Differenziazione interpersonale

· 30 Marzo 2019

In numerose occasioni la psicologia studia i processi cognitivi di base che si presentano in tutti gli esseri umani in modo simile, seppur con certe sfumature. Possiamo affermare che in questi casi la psicologia cerca il nesso di unione tra gli individui al fine di ottenere una visione generale dell’uomo. Tuttavia, esistono alcuni processi cognitivi che determinano una differenziazione interpersonale, ad esempio la personalità.

La disciplina che si occupa di studiare questi fattori è la psicologia delle differenze individuali o psicologia differenziale.

Si tratta di una disciplina scientifica che cerca di dare risposta al motivo per cui gli esseri umani si assomigliano molto tra loro, ma al contempo sono molto diversi. In altre parole, il suo obiettivo è spiegare quali processi e fattori soggiacciono alla differenziazione interpersonale.

Se non vi fossero studi al riguardo, di fatto, incontreremmo notevoli difficoltà al momento di spiegare la condotta umana. Questo si deve a quei fattori che modulano in gran parte il comportamento e la cognizione. Studiare le differenze ci aiuta a capire le cause delle stesse e a individuare i processi superiori che le determinano.

I fattori di differenziazione interpersonale

Secondo i diversi studi condotti, i due fattori di differenziazione interpersonale per eccellenza sono la personalità e l’intelligenza. A seconda del tipo di personalità o delle distinte abilità cognitive, osserviamo una condotta oppure un’altra. Esistono, tuttavia, altri fattori di differenziazione interpersonale che vedremo a seguire.

Persona rossa che esce dalla fila

Gli interessi

Gli interessi costituiscono un fattore di grande rilevanza nello studio della differenziazione interpersonale. Possiamo definirli come le inclinazioni affettive o le preferenze per certe attività, aree, conoscenze o passatempi. Con certe sfumature, gli interessi predicono in certo modo la direzione e la gradevolezza percepite della condotta.

Gli interessi presentano tre caratteristiche basilari:

  • Sono di carattere direttivo o conativo, ovvero inducono la persona a compiere una determinata azione.
  • Hanno un certo grado di intensità. Questo dipenderà dall’energia investita da parte dell’individuo a una condotta, così come dalla reazione affettiva e dall’attivazione de ne deriva.
  • Sono dinamici. Appaiono, cambiano, si rafforzano o perdono di forza attraverso l’interazione continua dell’individuo con l’ambiente.

Lo studio degli interessi ha un forte impatto nella psicologia dell’educazione, poiché conoscere gli interessi degli alunni aiuta a rendere più interessante l’istruzione e in gran misura a migliorare la qualità educativa. Il loro studio ci è utile anche per capire perché i bambini mostrano diversi interessi e distinti gradi di attenzione nei confronti della stessa materia.

Gli stili cognitivi

Questo fattore di differenziazione interpersonale è sorto dal bisogno di spiegare i diversi livelli di rendimento mostrati dalle persone nei vari ambiti.

I tradizionali test di intelligenza spiegano appena la variabilità individuale quando ci approcciamo a diverse attività. Si è tentato di spiegarla anche attraverso la personalità, tentativo risultato altrettanto insufficiente. In seguito a ciò, è stato formulato il costrutto degli stili cognitivi.

Lo stile cognitivo si riferisce al modo abituale di elaborare le informazioni e di usare le risorse mentali, come la percezione, la memoria o l’apprendimento. In sintesi, rappresenta il modello abituale con cui l’individuo affronta un problema o un’attività. I diversi stili cognitivi determinano una maggiore efficacia in certe attività rispetto ad altre.

A seguire esponiamo alcuni esempi di diverse dimensioni in cui possiamo imbatterci in riferimento agli stili cognitivi. A causa dell’ampiezza delle stesse, in questo articolo non vi è spazio a sufficienza per definirle, ma servono come introduzione al concetto.

  • Dipendenza dal campo vs indipendenza dal campo
  • Livellatore vs acutizzatore
  • Impulsivo vs riflessivo
  • Visualizzatore vs verbalizzatore
  • Visivo vs apatico
  • Seriale vs olistico

Manichino con molti pensieri

Gli stili di apprendimento

Così come lo stile cognitivo rappresenta il modello abituale attraverso cui affrontiamo un problema, lo stile di apprendimento è il modo abituale con cui affrontiamo il compito da imparare. Detto in altri termini, sono quelle strategie di apprendimento e quelle risorse che usiamo quando ci accingiamo ad acquisire nuove conoscenze o nuove condotte.

Questi stili nascono da una forte interazione tra la persona e il contesto. L’influenza della socializzazione e delle preferenze naturali per uno stile piuttosto che per un altro sembrano essere i fattori che spiegano la genesi dei diversi stili di apprendimento.

Lo psicologo David A. Kolb ha formulato una tassonomia degli stili di apprendimento, che ha ottenuto grande riconoscimento dal mondo scientifico. È la seguente:

  • Divergente. Sono quei profili che adottano molti punti di vista, sono bravi a generare idee, hanno ampi interessi culturali, etc. Si tratta di persone efficaci nelle attività o nei compiti artistici.
  • Assimilativo. Sono persone che contemplano una vasta gamma di informazioni, logiche, interessate al mondo delle idee e astratto, ma non agli aspetti pratici delle teorie e delle idee. Sono abili nelle discipline scientifiche o in quelle basate sulle informazioni.
  • Convergente. Risaltano per gli usi pratici delle idee e delle teorie. Tendono a essere più abili a risolvere problemi tecnici rispetto a quelli interpersonali; infine, sono molto portati nelle materie tecnologiche.
  • Accomodante. Sono quelle persone che gestiscono in modo pratico le informazioni. Pianificano, sono in cerca di nuove esperienze e tendono a essere viscerali e bravi nel campo delle relazioni interpersonali. Sono abili professionisti orientati all’azione (vendite, marketing…).

La psicologia delle differenze individuali ci offre numerosi spunti per capire meglio noi stessi. In questo articolo è stato possibile imparare quali sono i fattori di differenziazione interpersonale, ovvero quegli elementi che più ci distinguono gli uni dagli altri. Tuttavia, questa branca dello studio umano è estremamente ampia e resta ancora molto altro da scoprire.