Frasi di Erik Erikson per riflettere

06 dicembre, 2019
Erik Erikson era un insegnante d’arte; dopo l’incontro con Anna Freud cominciò a studiare presso l’Istituto Psicoanalitico di Vienna e si specializzò in psicoanalisi infantile.
 

Uno dei suoi maggiori contributi è la teoria dello sviluppo psicosociale, basata sulle fasi dello sviluppo psicosessuale di Sigmund Freud. Ma non sarà questo l’argomento di oggi, perché ci occuperemo di 7 frasi di Erik Erikson che meritano di essere ricordate.

Le teorie di Erikson hanno avuto un grande peso, ma le seguenti citazioni rispecchiano il suo modo di pensare e la sua passione di insegnante e psicoanalista infantile.

7 frasi di Erik Erikson

1. Le paure si ereditano

“I bambini sani non avranno paura della vita se i loro anziani hanno sufficiente integrità per non temere la morte.”

La prima frase celebre di Erik Erikson parla di un argomento importante: la paura. Così come il modello educativo scelto dai genitori può avere delle conseguenze positive o negative sui figli, lo stesso avviene con le paure. È inevitabile che vengano percepite dai bambini.

Per questa ragione, è importante affrontare i propri timori invece di provare a soffocarli o, ancora peggio, di inocularli ai figli. I bambini sono pronti a farli propri, ma la loro capacità di gestirli è minore della nostra.

Erik Erikson

2. Accettare la vittoria e la sconfitta

 

“Il bambino si trasforma in adulto non quando diventa consapevole del diritto di avere ragione, ma quando si rende conto di avere anche il diritto di sbagliare.”

Questa frase contiene un importante insegnamento: bisogna saper perdere e saper vincere. Quando diventiamo adulti, spesso ci scontriamo contro una realtà. Se vinciamo, veniamo lodati; se falliamo, alcune persone potrebbero voltarci le spalle o magari dirci “Io te l’avevo detto”.

Questo timore si riflette nel bambino quando non è capace di superare un’interrogazione senza l’aiuto dei genitori, o quando è frustrato perché non eccelle nello sport preferito da mamma o papà. Giudicare noi stessi con dolcezza e un po’ di bontà è una delle abilità che fa di noi degli adulti più centrati.

3. La responsabilità dei genitori

“Ci vuole molto tempo per educare i nostri figli a essere buoni; bisogna allevarli e questo significa fare delle cose con loro: domandate, raccontate, sperimentate attraverso le azioni, le vostre stesse parole, il modo in cui le accostate. Imparate a capire da che parte state, assicuratevi che i vostri figli imparino da voi, che capiscano il perché, e presto saranno al vostro fianco, con voi.”

La terza delle 7 frasi di Erik Erikson affronta un argomento fondamentale nell’educazione dei figli: la responsabilità di essere genitore. Educare esige attenzione, presenza, essere pronti a giocare, a vivere esperienze insieme a loro.

Da un genitore assente un figlio non imparerà niente e quindi non si potrà pretendere niente da lui. Se non troviamo il tempo per trascorrere del tempo insieme ai nostri figli e vivere esperienze con loro, non arriveranno a interiorizzare nel modo in cui ci aspettiamo. Le parole non servono se non sono accompagnate dai gesti. I bambini hanno bisogno di figure genitoriali presenti.

 
Padre giovane e figlio

4. Frasi di Erik Erikson: tutto cambia

“Quando segui il tuo sviluppo, il tuo comportamento viene influenzato.”

Non smettiamo mai di crescere, ogni fase della vita è una sfida. Spesso, prima di aver sfruttato appieno l’infanzia, arriva all’improvviso l’adolescenza che ci obbliga a cambiare. Questo ha effetto sul nostro comportamento e anche sul modo in cui costruiamo il nostro Io, chi siamo veramente.

Per quanta paura possa fare il cambiamento, in realtà ci sta aiutando a crescere. Tanto più che non possiamo farci niente: le esperienze ci segnano e noi ci trasformiamo di conseguenza. Tutto questo è ricchezza.

5. I complimenti distruttivi e vuoti

“I bambini non possono essere ingannati da elogi vuoti e da un atteggiamento accondiscendente. A volte accettano di rafforzare in modo artificiale la loro autostima, in mancanza d’altro, ma ciò che io chiamo una crescente identità egoista acquista una vera forza solo a partire dal riconoscimento sincero e coerente delle loro vere conquiste, vale a dire le conquiste che hanno significato nella loro cultura”.

Qui parliamo di elogi vuoti. Quel “bravissimo” offerto a ogni occasione e che, proprio per la sua frequenza, perde tutto il valore. Il problema di questo tipo di lode è che il bambino tende a fare qualunque cosa pur di ottenerlo, perdendo di vista il vero obiettivo: fare le cose bene.

 

Questo può essere fonte di forte frustrazione. Gli elogi, così facili da ottenere in famiglia, non sono ugualmente presenti a scuola, nel gruppo di amici, nello sport. È giusto elogiare ma, consiglia Erikson, facciamolo con misura.

6. I ragazzi e la libertà

“Gli adolescenti hanno bisogno di libertà di scelta, ma non così tanta che, alla fine, non possano più scegliere.”

Malgrado sia importante stabilire dei limiti e fissare divieti, è necessario allo stesso tempo dare ai giovani la possibilità di scegliere.

Erikson parla di un equilibrio tra i limiti e la libertà. Tutti gli eccessi sono negativi. Troppa libertà può portare l’adolescente a non essere in grado di operare una scelta, una capacità vitale per un essere umano.

Gruppo di amici adolescenti che ridono

7. Il concetto di identità, l’ultima delle 7 frasi di Erik Erikson

“Nella giungla sociale dell’esistenza umana, non esiste la sensazione di essere vivi senza un senso di identità.”

L’ultima frase di Erikson ci porta a quel concetto di identità che cominciamo a strutturare da bambini. L’insicurezza identitaria dà forma a quel senso di smarrimento che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita. Secondo lo psicologo Miguel Molla, ad esempio, i giovani con profondi dubbi di identità, sono più vulnerabili e inclini a cadere nelle dipendenze.

 

Erikson continuò a scrivere e fare ricerca fino alla fine, mettendo una forte passione in tutto quello che faceva, la stessa passione che è presente in ognuna di queste frasi. Tutte ci insegnano qualcosa che, forse, non sapevamo o avevamo dimenticato. Quale di queste frasi porterete con voi oggi?