Difendersi dagli attacchi: aikido verbale

14 marzo 2018 in Curiosità 1215 Condivisi
Uomo pratica kung fu

L’aikido verbale è una tecnica che deriva dall’arte marziale dell’aikido. Quest’ultima nacque nel Giappone moderno, dal maestro Morihei Ueshiba. Si basa sul principio che, in situazioni di conflitto, bisogna cercare di difendersi dagli attacchi neutralizzando il nemico, evitando di fargli del male.

Come tutte le arti marziali, l’aikido non è soltanto una tecnica di combattimento. Dietro di essa c’è tutta una filosofia. Ricerca, soprattutto, l’evoluzione personale di chi la mette in pratica. Si lavora sul piano fisico, mentale e spirituale. Non si disprezzano i propri avversari, bensì si cerca di capirli e di imparare da loro.

A partire da questi principi, una serie di autori iniziarono a cercare di applicare l’aikido alla comunicazione. In questo modo, svilupparono il concetto dell’aikido verbale. Lo trovarono un’eccellente maniera di trasformare o difendersi dai conflitti quotidiani. Si esercita per apportare pace, serenità e felicità alla vita. Come ogni tecnica, può essere appresa e i benefici maggiori arrivano con la pratica.

“La violenza è l’ultimo espediente dell’incompetente”

-Isaac Asimov-

Aikido verbale: difendersi dagli attacchi

I promotori dell’aikido verbale indicano che quando riceviamo un’aggressione verbale, l’essenziale è preservare il proprio benessere. Un attacco verbale può scatenare un uragano di emozioni e confondere la mente. Per questo, è fondamentale mantenere la serenità e concentrarsi sul proposito di risolvere il problema e non di ingrandirlo.

Allora, la prima cosa da fare è non reagire in modo automatico, ma piuttosto di impiegare la forza dell’attacco per dare una svolta alla situazione. Dobbiamo volgere lo sguardo verso la direzione in cui sta guardando il nostro avversario. Invece di guardarlo dalla riva opposta, l’idea è di cercare di osservare quello che questa persona sta guardando.

Coppia che discute come difendersi dagli attacchi

Questo è possibile soltanto se invece di preoccuparci di reagire, ci preoccupiamo di ascoltare, di capire il suo punto di vista. Facciamo un esempio di questo aikido verbale. Qualcuno lancia il seguente attacco verbale: “Svolgi il tuo lavoro in modo pessimo, nonostante ciò il capo ti tratta meglio”. Impiegando la tecnica dell’aikido verbale, la risposta sarebbe: “È molto frustrante lavorare bene e non ottenere il giusto riconoscimento. Capisco perfettamente la tua rabbia”.

In questo esempio, si evita di discutere sulla persona a cui è stato diretto l’attacco. Piuttosto si risponde mettendosi nei suoi panni e cercando di difendersi dagli attacchi rivolti. Ciò pone il conflitto in altri termini. Quasi sempre, dietro a un attacco verbale, c’è una persona che soffre. L’aggressione, sebbene sia disfunzionale, a volte non è altro che una richiesta d’aiuto.

Tecniche dell’aikido verbale

L’aikido verbale possiede alcune tecniche specifiche per difendersi dagli attacchi. Si tratta di meccanismi che hanno dimostrato la loro efficacia in queste situazioni. Si ispirano ai movimenti dell’arte marziale.

Le principali tecniche sono le seguenti:

  • Consentire e cedere. Si usa quando l’attacco non ci mette realmente in pericolo e diventa ripetitivo. Il lavoro è per lo più interiore e consiste nell’impedire che l’attacco verbale ci faccia soffrire.
  • Cedere e mantenere la posizione di partenza. Implica riconoscere la parte di ragione che può esistere nell’esposizione verbale altrui, conservando il proprio punto di vista ed esprimendolo. È una tecnica appropriata nel caso di una disputa di tipo mentale o intellettuale.
  • Complimentarsi. Si usa quando l’alterco nasce dal desiderio altrui di mostrarsi superiore. Il complimento disattiva l’aggressività in quanto soddisfa il desiderio dell’aggressore.
  • La replica disintossicante. Implica rispondere all’aggresione con una domanda. Questo ha due vantaggi. Da una parte, permette che l’altro valuti quanto di ragionevole vi è nell’attacco. Dall’altra, ci dà un piccolo margine di tempo per calmarci e non reagire con violenza. È adeguato nel caso di dure offese personali.
  • La constatazione oggettiva. Consiste nel far presente all’altro che notiamo il suo fastidio verso di noi. Gli esprimiamo anche che desideriamo risolvere le divergenze per mezzo di una comunicazione sana. Equivale a una formula del tipo: “Vedo che la mia idea non ti piace, ma vorrei spiegarti perché la penso così…”.
  • Il confronto. È una tecnica per fermare una mancanza di rispetto o un’aggressione verbale smisurata. Corrisponde a qualcosa del genere: “Forse ho commesso un errore ma non hai il diritto di trattarmi così, per questo esigo delle scuse”.
  • Moderare il tono. In questo caso, si cerca di rendere cosciente l’altra persona del fatto che la sua è un’offesa che non può essere permessa. Equivale a dire: “Se continui a parlarmi in questi termini (o in quel tono), sarò costretto a chiudere questa conversazione”.

Ragazzi che discutono

Insomma, l’aikido verbale cerca di creare una gestione intelligente del conflitto. Senza sprecare energia in ciò che non è importa e investendo soltanto quella necessaria in ciò che merita. L’ideale è imparare, innanzitutto, a contare fino a dieci per non reagire con  altrettanta aggressività, e poi applicare una di queste tecniche davvero efficaci.

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