Grandi lezioni di vita date da 5 persone sagge

· 21 agosto 2018

Le grandi lezioni di vita prendono talvolta la forma di storie o aneddoti. Altre volte sono aforismi, battute di spirito, forti dichiarazioni su alcuni aspetti dell’esistenza. Sono, comunque, sempre frutto di un vissuto difficile, di riflessioni profonde o di una sensibilità fuori dal comune.

La lezione di un uomo saggio viene custodita perché ha un proposito importante: ricordare i valori che dovrebbero guidare le nostre azioni. Spesso dimentichiamo che la vita acquista davvero significato grazie ai principi guida e ai nostri propositi più nobili.

Abbiamo deciso di selezionare per voi cinque grandi lezioni di vita. Sono citazioni e gesti che ci rivelano piccole e grandi verità. Sono qui a nostro beneficio, per sfruttarli e imparare qualcosa di più.

“L’esempio è una lezione che qualunque uomo può capire”

-Morris West-

5 grandi lezioni di vita

1. Capote e la sua lezione di vita

Truman Capote non ha bisogno di nessuna presentazione. È stato uno dei più grandi scrittori americani. Il suo romanzo A sangue freddo ha inaugurato un nuovo genere in cui la finzione si confonde con la realtà. Pochi sanno, però, che buona parte del suo talento derivava da una rigida disciplina.

Truman Capote

Uno dei suoi più grandi amici, Paul Bowles, racconta che in un’occasione, nel 1949, Capote disse di aver già stabilito un suo personale percorso letterario per i 20 anni successivi. Questa affermazione non mancò di stupire gli amici, i quali fecero notare la poca attuabilità del piano. Invece, con il passare degli anni, sviluppò il suo programma, passo dopo passo, così come lo aveva concepito. Una delle grandi virtù delle menti geniali è la costanza e la disciplina.

2. Tod Browning, il genio del cinema muto

Prima di diventare un famoso attore e regista, Browning era povero e viveva di espedienti. Per un periodo lavorò per il circo, recitando la parte del morto vivente. Il suo ruolo consisteva nel restare immobile. Chiamavano un medico e lo dichiaravano morto, dopodiché lo chiudevano in una bara e lo sotterravano. Doveva restarvi per 24 ore, senza muoversi, sostentato da un sistema di ventilazione nascosto e da palline di cibo che portava con sé. La prima volta quasi morì davvero, di paura. In seguito, imparò ad approfittare di questi lunghi momenti di immobilità per dare sfogo all’immaginazione e progettare il futuro.

3. Helen Keller 

Tra le grandi lezioni di vita troviamo le storie di donne straordinarie, come Helen Keller. Il suo nome è abbastanza noto, meno la sua storia. Quando aveva solo un anno, una malattia la rese cieca e sorda. Questo le impedì anche di parlare.

Hellen Keller

Grazie all’aiuto di una maestra che credette in lei, riuscì a sviluppare un sistema per comunicare con il mondo. Diventò così la prima persona sordo-cieca a laurearsi, niente meno che ad Harvard. Scrisse vari libri e oltre 400 articoli. Quando qualcuno le chiedeva di questa sua grande svolta, Helen rispondeva: “Quando la porta della gioia si chiude, subito se ne apre un’altra; ma spesso restiamo incantati a guardare la porta chiusa, e non ci accorgiamo di quella aperta“.

4. Oscar Wilde e le convenzioni

Oscar Wilde fu uno dei critici più cinici delle convenzioni sociali. Era convinto di essere circondato da persone ipocrite che agivano più in funzione di quello che gli altri avrebbero detto di loro che di quello che provavano. Aveva anche la certezza che fossero così assorte nei loro pensieri da non ascoltare nemmeno.

Dimostrò questa sua teoria una volta che fu invitato a una festa. Arrivò deliberatamente tardi. Quando la padrona di casa lo ricevette, Wilde disse “Mi dispiace, sono arrivato tardi perché ho dovuto seppellire una zia che ho appena ucciso“. Senza scomporsi, la donna rispose: “Non si preoccupi. L’importante è che sia venuto”.

5. Churchill e il senso dell’umorismo

Winston Churchill è stato un grande personaggio storico. Non solo guidò il destino della Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale, fu anche un magnifico scrittore vincitore del premio Nobel per la letteratura. Tuttavia, quello che spesso si ricorda di lui è il suo elegante senso dell’umorismo, caratteristica rara in un personaggio di questa portata.

Winston Churchill

Decine di aneddoti parlano del senso dell’umorismo di Churchill. Uno di questi racconta di come il generale Montgomery ricevette un’onorificenza per aver guidato la sconfitta di Rommel in Africa. Alla cerimonia Montgomery avrebbe detto con orgoglio: “Non fumo, non bevo, non trasgredisco gli ordini, sono un eroe”. Churchill avrebbe allora risposto: “Fumo, bevo, trasgredisco e sono il suo comandante”.

Queste grandi lezioni di vita di uomini saggi e donne meravigliose ci mostrano i lati ammirevoli dell’essere umano, capace di lottare contro le avversità, ma anche di ridere di esse. La saggezza spesso nasce quando riusciamo a ricavare qualcosa di buono anche dai momenti più difficili.