Tutti i siti internet fanno uso di cookies. Ciò riguarda anche i social network. I cookie vengono memorizzati dal dispositivo e il loro compito è quello “seguire” tutte le azioni che compiamo online. Pur venendo cancellati frequentemente, possono continuare a essere operativi.

In alcuni casi i cookie possono essere attivati da remoto, e hanno accesso alle nostre foto, ai nostri video, ecc… Quando acconsentiamo all’utilizzo dei cookie, permettiamo tutto questo.

Basandosi sulle informazioni raccolte, il sistema definisce quelli che dovrebbero essere i nostri “standard di comportamento”. Se dai nostri dati si evince che viaggiamo molto, saremo bombardati di pubblicità e altri contenuti relativi ai viaggi. Ovviamente le offerte che ci vengono mostrate non sono necessariamente le migliori, semplicemente ci vengono presentate le offerte delle aziende che hanno pagato per avere visibilità.

I rischi che si  nascondono dietro la raccolta di dati

I social network immagazzinano tutte le informazioni che captano dai nostri dati personali. Basandosi su tali informazioni, interferiscono nel nostro comportamento, non solo a livello commerciale, ma anche a livello sociale.

Ad esempio, deducono che tendiamo a interagire con una persona piuttosto che con un’altra. Per questo ci presentano le attività di alcuni utenti in primo piano, mentre quelle di altri vengono relegate alla fine della pagina. Seppur in maniera impercettibile, i social network ci guidano, organizzano il nostro mondo.

Non va dimenticato che in giro ci sono numerosi delinquenti che conoscono fin troppo bene il valore dei nostri dati personali. Anche loro fanno una semplice proporzione tra il costo e le opportunità che tali dati possono offrire. Senza rendercene conto, spesso forniamo loro informazioni sulle nostre transazioni bancarie, la nostra situazione economica e molti altri dati che in seguito sfrutteranno.

Nel peggiore dei casi potrebbero addirittura captare il modo di agire di bambini e adolescenti, che molte volte finiscono per diventare vittime di questi malintenzionati.

Collegamenti

Il nostro suggerimento, pertanto, è quello di prestare maggiore attenzione ai vostri dati personali. Bisogna accettare i cookie solo da siti altamente affidabili. Lo scopo dei social network non è quello di rendere pubblica la nostra vita privata. Sono un perfetto mezzo di comunicazione e interazione, ma dovremmo sempre cercare di proteggere i nostri dati sensibili.

Non bisogna mai dimenticare che internet non è il centro del mondo e che bisogna stare attenti agli intrighi che si nascondono dietro i suoi algoritmi.