Tipi di femminismo: quanti ne esistono?

· 22 dicembre 2017

Nonostante sia noto che l’etichetta “femminismo” raggruppi un insieme di movimenti il cui obiettivo ultimo è la libertà della donna, è altrettanto vero che è opportuno fare un’analisi un po’ più approfondita per comprendere le differenze fra i diversi tipi di femminismo.

I diversi movimenti che compongono il femminismo a livello mondiale hanno caratteristiche differenti, tanto nei loro principi quanto nelle loro modalità di espressione. A seconda del movimento, vi sono diversi tipi di femminismo. Allo stesso modo, questi movimenti si possono interpretare in riferimento ad ambiti differenti, come quello politico, culturale, economico o sociale.

Data la diversità dei movimenti, alcuni tipi di femminismo, a volte, entrano in dispute dialettiche. Tra questi movimenti vi sono quello liberale, materialista, radicale, separatista, l’ecofemminismo, ecc. Tuttavia, in questo articolo ci focalizzeremo su altri tipi di femminismo, che possono essere differenziati in riferimento all’ambito culturale. Questi sono: il “femminismo occidentale”, il “femminismo nero”, il “femminismo islamico” e il “femminismo indigeno”.

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine, avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata”.

-Oriana Fallaci-

Femministe dalla nascita

Essere donna, in molte società attuali, presuppone vivere in un costante stato di vulnerabilità e rischio. Nascere donna comporta un’esposizione a diverse forme di violenza. La violenza che sperimentano nel corso della loro vita può essere fisica o emotiva, simbolica o materiale, internazionale o strutturale.

Dinanzi a questa violenza, le donne si sono pronunciate proclamando la rivoluzione della soggettività. Alcune donne si sono imposte reclamando il loro essere persone e, a poco a poco, hanno cominciato a lottare per la libertà in altri ambiti, come quello spirituale. La lotta contro il patriarcato è un conflitto che deve estendersi a tutti gli ambiti della vita in cui esiste una presunta superiorità da parte degli uomini.

D’altro canto, gli ambiti nei quali le donne sono oppresse non sono gli stessi in tutto il mondo. È per questo che sono nati diversi movimenti femministi che cercano di liberarsi sotto prospettive diverse.

Donne femministe

Tipi di femminismo

Femminismo occidentale

Il femminismo occidentale, o bianco, non è stato il più sviluppato, ma è quello sul quale si è scritto di più. La sua storia è tanto ampia da esservi numerose correnti. Tuttavia, è possibile ricordare alcuni dei momenti più memorabili di questo tipo di femminismo.

Uno di questi è il “manifesto delle 343” nel quale 343 donne che avevano abortito si dichiaravano colpevoli. Questo gesto dette loro visibilità, tanto che la rivista Charlie Hebdo dedicò loro una copertina accompagnata dal titolo satirico “Chi ha messo incinte le 343 puttane del manifesto sull’aborto?”.

Nonostante il femminismo sia stato considerato in un primo momento occidentale, in seguito sorsero voci diverse che proclamavano altri tipi di femminismo. Nonostante ne esistessero già altri, questi non erano stati riconosciuti. Le donne si resero conto che le esperienze delle donne bianche di classe medio-alta non erano una giusta rappresentazione. Per questo, altri movimenti femministi acquisirono maggiore importanza, come si vedrà a seguire.

Femminismo “nero”

Questo movimento, oltre a tener conto del sessismo, argomentava che l’appartenenza a una classe sociale e il razzismo avessero impatto anche sulle donne. Queste tre forme di oppressione, infatti, andavano spesso di pari passo obbligando le donne di colore di bassa estrazione sociale ad avere più problemi delle donne bianche e ricche. Dal “femminismo nero” sorse il termine “femminismo bianco”, con il fine di mettere in evidenza il problema del razzismo e della disuguaglianza che viveva la popolazione nera e non quella bianca.

Un esempio simbolico del femminismo nero lo offrirono le donne sudafricane che unirono le loro voci per cantare una canzone di protesta composta per l’occasione: Wathint’Abafazi Wathint’imbokodo (“Se colpisci una donna, colpisci una roccia e sarai tu a romperti”).

“Dobbiamo rimodellare la nostra percezione di come vediamo noi stesse. Dobbiamo esortare le donne a prendere in mano la situazione”.

-Beyoncé-

Femminismo “islamico”

Questo movimento rivendica il ruolo delle donne all’interno della cultura islamica. Cerca l’uguaglianza completa in questo contesto culturale, senza distinzioni di genere o sesso. L’istruzione è uno dei pilastri fondamentali su cui insiste di più questo movimento, che cerca di liberare la spiritualità della donna. La cosa certa è che la donna è stata una figura repressa in molte delle regioni in cui ha predominato tale cultura, accettando l’interpretazione religiosa degli uomini e il ruolo che gli veniva attribuito da essa.

Nonostante esistano alcuni movimenti estremisti che negano che la religione possa essere compatibile con il femminismo, questo movimento si è affermato in molti paesi. La sua risposta si basa sull’interpretazione del Corano, il libro sacro dei musulmani. Il libro, aperto a molteplici interpretazioni, rende possibile anche un’interpretazione femminista, come quella realizzata da Fátima Mernissi nel suo libro “Le donne del profeta”.

“Il musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena, mentre l’occidentale manipola il tempo e la luce, e dichiara che la bellezza per una donna è dimostrare quattordici anni. Le donne devono apparire belle, ovvero infantili.”

-Fátima Mernissi-

Femminismo celtico

Femminismo “indigeno”

In Sud America, il femminismo è ispirato ad altri movimenti di liberazione, come la teologia della liberazione, la filosofia della liberazione o la pedagogia dell’oppresso. Il lascito culturale di figure come il Che Guevara o Frida Kahlo è anch’esso presente. Questi movimenti incorporano al femminismo le conoscenze che, nel corso degli anni, hanno sviluppato le donne indigene. Questo è uno dei tipi di femminismo contrario ai movimenti totalitari e si inquadra all’interno del pensiero post-coloniale.

Come abbiamo visto, esistono diversi tipi di femminismo. Questa distinzione, invece che allontanare le donne nella loro lotta per la liberazione, le avvicina nelle loro differenze. I diversi movimenti convergono nel loro principale obiettivo, incorporando le disuguaglianze che le altre correnti non incorporano. Come raccontano le “comandanti” zapatiste:

Le donne non vogliono “non essere donne”, non maledicono l’essere nate donne, ma vogliono che l’essere donna smetta di essere un segno, un peccato, lo stigma che ci predestina a essere vittime dirette. Nello zapatismo non esistono le etichette: alta, bassa, grassa, magra, bionda, mora, vecchia, giovane; lo zapatismo è un movimento che ti rispetta perché ti ama per ciò che sei e che, allo stesso tempo, ti rende una persona migliore… una donna migliore.