Dipendenza economica in età adulta

· 23 settembre 2018

Che lo si voglia o meno, i soldi sono una parte importante della vita. E che ci piaccia o meno, le finanze sono cambiate e divenute più complesse in seguito alla globalizzazione. In più, in molti contesti, il potere d’acquisto è minore rispetto al passato e le crisi si succedono. In seguito a ciò, la dipendenza economica in età adulta è una situazione molto frequente.

Dal punto di vista pratico, la dipendenza economica è una soluzione efficace e solidale a un problema concreto. Dalla prospettiva psicologica, però, impedisce di delineare un progetto di vita. In più, ha modificato le aspettative e le esigenze dei genitori o dei familiari dei quali si è dipendenti, aumentando così, anche il loro grado di influenza.

Non avere un impiego ed essere soggetti alla dipendenza economica incide sulla propria immagine e sull’autostima

“L’economia è l’origine dell’indipendenza e la compagna del divieto.”

-Lord Chesterfield-

Genitori frustrati con figlio adulto

Genitori e dipendenza economica

Tralasciando il fatto che talvolta trovare un impiego diventa un’impresa difficile, ci sono anche casi nei quali la dipendenza economica è promossa direttamente dai genitori. Molti genitori, di fatto, pur lamentandosi della mancanza di autonomia dei propri figli, in realtà la favoriscono.

Le ragioni di ciò possono essere svariate. La più frequente è che uno o entrambi i genitori non sono soddisfatti della loro vita. I figli, quindi, rappresentano un pretesto per distrarsi.

Un altro caso può essere quello dei genitori che hanno difficoltà di coppia e che nonostante tutto sono riusciti ad andare avanti. In questo quadro i figli servono come mediatori o semplicemente come scusa. Se diventassero indipendenti, loro non avrebbero altro rimedio che rivolgere lo sguardo l’uno verso l’altro. E forse non sarebbero pronti per affrontare le loro difficoltà come coppia.

Allo stesso modo ci sono genitori che hanno paura della solitudine o che non vogliono assumersi il dolore che nasce da una realtà annunciata, il progressivo distanziamento dei figli in cerca dei propri spazi. Un luogo dove i genitori avranno i loro spazi, senza però essere sempre le figure principali o i punti di riferimento.

Figli e genitori promotori della dipendenza economica

Molti genitori promuovono senza volere la dipendenza economica dei propri figli. Li proteggono troppo fin da bambini, rendendoli persone insicure e dipendenti. Davanti ai tentativi dei figli di crearsi la loro vita, hanno reazioni negative, li demotivano, li ostacolano o li manipolano.

Chi è stato educato in questo modo è più propenso a cadere nella dipendenza economica durante l’età adulta. Si tratta di persone che si fidano poco di sé, e questo è il fardello più pesante di cui devono farsi carico quando decidono di lasciare casa dei genitori e vivere in un luogo dove non hanno privilegi. Hanno bisogno di un loro posto nel mondo, ma non sanno come costruirselo.

Non si sentono nemmeno in grado di riuscirci. Questo li conduce a trovare lavori mal pagati o instabili. In più, cadono nella paralisi più totale quando perdono il lavoro o non trovano facilmente un rimpiazzo a quello precedente.

Donna frustrata davanti al computer

Un problema che si può risolvere

Quando qualcuno non crede in se stesso e non ha fiducia nelle proprie capacità, l’imprenditorialità a non è una valida opzione. L’autosufficienza è uno degli indicatori più efficaci in questo senso.

Il mondo risulta così minaccioso e insostenibile nella mente di queste persone, che preferiscono rifugiarsi nella loro famiglia. La paura ha la meglio. Il loro timore è così grande che preferiscono essere oggetto di critiche o non godere dei privilegi dell’indipendenza, solo per non sperimentare l’instabilità delle sfide.

I genitori insicuri e frustrati spesso creano figli fotocopie. Invece di sforzarsi a cercare il lavoro ideale e non riuscirci, le energie dovrebbero essere orientate nella risoluzione dei timori alla base che creano un ostacolo al progresso. Se questa situazione non si risolve, è molto difficile costruire un progetto vitale del quale sentirsi orgogliosi.