Educare secondo il senso comune

· 7 agosto 2016

Essere dei buoni educatori non è un compito facile. Educare non è qualcosa che si impara a scuola o nella vita, ma è ciò che bisogna affrontare quando arriva il momento di diventare padre o madre.

I bambini non vengono al mondo con un manuale di istruzioni che riveli ciò che bisogna fare in determinate situazioni o come si può agire quando sono ansiosi, arrabbiati o tristi. Quello che capita di solito è che tendiamo a riproporre quello che abbiamo visto in casa nostra per tutta la vita e pensiamo che, dato che i nostri genitori ci hanno educato in un certo modo, sia quello corretto.

Purtroppo non sempre il modo in cui siamo stati educati dai nostri genitori è quello giusto, soprattutto perché i tempi cambiano e noi genitori dobbiamo adattarci.

Forme di educazione

Esistono molti modi di educare, ma dato che il nostro obiettivo è quello di fornire una visione generale dell’argomento, potremmo raggrupparli in tre gruppi:

Educazione autoritaria o controllata

Di solito fanno uso di questo modello educativo i genitori il cui motto è “figlio troppo accarezzato non fu mai ben allevato”, vale a dire quelle persone che usano la paura e l’intimidazione affinché i figli obbediscano. Di certo l’educazione autoritaria può comportare l’obbedienza da parte dei figli, ma sempre dal punto di vista della paura, il che porterà i bambini a non capire il perché dei limiti e delle regole. Inoltre, imparano che con l’aggressività si risolvono i problemi.

Questi bambini avranno poca autostima, si sentiranno poco accettati dai genitori. In molti casi, diventano persone aggressive e ansiose che finiscono per essere rifiutate a causa del loro comportamento.
Gabbia

Educazione permissiva

Totalmente opposta alla precedente. Educare in modo permissivo significa dare tanto amore ed affetto ai propri figli, senza però riuscire a marcare limiti definiti. I bambini sono confusi in termini di regole e alla fine queste non vengono rispettate perché i genitori stessi finiscono per cedere.

I genitori sono iperprotettivi nei confronti dei figli e temono che possa accadere loro qualcosa, dunque non li aiutano a sviluppare le loro capacità, ad essere responsabili e a maturare.

Come nel caso dell’educazione autoritaria, i bambini educati in modo permissivo hanno poca autostima perché non si sentono in grado di risolvere da soli i propri problemi senza che qualcuno li aiuti.

Educazione democratica

L’educazione democratica è quella che usa il senso comune. Tiene in considerazione il fatto che i bambini non vengono al mondo sapendo già come funziona, ma che bisogna spiegarlo loro. Le regole e i limiti non esistono “perché lo dico io e perché sono tuo padre”, ma devono avere una logica e un perché che i bambini devono interiorizzare.

Nell’educazione democratica non si urla né si aggredisce il bambino perché questo non è educare e non insegna assolutamente nulla; invece, bisogna stabilire un dialogo con il bambino in modo da fargli capire ogni cosa. Gli si dà l’opportunità di sbagliare e di rimediare ai suoi errori, lo si accetta incondizionatamente come essere umano, donandogli un amore profondo, ma senza proteggerlo troppo.

Madre-figlio2

Alcune tecniche per impostare un’educazione democratica

Come vi abbiamo detto, l’educazione democratica mette il dialogo, l’accettazione incondizionata e il rispetto dei figli al di sopra di ogni cosa e siamo noi che, in qualità di adulti, dobbiamo auto-controllarci, anche se in molti casi è difficile. Alcune tecniche che potete cominciare ad usare con i vostri figli possono essere:

La punizione negativa

La punizione negativa consiste nel requisire al bambino una fonte di piacere o felicità se non rispetta qualche regola o supera dei limiti precedentemente indicati. Ad esempio, se vostro figlio doveva riordinare la sua camera da letto e non l’ha fatto, dovete togliergli qualcosa che ama molto (un gioco, il programma televisivo che preferisce, uscire per andare al parco, ecc.).

La cosa più importante non è la tecnica in sé, ma il modo in cui la mettete in pratica. Non serve a nulla dare una punizione negativa a vostro figlio urlandogli contro oppure minacciandolo, infatti non farà altro che innervosirsi di più e non capirà il motivo del castigo. Bisogna applicare la tecnica in modo sereno, senza alterarsi, come se fosse una cosa normale che il bambino deve imparare: se non rispetti certe regole nella vita, ci saranno delle conseguenze.

Il rinforzo positivo

Così come ricorrete alla punizione negativa a seguito di un cattivo comportamento, allo stesso modo dovrete premiare i comportamenti corretti. Non dovrà mai esserci punizione senza rinforzo e viceversa. Se il bambino ha rispettato una regola o ha fatto qualcosa di appropriato, allora andrà sempre ricompensato. È più importante ricordare di premiare vostro figlio che punirlo.

Il rinforzo positivo farà in modo che il bambino non perda la motivazione e continui a comportarsi in modo corretto. Potete adottare il sistema della “token economy” se è un bambino piccolo, quindi attribuendogli dei punti ogni volta che si comporta bene e trasformarli poi in premi o anche in elogi, abbracci e complimenti se è più grande.

Padre-figlio

L’ipercorrezione

L’ipercorrezione si applica quando il bambino ha adottato un comportamento inappropriato e vogliamo che rimedi al suo errore e impari qualcosa di nuovo. Ad esempio, se vostro figlio ha buttato tutto il cibo a terra, dovrà raccoglierlo e anche aiutare voi genitori a pulire tutta la cucina (piatti, tavolo, pavimento, ecc.).

Insegnare ad associare la paura a cose divertenti

Se siete iperprotettivi con i vostri figli, li renderete paurosi e questo non è per niente positivo. Per aiutarli a vincere le loro paure, dovrete insegnare loro ad affrontarle. Affinché il compito sia più facile, potete associare le paure a cose divertenti.

Ad esempio, se vostro figlio ha paura del buio e non riesce a dormire da solo, giocate con lui nella stanza buia, nascondendo in camera un cioccolatino che deve trovare seguendo le indicazioni che gli date mentre siete dietro la porta. Il bambino, così, associa l’oscurità al gioco, qualcosa che ama, e allo stesso tempo affronta la paura e capisce che non sta accadendo nulla di male.

Queste sono alcune delle tecniche che potete cominciare ad utilizzare per educare i vostri figli, ricordate, però, che l’importante è come le mettete in pratica: sempre con amore e approvazione, con tanta pazienza, al ritmo del bambino e tenendo sotto controllo le vostre emozioni.