Non sono gli occhi ad essere belli, ma gli sguardi

· 14 aprile 2016

Nel suo dizionario delle emozioni che non hanno un nome, Jhon Koening ne attribuisce uno a un’emozione complessa, quella che proviamo quando incrociamo qualcuno per strada e ci guardiamo negli occhi per qualche secondo. Sembra che ci stiano spiando o che siamo noi a spiare attraverso un piccolo buco sulla parete e questo ci fa sentire vulnerabili. L’emozione ora ha un nome: opia. Perché non sono gli occhi ad irradiare bellezza, ma gli sguardi.

Quando viaggiamo in treno, siamo al ristorante o camminiamo per la strada, incrociamo diverse persone e a volte ci scambiamo sguardi, anche senza rendercene conto. Gli sguardi dicono molto di noi, ci smascherano quando siamo tristi, arrabbiati, innamorati, preoccupati o stanchi.

Non so neanche il tuo nome, conosco solo lo sguardo con cui me lo dici.
Mario Benedetti

Scopri cosa c’è dietro uno sguardo

Se ci sediamo davanti ad una persona, le chiediamo come va e ci sorride, forse se la guardiamo negli occhi, potremmo notare che quel sorriso non è reale, che non accompagna davvero ciò che prova. Gli sguardi fanno parte della comunicazione non verbale e rivelano molte cose.

La Programmazione Neurolinguistica (PNL) ha studiato i movimenti degli occhi, denominando il linguaggio degli occhi “chiave di accesso oculare”. Bandler e Gringer, i fondatori della PNL, hanno osservato una moltitudine di movimenti oculari e sono giunti ad una conclusione chiara: a seconda del tipo di movimento oculare, è possibile che le persone stiano utilizzando parti diverse del cervello e diversi sensi, per questo si parla di quattro sistemi distinti di rappresentazione:

  • Visivo: quando una persona guarda in alto a destra, in generale, sta costruendo un’immagine, se invece sta guardando in alto a sinistra, sta ricordando un’immagine.
  • Uditivo: una persona che ricorda suoni guarda verso sinistra; se li costruisce, guarda verso destra. In molte occasioni, questo movimento oculare è accompagnato da un’inclinazione del capo.
  • Cinestesico: se una persona guarda in basso a destra, significa che sta accedendo all’area dei sentimenti, ad esempio, quando siamo tristi, tendiamo ad abbassare lo sguardo.
  • Uditivo-digitale: se rivolgiamo lo sguardo in basso a sinistra, stiamo parlando di noi stessi.
“… che l’anima che con gli occhi può parlare, anche con lo sguardo può baciare”.
Gustavo Adolfo Béquer

Non tutte le persone, però, si comportano allo stesso modo e a volte sistemi diversi di elaborazione si combinano assieme, quindi bisogna fare attenzione a generalizzare. Per verificare come “funziona” una persona, possiamo farle semplici domande, ad esempio, “come immagini il tuo lavoro in futuro?”; in questo modo, vedremo il modo di reagire di fronte alle creazioni visive e avremo un punto di partenza per interpretare il suo sguardo.

Occhi

Il potere degli sguardi

Uno sguardo può essere interpretato in molti modi, ma può anche trasmettere molti sentimenti ed emozioni. La rivista Psychology Today ha pubblicato un articolo nel 2014 circa le conclusioni a cui sono giunti gli esperti riguardo al potere degli sguardi. Queste conclusioni possono essere riassunte in cinque paragrafi:

Il contatto visivo è eccitante

Se guardiamo fisso negli occhi l’altra persona, generiamo una sensazione di eccitazione, anche se l’interpretazione dello sguardo dipenderà dal contesto in cui ci troviamo. Se una persona che non conosciamo ci guarda per molto tempo e costantemente, potremmo interpretare il suo sguardo come una minaccia e un pericolo, quindi provare paura. Tuttavia, se si tratta di una persona che conosciamo bene e che ci piace, uno sguardo intenso può scatenare eccitazione sessuale.

Gli occhi rivelano se un sorriso è onesto o meno

Per distinguere se un sorriso è onesto o meno, lo psicologo Paul Ekman sostiene che bisogna osservare lo sguardo. Se il sorriso è onesto e sincero, gli occhi si chiudono e alle loro estremità compaiono le rughe di espressione a zampa di gallina.

La dilatazione della pupilla denota interesse

Se una persona prova interesse, le si dilatano le pupille e questa dilatazione la fa sembrare più attraente. In questo senso, è stato condotto uno studio in cui venivano mostrate due foto di una donna, in una di esse era stata alterata digitalmente la dimensione delle pupille. La foto in cui la donna aveva le pupille più dilatate è stata considerata più attraente.

Lo sguardo reciproco è un segno d’amore

Le ricerche hanno osservato che guardarsi reciprocamente e intensamente è segno di mutuo interesse. Lo sguardo che perdura tra due persone che già si conoscono denota ammirazione e amore.

Sguardo-innamorato

Il contatto visivo può essere ingannevole

Si è sempre pensato che le persone che mentono tendono a distogliere lo sguardo, in realtà una persona bugiarda impiega tutte le sue energie affinché l’interlocutore le creda, quindi lo guarda intensamente negli occhi. Al contrario, chi dice la verità non ha bisogno di dimostrare nulla, quindi può essere che si distragga o che guardi verso un’altra parte invece di guardare negli occhi l’interlocutore.

Lasciami entrare, un giorno lasciamo vedere come mi vedono i tuoi occhi.
Julio Cortázar