Che cos’è la Terapia Gestalt?

· 13 luglio 2015

“La terapia Gestalt non è un insieme di tecniche, ma la trasmissione di un atteggiamento, un modo di affrontare la vita” – Claudio Naranjo

La terapia Gestalt fa parte delle cosiddette “terapie umaniste”, che hanno delle influenze psicoanalitiche e attingono molto anche dalla filosofia orientale. Come il resto delle terapie umaniste, la psicoterapia non parte dalla malattia, ma dal generare salute a partire dalle potenzialità della singola persona.

“La terapia è troppo benefica per limitarsi ai malati” – Erving y Miriam Polster

Autori come lo psichiatra Fritz Perls, la psicologa Laura Perls e il sociologo Paul Goodman sono stati tra i principali ideatori di questa psicoterapia umanista, la terapia Gestalt.

Nel tempo questa terapia si è divisa in due correnti: quella creata da Laura Perls, che si concentra su un processo più teorico, e quella di Fritz Perls, che si focalizza sul processo vitale e di sviluppo personale.

Un rappresentante di rilievo di quest’ultima corrente è oggi lo psichiatra Claudio Naranjo, successore di Fritz Perls, che si dedica a sviluppare e ampliare la terapia Gestalt e ne è diventato un punto di riferimento a livello mondiale. Pioniere della psicologia transpersonale, è conosciuto anche per il suo metodo che integra la psicoterapia con la spiritualità.

Quali sono i punti cardine della terapia Gestalt?

Qui e adesso: la terapia Gestalt si basa soprattutto sul Qui e suòl’Adesso, sul momento presente. Considera che tutto ciò che ci accade sia l’Adesso, perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora.

Il qui (spaziale) e l’adesso (temporale) sono concetti fondamentali che provengono dalla filosofia orientale. Per la terapia Gestalt, sono una garanzia di maturità e crescita, perché l’individuo si prenda cura di se stesso attraverso l’autoaiuto.

Attenzione e accettazione dell’esperienza: l’attenzione nei confronti dell’esperienza ha molto a che fare con il momento presente. L’accettazione dell’esperienza può avvenire soltanto se prendiamo coscienza di ciò che stiamo vivendo.

E attenzione, per la terapia Gestalt, significa prendersi cura di se stessi, identificando le emozioni e i sentimenti che si producono in una determinata situazione. In questo modo non possiamo fuggire da ciò che proviamo.

Se proviamo paura, rabbia, allegria o rifiuto, la cosa più importante che va fatta prima di ogni altra è rendersene conto (un altro concetto chiave nella terapia Gestalt), in modo da riuscire ad accettare e a vivere ciò che ci sta succedendo in quel preciso istante.

Quando questo non accade, significa che stiamo reprimendo qualcosa. E se quell’emozione o quel sentimento rimangono intrappolati, producendo un forte malessere, il tutto potrebbe sfociare in una forma psicosomatica (malattia del corpo generata da un problema psicologico).

Responsabilità: la responsabilità nella terapia Gestalt è di fondamentale importanza. Si cerca costantemente di far sì che la persona che sta affrontando questo processo di sviluppo personale si assuma la responsabilità di ciò che fa e che sente, di ciò che vive attraverso la sua esperienza. In questo modo, eviterà di colpevolizzare gli altri o di cercare cause nell’ambiente esterno.

Una volta che l’individuo è capace di assumersi la responsabilità di se stesso e di prenderne coscienza, sarà capace, a sua volta, di prendere in mano le redini della sua vita, e persino di cambiarla. Potenzierà tutti gli strumenti che ha a disposizione per affrontare le diverse situazioni.

“Essere responsabile significa essere presente, essere qui. Ed essere presente, è essere cosciente. A sua volta, essere cosciente è una condizione incompatibile con l’illusione di irresponsabilità per mezzo della quale evitiamo di vivere la nostra vita.” – Claudio Naranjo

Questi sono i precetti essenziali della psicoterapia di Gestalt, proposti da Claudio Naranjo:

1. Vivi adesso: preoccupati di più del presente che del passato o del futuro.

2. Vivi qui: relazionati di più con ciò che è presente, e meno con ciò che è assente.

3. Smetti di immaginare: sperimenta la realtà.

4. Abbandona i pensieri inutili: piuttosto, senti e osserva.

5. Cerca di esprimerti prima di manipolare, spiegare, giustificare o giudicare.

6. Concediti sia alle esperienze sgradevoli e dolorose che a quelle piacevoli: non restringere la tua sensibilità.

7. Non accettare che nessun altro faccia qualcosa al posto tuo.

8. Assumiti la piena responsabilità delle tue azioni, sentimenti e pensieri.

9. Accetta di essere come sei.

In questi precetti è racchiusa l’essenza della terapia Gestalt, che porta a un processo ampio e profondo di sviluppo personale.

I terapeuti gestaltici percepiscono il paziente come una persona che ha in sé un insieme di potenzialità, sufficienti a farle superare qualsiasi avversità e a esplorare la propria felicità.

Considerate il vostro paziente come un individuo capace e completo, che può fare cose difficili senza che le facciate voi per lui, che può affrontare il dolore senza spezzarsi, che può prendere strade sbagliate e imparare dai suoi stessi errori. Rispettate la sua capacità di resilienza, rispettate la sua capacità di autogestire il malessere, rispettate la sua parte sana e capace di adattarsi, le sue risorse, il suo auto-sostegno e il suo potenziale umano. – Fritz Perls, 1974

Bibliografia consultata:

Peñarrubia, F. (1998). Terapia Gestalt: La vía del vacío fértil. Alianza Editorial.