Domande e risposte sul rivolgersi allo psicologo

· 23 luglio 2015

Anche se le terapie psicologiche sono una metodologia che si sviluppa da ormai molti anni in numerosissimi paesi, esistono ancora certi tabù a riguardo.

Sono molte le domande e i dubbi che le persone si pongono prima di rivolgersi ad uno psicologo. Oggi vi sveliamo tutti i “misteri” riguardanti la terapia psicologica.

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Cosa implica andare dallo psicologo?

La terapia non è solo per i pazzi?

Sussiste tutt’oggi l’idea collettiva che coloro che vadano dallo psicologo sono malati mentali. Sebbene questo sia un ramo di cui gli psicologici si occupano, non è l’unico.

Fare terapia può aiutare a risolvere i problemi dell’infanzia, con il partner, con i genitori, con se stessi…e non bisogna essere matti per questo. Qualsiasi persona che voglia migliorare la sua vita può ricorrere ad una terapia.

Lasciate da parte i preconcetti e non date peso a cosa potrebbero pensare di voi gli altri, quando racconterete che avete deciso di rivolgervi ad uno psicologo.

Lo psicologo può sapere tutto su di voi?

Non siete obbligati a dire niente che non volete, ma ricordate che si tratta di un professionista che vuole aiutarvi; non di un poliziotto, dell’FBI, della CIA o di un sacerdote. Non utilizzerà queste informazioni contro di voi.

Durante la terapia potrete parlare di ciò di cui avete voglia; gli psicologi non possiedono poteri extrasensoriali che gli permettono di capire quali sono i vostri problemi e le vostre inquietudini semplicemente guardandovi, ne possiedono una sfera di cristallo per leggervi il futuro

La cartomanzia e gli indovini sono un’altra cosa. Lo psicologo userà le tecniche che ha appreso per analizzare la vostra realtà, in base a quello che gli direte; per questo non è bene mentirgli, perché è controproducente per voi stessi e non per lui.

Si può ingannare lo psicologo?

Proprio a seguito di quanto vi abbiamo appena detto, non vale la pena di nascondere le cose o mentire al vostro psicologo.

La relazione professionista-paziente dev’essere basata sull’onestà da parte di entrambi, però, se volete ingannare la persona che avete davanti, non ne trarrete alcun beneficio poiché non migliorerete la vostra situazione. Inoltre, se pagate per mentire durante le sessioni, perché andate dallo psicologo?

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E se mi vergogno a parlare di un argomento?

Questo è comprensibile, perché ogni essere umano ha diverse emozioni e diversi sentimenti. Non dovete scendere nei particolari e nei minimi dettagli, menzionare i più piccoli aspetti di una situazione, ne parlare di argomenti troppo intimi.

La vergogna e il pudore spariranno a poco a poco dopo le varie sessioni e in questo modo inizierete a fidarvi sempre più del vostro analista. Vi sbloccherete ed esprimerete tutti i vostri sentimenti, come il dolore, la paura, la tristezza, l’allegria, l’euforia, la furia ecc.

Per quanto tempo devo rivolgermi allo psicologo?

Ricordate che prima vi abbiamo detto che gli psicologi non hanno una sfera di cristallo? Bene, questo vale anche per il numero di sessioni che il paziente dovrà seguire come trattamento.

Alcune persone decidono loro stesse quando interrompere il trattamento, mentre a volte sono gli psicologi a comunicare che il trattamento può concludersi. Non esiste una formula adatta per determinare la quantità di tempo durante la quale rivolgersi allo psicologo. Ci sono persone che seguono le sessioni per mesi, altri per anni e alcuni che addirittura si recano regolarmente dallo psicologo per delle sessioni durante tutta la loro vita.

Tutto dipenderà da vari fattori, come ad esempio, il vostro obbiettivo per il quale avete scelto di fare terapia. Ricordate che l’analista non è un mago, ne può fare miracoli.

Non pretendete di risolvere in sole due sessioni tutti i vostri problemi che persistono da quando siete nati, ne quelli che persistono da 20 anni di matrimonio. Ogni cosa ha il suo tempo.

Quali sono i tipi di terapia esistenti? 

Un altro aspetto che determina la durata delle sessioni del trattamento psicologico (che, vale la pena ricordare, non è per i matti) è il tipo di terapia scelta o offerta dal professionista.

Alcune opzioni sono la terapia psicoanalitica (si lavora sul passato del paziente e sui processi mentali incoscienti), la terapia comportamentale (si basa sulla condotta e su come di sono prese certe abitudini), la terapia cognitiva comportamentale (analizza il presente e enfatizza su come cambiarlo), la terapia breve strategica (si concentra su qualcosa in particolare) e la psicologia umanistica (che lavora con i sentimenti affinché le persone possano conoscere meglio se stesse).

Sicuramente con questi consigli avrete potuto capire un po’ meglio cosa significa rivolgersi allo psicologo e come funzionano le terapie. Avete altri dubbi?