Disturbo ciclotimico: sintomi, cause e trattamento

· 15 gennaio 2018

La caratteristica principale del disturbo ciclotimico è un’alterazione cronica e fluttuante dello stato d’animo. Conosciamo tutti qualcuno di cui diciamo che cambia spesso umore, passando dalla tristezza alla gioia nel giro di pochi giorni.

Ebbene, queste persone potrebbero essere affette dal disturbo ciclotimico. Anche se, naturalmente, non è detto. Lo stato d’animo di una persona con disturbo ciclotimico oscilla tra stati di esagerata “felicità” e stati depressivi. Ovvero, si verifica un evidente sbalzo di umore che la maggior parte delle persone non considera “normale”.

È importante distinguere il disturbo ciclotimico da un disturbo bipolare. Il disturbo bipolare è più grave, perché i suoi sintomi sono più seri. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V), nel disturbo ciclotimico non si incontrato mai i criteri per un episodio depressivo maggiore, maniacale o ipomaniacale.

Donna contenta con riflesso nello specchio triste

Quali criteri devono essere soddisfatti per poter diagnosticare un disturbo ciclotimico?

Secondo il DSM-V, i criteri diagnostici sono i seguenti:

A. Presenza per almeno 2 anni di numerosi periodi di sintomi ipomaniacali e di numerosi periodi di sintomi depressivi che non soddisfano i criteri di un episodio depressivo maggiore.

Nota: Nei bambini e negli adolescenti la durata deve essere di almeno 1 anno.

B. Durante il periodo di oltre 2 anni (1 anno nei bambini e negli adolescenti) la persona non ha smesso di mostrare i sintomi del criterio A per un tempo superiore ai 2 mesi.

C. Durante i primi 2 anni del disturbo non si è presentato alcun episodio depressivo maggiore, episodio maniacale o episodio misto.

Nota: Dopo i primi 2 anni del disturbo ciclotimico (1 anno nei bambini e negli adolescenti), ci possono essere episodi maniacali o misti sovrapposti al disturbo ciclotimico (in questo caso si diagnosticano entrambi i disturbi, disturbo ciclotimico e bipolare) o episodi di depressione maggiore (in questo caso si diagnosticano entrambi i disturbi, disturbo ciclotimico e bipolare II).

D. I sintomi del Criterio A non sono meglio giustificati dalla presenza di un disturbo schizoaffettivo e non sono sovrapposti a schizofrenia, un disturbo schizofreniforme, un disturbo delirante o un disturbo psicotico non specificato.

E. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti della somministrazione o del consumo di una sostanza (per esempio nn farmaco o un medicamento) o a una condizione medica generale (per esempio ipertiroidismo).

F. I sintomi causano un significativo disagio clinico o sociale, lavorativo o di altre importanti aree dell’attività dell’individuo.

Maschera con due volti

Caratteristiche diagnostiche

Come affermato in precedenza, il disturbo ciclotimico presuppone un’alterazione cronica e fluttuante dello stato d’animo. Comporta numerosi periodi con sintomi ipomaniacali e periodi con sintomi depressivi, differenziati gli uni dagli altri. L’ipomania è un termine che definisce gli stati d’animo esaltati che non arrivano ad essere maniacali, ma che causano stati di irritabilità e atteggiamenti compulsivi lievi.

I sintomi dell’ipomania passano inosservati il più delle volte, in primo luogo perché il paziente si sente stabile (crede anche di avere una “grande giornata” e di essere in “possesso della ragione”); in secondo luogo perché non sempre provoca un significativo deterioramento lavorativo, familiare o sociale.

Per ulteriori difficoltà nella rilevazione, l’ipomania talvolta viene confusa con semplice “gioia” o con una leggera iperattività isolata. La mania, invece, si definisce in contrapposizione alla depressione. Il paziente è euforico ed esaltato, con umore eccessivo.

Inoltre, nel disturbo ciclotimico i sintomi depressivi sono insufficienti in numero, gravità, generalizzazione o durata per soddisfare i criteri per un episodio depressivo maggiore. Si effettua una diagnosi di disturbo ciclotimico solo se non vengono soddisfatti i criteri per un episodio depressivo maggiore, maniacale o ipomaniacale. Questo è molto importante, perché lo distingue da un disturbo bipolare.

Uomo depresso

Sviluppo e corso del disturbo ciclotimico

Il disturbo ciclotimico di solito inizia durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta. A volte è considerato una predisposizione temperamentale ad altri disturbi bipolari. L’inizio del disturbo ciclotimico è di solito graduale, e il corso è persistente. Esiste un rischio del 15-50% che un paziente con disturbo ciclotimico possa poi sviluppare un disturbo bipolare.

Se l’inizio dei sintomi ipomaniacali o depressivi si verifica in tarda età adulta, prima di diagnosticarlo come disturbo ciclotimico sarà necessario distinguerlo chiaramente dal disturbo bipolare e dai disturbi dovuti a un’altra condizione medica (per esempio la sclerosi multipla).

Nei bambini con disturbo ciclotimico, l’età media di insorgenza è 6 anni e mezzo. Come abbiamo visto, il disturbo ciclotimico è come il fratello minore del disturbo bipolare. C’è un chiaro cambiamento dello stato d’animo, che non è considerato normale, ma che non diventa nemmeno così drastico come nel disturbo bipolare.

Riferimenti bibliografici

American Psychiatric Association (2014). Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5).