Quali diritti trascuriamo quando non siamo assertivi?

11 settembre 2017 in Psicologia 589 Condivisi

L’assertività è una di quelle abilità sociali che di tanto in tanto si presenta con lo scopo di prevenire conflitti. Talvolta, però, ci rinunciamo perché non sappiamo come essere assertivi. Abbiamo perso questa pratica che custodiamo in modo naturale sin da piccoli e, di conseguenza, adesso ci risulta più complicato difendere i nostri diritti.

Tuttavia, l’assertività è necessaria se vogliamo svilupparci nel mondo sociale senza farci del male. Altrimenti, finiamo per essere vittime di abusi che ci portano alla sofferenza e che non sappiamo come gestire.

In questo articolo verranno citati i principali diritti che possiamo difendere adottando una posizione assertiva. Diritti che gli altri tendono a limitare senza che nessuno, ad eccezione di noi, gli abbia dato il permesso di farlo.

Il diritto di essere il giudice/tribunale di noi stessi

Questo diritto consente di avere le proprie opinioni e di poterle difendere. Inoltre, permette all’individuo di non giudicare né intimidire se stesso. Tuttavia, facendo uso di questa pratica, è possibile sostenere le proprie opinioni e i propri giudizi indipendentemente dal parere altrui.

Allo stesso modo, alla base di questo diritto troviamo una motivazione ed una sofferenza. La motivazione è quella di ottenere coerenza nelle nostre opinioni, articolando così un sistema di credenze. Il malessere, in questo caso, si palesa quando percepiamo la presenza di un problema e non riusciamo a risolverlo in modo semplice: un esempio sono le persone consapevoli che le sigarette sono nocive per la salute, ma le fumano o le vendono, oppure quelle che fanno una concessione e poi non smettono di tormentarsi.

Con questo diritto, si può giudicare se stessi e agire in base alle proprie idee e non ai pareri altrui. Inoltre, sarà la persona a stabilire i modelli di confronto, così come gli obiettivi che reputa di poter raggiungere.

Secondo Smith, possiamo evidenziare alcune correnti di pensiero capaci di sabotare la difesa di questo diritto:

  • “Se non posso persuadere gli altri della ragionevolezza delle mie aspirazioni,  vuol dire che sono in errore o che i miei desideri sono tutt’altro che accettabili”.
  • “Bisogna tenere i dissapori per sé: la mia missione è ascoltare ed imparare”.

Il diritto di scegliere se essere responsabili dei problemi altrui

I nostri doveri in termini di responsabilità riguardano la cura della nostra persona e dei nostri figli, se ne abbiamo. Possiamo assumerci o meno le restanti responsabilità in base al nostro criterio e nessuno dovrebbe giudicarci per questo.

Per esempio, possiamo aiutare un nostro collega al lavoro oppure no. In ogni caso, non è nostro dovere a meno che non sia scritto sul contratto. Questo diritto, ci permette di mettere noi stessi al primo posto e, quando non lo facciamo, meritiamo il riconoscimento per aver aiutato il prossimo, poiché non era un nostro dovere.

Esistono veri e propri specialisti nel restringimento di questo diritto. Prendiamo come esempio un figlio che lascia la stanza disordinata sapendo che sua madre la metterà in ordine oppure al collega che chiede aiuto, ma che poi ci incolpa per aver fatto degli errori.

Il diritto di esigere spiegazioni

Questo è un diritto che vediamo violato soprattutto nelle coppie. Ci sono persone che danno spiegazioni, ma che in realtà vorrebbero tacere per paura di una reazione negativa o perché non credono debbano farlo.

In questo caso, le spiegazioni sono un gesto di cortesia che possiamo decidere se applicare o meno. Nessuno ha il diritto di sapere cosa facciamo e come lo facciamo. Si può ricorrere a questo diritto persino durante un processi formali, immaginiamo, dunque, nei processi di altra natura.

Tuttavia, in alcune circostanze, qualcuno può esigere delle spiegazioni. Le persone gelose, ad esempio, reiterano questa richiesta in cerca di sicurezza. Tuttavia, dobbiamo essere coscienti del fatto che nessuno può obbligarci a fare o a dire qualcosa che non vogliamo. La persona che cerca risposte, in molti casi è così snervante ed insistete da esigere tali spiegazioni.

In questo senso, abbiamo la potestà di scegliere cosa condividere con gli altri, una cosa meravigliosa poiché ci dà la possibilità di gestire la nostra privacy e di decidere di chi fidarci.

Altri diritti che trascuriamo quando non siamo assertivi

In questo articolo sono stati elencati alcuni dei principali diritti che possiamo difendere essendo assertivi, ma ce ne sono tanti altri altrettanto importanti. Sono i seguenti:

  • Il diritto di cambiare idea.
  • Il diritto di commettere errori.
  • Il diritto di dire “non lo so”.
  • Il diritto di non aver bisogno dell’approvazione altrui.
  • Il diritto di optare per opzioni che non sono logiche, coerenti o scelte dalla maggioranza.
  • Il diritto di non comprendere o di rispondere alle provocazioni esterne.
  • Il diritto di non essere perfetti.

Violare, consapevolmente o meno, ciascuno di questi diritti è una grande tentazione per le persone che ci circondano. In altre parole, dobbiamo essere noi, con la nostra assertività e senza perdere l’educazione, a difendere il nostro posto e la volontà che ci assiste come persone.

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