La voce dell’esperienza: parlare e leggere su come nuotare non è come farlo

· 19 settembre 2017

Possiamo diventare degli esperti in quanto a nuoto. Dare lezioni, fornire informazioni sui diversi stili (farfalla, delfino, libero o dorso) o addirittura consigliare a chi ne abbia bisogno. Possiamo aumentare il nostro ego mentre insegniamo a coloro chi conosce poco l’argomento o che ha idee sbagliate in proposito. Tuttavia, la nostra conoscenza non è completa. Non abbiamo mai osato nuotare! Senza la voce dell’esperienza, ciò che diciamo e affermiamo non ha lo stesso valore.

Ogni giorno ci imbattiamo in persone che elargiscono consigli che non nascono direttamente  dalla loro esperienza diretta. Tuttavia, si reputano degli intenditori perché si sono informati, hanno fatto un corso di formazione o ascoltato una persona di fiducia.

La voce dell’esperienza è molto preziosa, perché ci lascia un apprendimento reale, vissuto in prima persona.

Non siamo coscienti del fatto che l’esperienza ha un grande valore, in gran parte perché consente l’empatia. Con essa comprendiamo che ogni teoria ha un limite (la realtà in questo senso è sempre ben più ricca del modello). Ciò che si vive in prima persona, in modo reale e autentico, ci permette di avere conoscenze nostre e, soprattutto, le consolida nella memoria.

La grande paura di buttarsi in acqua

Perché non ci decidiamo a tuffarci in acqua senza timore? Perché preferiamo parlare senza aver provato ciò che stiamo trasmettendo? La paura e l’insicurezza potrebbero essere due risposte a una sola sensazione. Una sensazione che, d’altra parte, adottiamo in qualche modo, anticipando ciò che accadrà. Le paure si annidano nella nostra testa per via della nostra mancanza di esperienza.

Ci hanno insegnato il gioco di giudicare e recriminare gli altri, crediamo  anche di conoscere o di possedere la verità più assoluta. Ci hanno detto che le nostre parole hanno molto più peso delle nostre esperienze. Tuttavia, molte di esse non hanno valore proprio perché “non sono entrate nell’acqua”, non hanno sperimentato la realtà.

Come possiamo dire di conoscere qualcosa fino in fondo se non abbiamo osato o non siamo riusciti a viverlo? Possiamo, per esempio, sapere tutto su La Guernica di Picasso, possiamo recitare a memoria la vita dell’autore e il contesto della sua opera. Ma siamo stati lì quando il bombardamento, ora trasformato in un’opera d’arte, è accaduto? Possiamo davvero avere un’idea di come vissero le persone che perdettero i propri cari?

Possiamo imparare tutti dalle esperienze altrui. Ci arricchiscono, ci apportano una conoscenza che non abbiamo. Ci aiutano ad aprire le nostre menti. Per questo motivo dobbiamo essere disposti ad ascoltare senza giudicare. Ma, soprattutto, dobbiamo avventurarci nel provare per conto nostro tutto ciò che possiamo. Perché questo ci porterà verso la più grande ricchezza.

Immagine per gentile concessione di Christian Schloe