Dieta digitale: cos’è e come seguirla

· 14 novembre 2018
Quando si segue una dieta digitale per almeno 30 giorni, il livello di iperattività del cervello diminuisce.

Lo scrittore statunitense Jake Reilly fu il primo a parlare di dieta digitale. Inizialmente era solo un esperimento, ma presto si trasformò in un articolo molto famoso dal titolo Digital Obesity and Digital Diet.

Tutto ebbe inizio quando Reilly si accorse che non gli era possibile disconnettersi nemmeno un minuto da internet. Cominciò a fare due calcoli e notò che inviava una media di 1500 e-mail al mese. I suoi tweet superavano i 250 mensili e nello stesso periodo di tempo aveva parlato al telefono per più di 900 minuti. Fu allora che iniziò a parlare di una dieta digitale.

“Twitter è un portale che ti consente di dire al mondo quello che stai pensando prima ancora di aver avuto l’opportunità di pensarlo.”
-Chris Pirillo-

Jake Reilly ha parlato anche del concetto di “obesità digitale”, creando addirittura una formula per pesarsi digitalmente e verificare i propri eccessi. La formula consiste in un sistema di punti che contabilizza la quantità di dispositivi che si possiedono, il numero di volte in cui ci si connette in un giorno, la quantità di messaggi che si inviano e così via. Se il punteggio finale supera un determinato numero, si rientra in quella che è stata definita e-obesità.

Senza arrivare a casi estremi, ciascuno di noi ha un misuratore interno che indica gli abusi tecnologici. Alcuni dei parametri di misura sono lo stress e l’ansia di restare continuamente connessi, scorrendo le bacheche di innumerevoli social con la sensazione che ci sia sempre qualcosa da vedere, anche se così non è.

Forse, facendo una dieta di contenuti digitali, saremo in grado di arrivare a conclusioni simili a quelle rilevate da Jake Reilly e da tanti altri. Vediamole insieme.

Lo stress diminuisce con la dieta digitale

Spesso non ci rendiamo conto dell’ansia che possiamo sperimentare quando navighiamo sul web. Questo perché il cervello è in uno stato di massima allerta. Si è in continua attesa di qualcosa che potrebbe accadere in termini di nuove comunicazioni o notizie.

Aree cerebrali che si illuminano

Quando si segue una dieta digitale per almeno 30 giorni, il livello di iperattività del cervello diminuisce. Inizialmente si verifica una forte tensione, simile a quella prodotta dall’astinenza da droga. Con il passare dei giorni, però, si inizia a sperimentare maggiore tranquillità e pace interiore.

Non succedono tante cose come pensiamo

Il mondo virtuale ci influenza facendoci credere che in ogni momento stiano accadendo migliaia di cose nel mondo. Ci convinciamo che staccarci per troppo tempo da internet ci farà perdere qualcosa di molto importante, e temiamo di restare fuori dalle dinamiche sociali.

La dieta digitale è la prova che questo è falso. La maggior parte dei contenuti che circolano nel web sono del tutto irrivelanti. Sono sempre uguali, dunque basterà connettersi una volta al giorno per venire a conoscenza degli avvenimenti più importanti della giornata.

La rete causa dipendenza

Gli amici e i follower sono, la maggior parte delle volte, soltanto un’illusione. Ricevere un like non fa di una persona un vero amico. All’interno del contesto dei social network ci convinciamo però che sia così, che le nostre amicizie si misurino in base alla nostra lista di follower.

Like

Con una dieta digitale scopriremo che non è così. Sparire dalla rete ci farà sparire dalle loro vite, e loro troveranno nuovi amici virtuali. Noi invece potremo farci il regalo di tornare a parlare con le persone con le quali abbiamo un vincolo davvero importante.

I social network generano dipendenza e lo fanno in maniera impercettibile. Quando ci connettiamo, il nostro cervello secerne piccole quantità di dopamina. Ed ecco attivata la trappola che dà inizio a qualsiasi tipo di dipendenza. Siamo costretti ad accedervi di nuovo per riprovare la stessa sensazione.

Ritrovare il piacere di non fare nulla

Un’altra caratteristica del mondo di internet è che senza accorgercene veniamo coinvolti in una dinamica caratterizzata dall’iperattività. Viene a mancare del tutto la quiete e gli stimoli sono perenni.

Ciò ci priva del meraviglioso piacere di vivere momenti di dolce far nulla. Anzi, senza nemmeno accorgercene cominciamo a temere l’inattività. Questo è un fenomeno molto grave, poiché è proprio nei momenti di “vuoto” che generiamo le nostre idee migliori e approfondiamo quelle già esistenti. Le grandi conquiste molto spesso sono state fatte in momenti di ozio.

Donna che si rilassa in spiaggia durante il tramonto

È positivo provare a disconnetterci tutte le volte che possiamo. Non dobbiamo permettere a internet di sostituirsi alla nostra vita. La rete ci offre di certo tantissime possibilità, ma non bisogna mai lasciare da parte la vita vera, quella che si vive con i sensi, quella che ha molto più peso e rilevanza di tutto il resto.