Fare le scelte giuste con la mindfulness

· 22 Aprile 2019
Fare le scelte giuste non è mai facile. Recenti ricerche nel campo della mindfulness ne evidenziano l’effetto positivo sul processo decisionale.

Fare le scelte giuste, nella maggior parte dei casi, non è affatto facile. Veniamo assaliti da dubbi o paure che ci fanno rivalutare continuamente gli eventi, ponendoci nella difficile posizione tra abbandonare e continuare a insistere. Come essere certi che sia la scelta giusta? Come essere certi di non sbagliare? La pratica della mindfulness può aiutarci.

Le ultime ricerche nel campo della mindfulness indicano che questa pratica, e le varie tecniche che racchiude, possono avere un effetto positivo sulla nostra capacità decisionale. Fare le scelte giuste con la mindfulness è un processo cosciente in cui l’attenzione è focalizzata sul presente. Siamo così in grado di disconnetterci dal pilota automatico, con tutto i benefici che ne derivano.

“Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure.”

-Nelson Mandela-

Fare le scelte giuste con la mindfulness: senza scelta non c’è vita

Il Buddha ci ha insegnato che la sofferenza è causata dall’ignoranza, e attraverso gli errori illusori e le delusioni, ci fa comprendere che la mente ha la sua natura. Per liberare la mente dalla sofferenza, dobbiamo sapere cosa è “davvero”.

A tal proposito, uno degli strumenti più potenti per sviluppare questa visione così profonda è la presenza mentale o la mindfulness. Una pratica che ci aiuta a essere consapevoli momento per momento, che ci insegna a prestare attenzione a quello che accade, a come e in che modo e, naturalmente, a concentrarci su come ci sentiamo quando ciò accade.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science, 15 minuti di meditazione incentrata sulla respirazione aiutano a prendere decisioni migliori.

Donna che medita sull'erba

La mindfulness ci aiuta a procedere gradualmente dalla superficie in profondità. Per quanto annebbiata possa essere la nostra mente, questa tecnica renderà più facile trovare la luce nell’oscurità. È questo il motivo per cui raccomandiamo di fare le proprie scelte con la mindfulness, poiché aiuta a vedere più chiaramente ciò che deve essere fatto, ciò che siamo capaci di fare e come reagire nel modo adeguato. Ovviamente non è facile essere consapevoli, per cui sarà necessario fare molta pratica.

Nella respirazione cosciente impariamo sistematicamente a prestare attenzione e ad accogliere tutto ciò che nasce dalla mente; senza giudicare, senza forzare, senza indulgere.

L’esercizio della consapevolezza non è diverso da qualsiasi altra attività o abilità che abbiamo già appreso: cucinare, camminare, leggere, giocare. Allo stesso modo, più si pratica, più si diventa abili. E a poco a poco i momenti di consapevolezza crescono fino a diventare giorni consapevoli, settimane consapevoli, mesi consapevoli, anni consapevoli…

“Spesso ogni decisione, anche la decisione sbagliata, è migliore di nessuna decisione.”

-Ben Horowitz-

Le scelte che facciamo ci definiscono

Il processo decisionale si sviluppa in quattro fasi. In ciascuna, la pratica della mindfulness si è dimostrata molto utile, offrendo effetti molto positivi.

Prendere decisioni con la mindfulness si traduce come un processo chiaro e libero da ogni rigidità cognitiva.

Inquadrare la decisione

La pratica della mindfulness ci incoraggia a essere proattivi, aiutandoci a identificare quando una decisione deve essere presa oppure no. Tutto ciò è possibile attraverso il chiarimento degli obiettivi, la definizione di alternative, l’uscita dalla spirale d’irrazionalità dovuta a una precedente decisione sbagliata, così come il riconoscimento della dimensione etica della decisione da prendere.

Alcuni studi indicano che le persone che praticano mindfulness (in generale prendersi una pausa per riflettere e ascoltare se stessi) sono anche più consapevoli dei principi etici. In questo modo le scelte fatte sono in accordo con i propri valori. Al contrario, le persone che non riescono a collegare le proprie scelte con i propri obiettivi e valori, possono ottenere risultati indesiderati.

La raccolta di informazioni

Questa fase prevede la ricerca delle informazioni necessarie per fare la scelta giusta. Due aspetti importanti di questa fase sono la quantità e la qualità delle informazioni raccolte. Si è scoperto che la pratica della mindfulness sviluppa una maggiore tolleranza verso l’incertezza e ciò consente di essere più determinati nel prendere decisioni nonostante le incertezze.

Le scelte fatte con la mindfulness sono un esempio del riconoscimento dei limiti della propria conoscenza e dell’ampiezza delle situazioni di incertezza.

“Ogni momento è il momento di una scelta, e ogni momento ci spinge inesorabilmente verso la direzione delle nostre vite.”

-Mary Balogh-

Uomo che medita in montagna

Giungere a una conclusione

La mindfulness ci aiuta a esaminare e a quantificare la discrepanza tra l’intuizione e l’analisi sistematica che si opera quando si prende una decisione. Questo significa distaccarsi dalle emozioni e dai pensieri per avere maggiore prospettiva e chiarezza, separando le informazioni irrilevanti da quelle rilevanti ed essendo meno inclini a credere negli stereotipi.

Giungere a una conclusione include l’attuazione della scelta. Alcuni studi dimostrano che le persone che praticano la mindfulness hanno meno probabilità di essere vittime del “divario tra l’intenzione e il comportamento”; ovvero la disconnessione tra sapere cosa va fatto e farlo davvero. La mindfulness riduce quindi la rigidità cognitiva, ovvero la tendenza a prendere decisioni usando schemi di pensiero automatici.

Apprendere dai feedback

Quest’ultima fase costituisce una tappa molto importante del processo decisionale. Accettare gli errori può essere molto difficile in alcuni momenti. La mindfulness può aiutare a renderlo un po’ più semplice riducendo le tendenze difensive (maggiore apertura al feedback negativo) e promuovendo il coraggio e la resilienza.

Le persone più consapevoli o presenti hanno maggiori probabilità di imparare dalle esperienze passate. Inoltre, è più facile svincolarsi dall’ego quando si è più aperti ai feedback negativi.