Disuguaglianza di genere: quali sono le cause?

· 21 settembre 2018

La disuguaglianza di genere è un fenomeno sociale e culturale per cui si verifica una discriminazione fra più persone sulla base del loro genere. In sostanza riguarda la discriminazione fra uomini e donne. Non è un fenomeno innocuo, poiché il suo impatto è visibile su diversi piani: professionale, sociale, familiare, ecc.

A livello sociale, per esempio, la donna può risultare subordinata al marito o al padre. A livello economico, la donna continua a ricevere stipendi più bassi dell’uomo, pur se a parità di inquadramento professionale (divario salariale). I compiti domestici o la cura dei bambini continuano a essere concepiti come doveri più legati alla donna che all’uomo. E così via, potremmo stilare una lista infinita di situazioni in cui si verifica la disuguaglianza di genere.

Il femminismo o la prospettiva di genere permettono di guardare il mondo da un altro punto di vista. Tuttavia, cambiare la nostra prospettiva può provocarci sconcerto o malessere. È per questo che l’obiettivo delle seguenti righe è schiarire il nostro sguardo per poter stare al mondo e relazionarci in modo più giusto.

Iniziamo dunque dalle basi… Cosa si intende per genere? Cosa vogliamo dire con un costrutto tanto ampio?

Forme in legno a simboleggiare generi separate da linea

Cos’è il genere e come si struttura

Il genere può essere suddiviso in tre livelli o prospettive:

  • Piano socioculturale: da questa prospettiva, il genere è un sistema di organizzazione sociale che attribuisce maggior potere e privilegi agli uomini e che si fonda su una serie di credenze che legittimano e mantengono questa struttura sociale. I valori, le abitudini, le tradizioni, gli stereotipi, insieme alle leggi di un paese, reggono l’organizzazione sociale.
  • Piano relazionale: il genere è un processo dinamico di rappresentazione; una rappresentazione di ciò che significa essere donna o uomo in situazioni quotidiane, e che che a sua volta influisce sul comportamento di uomini e donne e su come vengono trattati.
  • Piano personale: il genere è un aspetto che influisce sull’identità e sugli atteggiamenti personali. Sarebbe l’insieme di aspettative, interessi, fantasie e credenze associati a modelli più o meno accettabili del significato di maschio o femmina in una determinata cultura.

Nonostante il genere venga espresso in modo diverso nelle varie culture e il grado di subordinazione delle donne vari nel corso del tempo e nello spazio, è molto complicato trovare una cultura in cui le donne abbiano maggiori vantaggi politici e sociali rispetto agli uomini. Un esempio di questo squilibrio o disuguaglianza di genere si vede riflesso negli alti indici di violenza contro le donne (abuso sessuale, sequestro di persona, stalking, maltrattamenti e violenza di genere, ecc.).

Cos’è il patriarcato e quali conseguenze ha?

Il patriarcato designa un ordine sociale che stabilisce il sesso come un segno per attribuire attività, funzioni, relazioni e poteri specifici a ciascuna persona. Questa rete strutturata di poteri, gerarchie e valori propone alcuni modelli di virilità e femminilità come universali e opposti fra loro.

Si afferma che le donne sono per natura più portate per la vita privata, la maternità e la cura della famiglia; mentre gli uomini sarebbero naturalmente più dotati per comandare, governare e ambire. Smontare queste credenze che agiscono come ordini sociali sull’uomo e sulla donna è uno degli obiettivi principali del femminismo.

Donna sotto a uomo

Il patriarcato come modello sociale si fonda su alcuni comandi o imperativi sociali, molto diversi a loro volta fra uomini e donne. Alcune delle credenze o degli imperativi della concezione della donna sono:

  • La donna è custode e responsabile del benessere altrui. Il suo valore risiede nella sua capacità di devozione e servizio agli altri. Accudire gli altri e farsene carico occupano il centro della sua vita.
  • Predisposizione naturale all’amore. Si fonda sull’idea che le donne siano complete solo se appartengono a qualcuno.
  • La maternità come imperativo dell’identità. La donna è felice e soddisfatta di se stessa solo quando diventa madre.
  • La donna deve essere bella e desiderabile. La bellezza rende visibili e accettate socialmente, trasformando in oggetto, sottoposto allo sguardo e alla valutazione.

Al contrario, gli imperativi degli uomini in quanto tali sono:

  • La virilità si fonda sul potere e sulla potenza e si misura con il successo, la superiorità sugli altri, la competitività, lo status, ecc.
  • La mascolinità dipende dall’aggressività e dall’audacia e si esprime mediante la forza, il coraggio, l’audacia, la capacità di proteggersi e utilizzare la violenza come strategia per risolvere i conflitti.
  • La virilità si erge sulla capacità di sentirsi tranquilli e impassibili, sicuri di sé e indipendenti, nascondere le emozioni. Presuppone, oltre alla forza, una grande sicurezza e fiducia in se stessi. L’uomo non può permettersi di provare paura e, se la prova, dovrà dissimularla.

Cosa possiamo cambiare i modelli di disuguaglianza di genere?

Sarebbe logico chiederci se il nostro attuale stile di vita in riferimento ai modelli di disuguaglianza di genere sia quello adeguato. Allo stesso modo, se quanto detto finora ci irrita, è giunto il momento di apportare il nostro granello di sabbia per cambiare la situazione.

Così, nel corso del tempo, siamo giunti alla conclusione che per vincere la disuguaglianza di genere esistono diverse soluzioni.

Donna e uomo in equilibrio su bilancia

La donna ha la responsabilità e il diritto di cercare la solitudine e prendersi cura di se stessa per cambiare questi modelli. La ricerca di una stanza tutta per sé (passioni, gusti, ecc.), diventa anche un modo per opporre resistenza a gli ordini e schemi prestabiliti; seguendo questa linea di pensiero, il femminismo promuove l’autonomia femminile.

Nel caso degli uomini, il cammino si dirige più verso l’educazione agli affetti e alla corresponsabilità. Essere uomo non è incompatibile con l’espressione e il riconoscimento dei sentimenti propri e altrui, e neanche con il responsabilizzarsi, essere empatici e prendersi cura di bisogni altrui; idee di solito assenti nei processi di socializzazione primaria (infanzia). Includere questi contenuti nei programmi educativi risulta una strategia chiave per la trasformazione sociale.