Fasi dello stress, dall’allarme all’esaurimento nervoso

· 11 Dicembre 2018
Le 3 fasi dello stress indicano le diverse tappe di evoluzione del problema. È importante imparare a identificarle per capire se ci troviamo in una di esse.

Le fasi dello stress indicano le diverse tappe o livelli di evoluzione del problema. Va specificato che lo stress è un fenomeno dinamico: muta e cambia nel suo decorso. Spesso inizia in modo impercettibile per poi progredire verso fasi più serie, arrivando in alcuni casi a rappresentare un pericolo per la vita del soggetto.

Non c’è dubbio che lo stress sia uno dei più grandi mali del nostro tempo. È infatti alquanto difficile, al giorno d’oggi, trovare qualcuno che sia esente da un certo livello di ansia o di angoscia. La questione è seria, dal momento che il problema può causare serie conseguenze, sia individuali che collettive.

Viviamo in un mondo di persone stressate, soprattutto nelle grandi città. E lo stress è contagioso: alle preoccupazioni individuali, si somma anche il disagio di chi ci circonda. Non è per niente facile gestire queste situazioni. Ma per farlo, è necessario innanzitutto essere in grado di identificare le 3 fasi dello stress e stabilire se ci troviamo in una di esse.

“Le minacce alla nostra autostima o all’idea che abbiamo di noi stessi spesso causano molta più ansia rispetto alle minacce alla nostra integrità fisica.”

-Sigmund Freud-

Le 3 fasi dello stress

Allarme

In termini generali, lo stress si verifica quando si affronta una situazione che implica una minaccia o un rischio. Di fronte a ciò, la normale reazione di un essere umano è quella di prepararsi all’attacco o alla fuga.

Allarme, la prima fase dello stress

L’evento è anche accompagnato da una serie di manifestazioni fisiologiche, tra cui l’improvviso rilascio di adrenalina e di cortisolo. Quest’ultimo è detto “ormone dello stress”, e la secrezione a lungo termine di queste sostanze può portare a seri problemi di salute.

Resistenza

La seconda fase dello stress è la resistenza. Una volta ricevuto lo stimolo stressante, viene attivato un meccanismo biologico chiamato “omeostasi“. Si tratta di un meccanismo di autoprotezione e autoconservazione attraverso il quale il corpo tenta di recuperare il proprio equilibrio.

Tuttavia, a volte lo stimolo stressante permane, sia esso di natura reale o immaginario. L’organismo non riesce dunque a tornare allo stato di equilibrio e cominciano a comparire i primi sintomi tipici dello stress. Questi includono affaticamento, difficoltà a dormire, irritabilità e malessere generale.

Esaurimento

Se il problema persiste per un lungo periodo, si entra nella terza fase dello stress. In questa fase si parla già di un problema serio. Permangono tutti i sintomi precedenti, ma in maniera decisamente più intensa.

In questa fase è frequente la comparsa di malattie fisiche propriamente dette. Il disturbo più comune è la depressione del sistema immunitario con conseguente esposizioni a infezioni virali o batteriche. Sono comuni anche le emicranie, i dolori muscolari in diverse parti del corpo e un potente stallo emotivo.

Esaurimento

Combattere lo stress in ciascuna delle fasi

Tutte le fasi dello stress, come  abbiamo visto, presentano delle peculiarità. Ognuna richiede una diversa gestione. Nel primo stadio è importante delimitare e controllare l’effetto dello stimolo percepito come minaccioso. Quando la persona sperimenta quella paura improvvisa e intensa, deve fermarsi e prendere coscienza della situazione.

È importante sottolineare che esistono pericoli reali, ma anche pericoli immaginari. Questi ultimi sono i più difficili da affrontare, nonché causano gli effetti più dannosi. Ecco perché è importante fermarsi e definire i limiti effettivi del rischio o del pericolo: stabilire come e in quale misura può davvero influenzarci. Basta anche solo respirare profondo, bere un bicchiere d’acqua e attendere un momento affinché il corpo si stabilizzi.

Combattere le diverse fasi dello stress

Nella seconda fase dello stress, il fattore di rischio è ormai percepito come stimolo più o meno fisso. Ancora una volta, l’importante è diventarne consapevoli. Non importa se non è possibile determinare esattamente la natura della paura. Lo stress stesso potrebbe bloccare questa capacità di autovalutazione. L’importante è agire; ad esempio facendo sport e dedicando più tempo al riposo. Sono entrambe attività che possono aiutare a superare il problema.

Per chi si trova nell’ultima fase dello stress, il problema è molto più complesso. In questi casi è consigliabile consultare uno psicoterapeuta. Difficilmente sarà possibile schiarire la mente e le emozioni da soli. È necessario ricevere un supporto psicologico adeguato, poiché lo stress può comportare delle conseguenze importanti se non nocive giunti in questa fase.