Cosa ci riserva il futuro? Ridurre l’incertezza

· 13 agosto 2018

Cosa accadrà domani? Che succederà tra una settimana? E tra un anno? O tra vent’anni? Cosa ci riserva il futuro? Trovare una risposta a queste domande è difficile, per non dire impossibile. Per definizione il futuro è quello che non è ancora successo, pertanto è caratterizzato dall’incertezza, da una generale dubbiosità che ci impedisce di avere sicurezze. Ma esiste un modo per ridurre questo stato di incertezza?

Sicuramente sì, l’incertezza può essere ridotta, ma quasi mai è possibile eliminarla del tutto. Sebbene esistano pseudo-scienze e altre discipline che ci permetterebbero di sapere cosa ci riserva il futuro, di solito si basano su vaghe interpretazioni dell’avvenire al fine di non commettere passi falsi.

Se abbiamo la “certezza” che domani sarà una bella giornata, è più probabile che lo sia davvero poiché avremo un atteggiamento positivo nei confronti dell’incertezza. Più che di una reale predizione del futuro, si tratta di una riduzione dell’incertezza e di una modifica del nostro atteggiamento verso di essa.

Donna che guarda l'orizzonte

Ridurre l’incertezza per sapere cosa ci riserva il futuro

Piano B

Partendo dal presupposto che il futuro è impredicibile, il modo migliore per conoscerlo è ridurre l’incertezza che lo caratterizza. Un modo per riuscirci è fare diverse previsioni. Immaginiamo di non sapere che tempo farà domani, ma basandoci sul nostro intuito giungiamo alla conclusione che ci sarà il sole e, quindi, che possiamo andare in spiaggia. Anche se non piove da diversi mesi, nulla impedisce che possa piovere proprio domani e rovinarci i piani.

Se prevediamo un piano B (esempio: se c’è il sole, vado al mare; se piove, al museo) i nostri piani non verranno rovinati in nessun caso (o quantomeno questa sarà la nostra impressione). Immaginare diversi scenari futuri è un buon modo per diminuire l’incertezza. Una volta fatto ciò, saremo preparati ad affrontare l’ignoto, qualunque cosa accada.

Per prevedere il futuro e ridurre l’incertezza, non c’è bisogno di sapere cosa accadrà. Dobbiamo pensare a quello che potrebbe succedere. Immaginare tutte le possibili opzioni che potrebbero verificarsi e scartare le più improbabili basandoci sulla realtà dei fatti. Per esempio, pensiamo che domani potrebbe esserci il sole, le nuvole, piovere, nevicare, ecc. Anche in questo caso, basandoci sulla temperatura attuale, sull’umidità e sulla posizione geografica, ecc… possiamo scartare alcune opzioni e attribuire più o meno probabilità alle altre.

Uso di schemi

Una pratica abituale, spesso inconsapevole, per ridurre l’incertezza è l’uso di schemi mentali. L’esperienza ci insegna che determinati eventi tendono a ripetersi quando si verificano determinate circostanze. E maggiore è l’esperienza, maggiore è l’affidabilità di questi schemi.

Generalmente schemi del genere si rivelano utili, soprattutto quando abbiamo ben chiari i rapporti causa-effetto. Ad esempio, sappiamo che se tiriamo una pietra a un’altra persona, le faremo male. Ma se sappiamo anche che l’entità del danno dipenderà dalla grandezza della pietra e dalla forza con cui la lanciamo, potremo modificare queste variabili in funzione dei nostri interessi. Ovviamente non c’è bisogno di specificare che si tratta di un semplice esempio, tirare pietre a qualcuno non va mai bene.

“Mi interessa molto il futuro: è lì che passerò il resto della mia vita.”
-Anonimo-

Tali schemi servono anche per spiegare il nostro comportamento. Tuttavia, esso è facilmente influenzabile per cui è difficile individuare tutte le variabili che in qualche modo lo condizionano. Quando facciamo uno scherzo a qualcuno, questi può essere divertito o infastidito. Se ride e sta allo scherzo, probabilmente lo farà anche con altri scherzi simili. Ma attenzione, che succede se per quella persona è una “giornata NO”? Probabilmente non riderà. In questi casi gli schemi potrebbero non essere buoni consiglieri, dato che i procedimenti euristici e le deduzioni possono giocarci brutti scherzi.

Coppia che cammina

Prospettiva

Prevedere cosa ci riserva il futuro ha portato allo sviluppo di discipline come la prospettiva, che studia il futuro per comprenderlo al fine di influenzarlo. Di tutte le cose che possiamo scoprire sul futuro, quello che succederà è la parte meno interessante, la parte importante è come accadrà e soprattutto perché. La prospettiva va intesa come strumento di gestione dell’incertezza, di riduzione del dubbio.

La prospettiva si propone di comprendere le cause e la sequenza di eventi che portano al realizzarsi di una possibilità piuttosto che un’altra. La prospettiva non si basa sulle predizioni, non serve per prevedere il futuro, la si usa per spiegare perché accadrà proprio quello e non qualcos’altro. E, in qualche caso, per cambiare le carte in tavola prima che un evento si verifichi. Anche se il futuro è sempre incerto, possiamo fare qualcosa per ridurre il grado di incertezza e non farci trovare impreparati.