Disturbo di personalità masochista (o autodistruttiva)

· 18 settembre 2018

Il disturbo di personalità masochista venne incluso nel 1987 nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-III-R). Fu soltanto dopo lunghe deliberazioni e consultazioni che si decise di cambiarne il nome in disturbo di personalità autodistruttiva per evitare l’associazione con i concetti psicoanalitici del masochismo femminile.

Venne incluso in un appendice del DSM-III-R denominato “Categorie diagnostiche proposte che richiedono ulteriori studi” (Fiester, 1991).

Nel 1994, a causa di certe pressioni sociali e politiche, il disturbo di personalità masochista fu eliminato definitivamente da ogni classificazione. Sebbene questa misura non abbia reso invisibili le numerose persone che ne soffrono, ha però portato alla riduzione delle ricerche che potrebbero fare luce su questo disturbo

Il concetto di masochismo ha origine nelle descrizioni realizzate nel XIX secolo da Kraft-Ebbing. L’autore descrisse il comportamento di alcune persone che cercavano il piacere sessuale sottomettendosi al dolore fisico generato da un partner dominante. Successivamente Freud e altri psicanalisti descrissero un modello di condotte remissive non sessuali (masochismo sociale).

Il modello di personalità autodistruttiva

Le persone con questa personalità antepongono le necessità degli altri alle proprie. In altre parole, danno meno importanza ai bisogni propri.

La loro vita acquisisce senso quando si donano agli altri, arrivando talvolta persino a rinunciare a quel che è loro. Non cercano la gratificazione negli altri. Il massimo della soddisfazione consiste nello sforzarsi per migliorare la vita delle altre persone. Gli autori Oldham e Morris (1995) propongono una serie di caratteristiche che definiscono la persona autodistruttiva. Vediamole insieme.

Coppia abbracciata

Caratteristiche delle personalità autodistruttive

La caratteristica principale del disturbo di personalità masochista è il modello patologico di condotta autodistruttiva. Altre caratteristiche comuni sono le seguenti:

  • Persone attente ai requisiti degli altri. Cercano costantemente di soddisfare gli altri senza che siano loro a chiederlo.
  • Non sono competitive né ambiziose.
  • Si fanno in quattro per essere al servizio degli altri. Prestano molta cura a come trattano gli altri.
  • Sono tolleranti con gli altri e non criticano né giudicano mai con crudeltà.
  • Non amano stare al centro dell’attenzione.
  • Sono molto molto pazienti e tolleranti anche nelle situazioni più scomode.
  • Non sono ironici né pedanti.
  • Tengono molto all’etica, all’onore e sono degne di fiducia.
  • Sono persone ingenue, innocenti e sofferenti.
  • Non sospettano l’esistenza di secondi fini nelle persone alle quali si donano.

Queste persone tendono a evitare o rifiutare le esperienze piacevoli. Finiscono quasi sempre per farsi trascinare in situazioni o relazioni che le porteranno a soffrire, e impediranno agli altri di aiutarle.

Criteri diagnostici del disturbo di personalità masochista

Secondo il DSM-III-R, il disturbo di personalità masochista o autodistruttiva è caratterizzato dai seguenti criteri diagnostici:

A) Un modello generalizzato di comportamento autodistruttivo, che ha inizio con l’arrivo dell’età adulta ed è presente in una varietà di contesti. La persona tende a evitare o rifiutare le esperienze piacevoli, preferendo situazioni o relazioni che la porteranno a soffrire senza ricorrere all’aiuto altrui. Tutto ciò è convalidato dai seguenti tratti:

1. Scelgono persone e situazioni che causano loro delusione, sensazione di fallimento o maltrattamento anche quando hanno a disposizione opzioni chiaramente migliori.

2.Rifiutano o rendono inefficaci i tentativi altrui di aiutarle.

3.Rispondono agli eventi positivi (ad esempio un obiettivo raggiunto) con depressione, senso di colpa o comportamenti che generano dolore (come un incidente).

4.Incitano reazioni di disagio o fastidio negli altri e poi si sentono feriti, sconfitti e umiliati (per esempio prendendosi gioco del coniuge in pubblico, generando una risposta arrabbiata e sentendosi poi devastati).

5.Respingono le opportunità di piacere e si rifiutano di riconoscere il divertimento  (nonostante abbiano abilità sociali adeguate e tutte le capacità per provare piacere).

6.Non riescono a realizzare i compiti fondamentali per i loro obiettivi personali, nonostante abbiano dimostrato di saperlo fare (ad esempio, aiutano i compagni nella stesura di un compito, ma non riescono a svolgere il proprio).

7.Non si interessano alle persone che le hanno sempre trattate bene.

8.Si sacrificano in maniera eccessiva senza che venga loro richiesto.

B) I comportamenti descritti al punto A non si verificano solo in risposta o come anticipazione all’abuso fisico, sessuale o psicologico.

C) I comportamenti descritti al punto A non si verificano solo quando la persona è depressa.

Uomo pensieroso

Le persone con il disturbo di personalità masochista soffrono della strana tendenza di nuocere a se stesse, accumulando frustrazione e inconvenienti. Gli interventi necessari in questi casi non sono facili: la resistenza al trattamento, dovuta al loro bisogno di sentirsi sottomessi, insieme agli schemi disfattisti, fanno sì che l’intervento psicologico impieghi diverso tempo prima di produrre risultati.

Nota dell’editore: in quest’articolo è stata utilizzata la parola disturbo per comodità di redazione. Al momento, il disturbo di personalità masochista ha un’identità clinica piuttosto controversa, per questo per essere precisi se ne dovrebbe parlare come un problema più che come disturbo.