È facile vedere gli altri come strumenti, più complicato vederli come persone

9 marzo 2017 in Psicologia 320 Condivisi

Desiderare il male altrui o ferire gli altri è una realtà che ci ripugna. Tuttavia, siete mai stati tentati o sedotti da questo lato oscuro? Trattare gli altri come strumenti per ottenere i nostri propositi è molto più facile.

Se desideriamo essere i migliori dell’azienda, basta sabotare il lavoro dei nostri colleghi. È un percorso molto più breve per ottenere quello che desideriamo e che, inoltre, ci darà soddisfazioni prima del previsto. In parte non è quello che abbiamo sempre bramato?

L’essere umano cerca sempre di soddisfare immediatamente quello che desidera. Recuperando l’esempio anteriore, non ci serve dare tutti noi stessi, sforzarci ed aspettare mesi per ottenere, in modo onesto, il nostro obiettivo. Se possiamo ridurre i tempi, perché non farlo? È così che pensa chi si lascia trasportare da quello che socialmente è visto male. Smettiamo di trattare gli altri come persone per iniziare ad usarli come strumenti: ostacoli o mezzi per i nostri fini.

I meccanismi della seduzione del male

Abbiamo conosciuto tutti brave persone che hanno finito per diventare “cattive”. Individui manipolatori, con un pessimo carattere, che hanno iniziato a fare quello che prima pativano sulla loro pelle. Questo è il primo meccanismo della seduzione del male.

Sentirci feriti per quello che ci hanno fatto. Notarci vittime delle circostanze, non meritevoli di tutto il male gratuito ricevuto. Alla fine, il rancore si adopera di noi e ci trasformiamo in chi non volevamo essere.

Una persona maltrattata può trasformarsi in un maltrattatore. Una persona soggetta a critiche può adottare il ruolo di critico. Dopo tanto dolore, decidiamo di smettere di “essere stupidi” ed agiamo come hanno fatto gli altri con noi. Non siamo consapevoli, però, del fatto che le nostre brutte azioni si ripercuotono su persone innocenti. Un gruppo al quale una volta appartenevamo.

Tuttavia, esiste anche un altro meccanismo di seduzione del male che ci porta a trattare gli altri come strumenti e non come persone. Consiste nel vedere come chi ci circonda ottiene il potere tramite le sue cattive azioni. Li odiamo, siamo gelosi di loro, hanno così tanta fortuna e sono davvero delle brutte persone! Tutte queste emozioni negative ci portano a volerne riprodurre le azioni, perché la nostra onestà non ci garantisce la fortuna che stanno avendo loro.  

“Fa’ attenzione alla pietra che mi lanci oggi, potrebbe essere la stessa su cui inciamperai domani”
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L’attrazione del potere

In tutto quello che abbiamo detto finora siamo stati in contatto con il rancore e con questa sensazione di “sentirci stupidi” vedere gli altri comportarsi male ed ottenere i risultati che a noi piacerebbe avere. Alla base di tutto ciò vi è un è un potente motivo per cui il lato oscuro ci assorbe ed in seguito al quale smettiamo di vedere le persone come tali ed iniziamo ad osservarle come oggetti: il potere.

Prendere il controllo ci dà potere, così come sottomettere, manipolare, mentire, ferire… lo facciamo intenzionalmente e, a volte, non ci importa distruggere del tutto l’altra persona se ne traiamo beneficio. Adesso abbiamo il controllo della situazione e questo alimenta la nostra voglia di avere di più. Ci lasciamo trasportare. Fino a dove saremo capaci di arrivare?

Anche se trattare gli altri ignorandone i sentimenti può farci stare bene per un momento, la verità è che alla lunga ci amareggia e ci intristisce. In quanto esseri umani, cerchiamo il bene perché è ciò che ci fa stare in pace. Anche se la malvagità in qualche modo ci apporta benefici o ci permette di ottenere “giustizia”, il risultato non sarà lo stesso.

Immagini per gentile concessione di Catrin Welz Stein

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