Disciplina e amore: l’educazione di un bambino

· 28 aprile 2016

La disciplina è fondamentale nell’educazione dei bambini, ma quando assumiamo posizioni radicali riguardo l’educazione dei nostri figli, perdiamo il controllo della situazione. Così, se siamo troppo permissivi, invece di avere una vita normale insieme con i nostri bambini, avremmo una vita che ruota attorno a loro come fosse subordinata ai loro desideri.

Affinché l’educazione dei nostri figli sia adeguata, deve rispondere ad alcuni requisiti: sistematicità, autorità ed affetto. La sistematicità va intesa come il fatto di essere coerenti, ovvero parole ed azioni devono essere in sintonia. Questo è il modo migliore per trasmettere ai nostri figli i valori delle nostre azioni, permettendo loro di provare le conseguenze positive ed interiorizzarle.

Per autorità intendiamo la capacità di assumere il controllo delle situazioni che vedono coinvolti i nostri figli, mostrandoci come una guida affidabile, anche se non infallibile. L’autorità deve caratterizzare entrambi i genitori perché, se un adulto viene screditato davanti a un bambino, automaticamente perderà la sua autorità. Se possibile, i diversi punti di vista sulle questioni importanti vanno discussi in privato.

E per affetto si intende l’ingranaggio che fa in modo che nessuna lezione sia dolorosa, ma che faciliti e stimoli i sensi. Vediamo ora alcuni punti che vi faranno capire che disciplina e amore devono andare di pari passo nell’educazione dei figli.

Proibito non parlare

Questo è uno dei migliori insegnamenti dell’educazione finlandese, che sta diffondendo una tendenza su come fare meglio le cose per quanto riguarda l’educazione dei figli dentro e fuori da scuola.

È proibito non parlare in classe, infatti il bisogno di comunicare viene considerato fondamentale per qualsiasi essere umano e ometterlo, per simulare rettitudine e disciplina, indica solamente l’incapacità di insegnanti e genitori di capire la loro natura e quella dei loro figli.

Bambini-a-scuola

Semplicemente si tratta di dare la parola ai bambini quando vogliono esprimersi. Non in qualsiasi modo, ma in qualsiasi momento. Questo va contro la nostra idea di rettitudine, ma bisogna pensare ad una cosa: queste vecchie idee trite e ritrite… hanno dato buoni risultati nell’educazione?

Quando diciamo di lasciar parlare i bambini, quello che vogliamo dire è che i bambini hanno necessità comunicative e hanno bisogno di esprimerle. Si tratta solo di specificare che è meglio farlo con un certo tono o in un determinato momento, ma chiarendo bene che ci si può esprimere se si desidera farlo.

Molti comportamenti violenti sono la conseguenza di un bambino che si sente ignorato, senza capacità di pensiero proprio e con un solo scopo nella vita: obbedire. Lasciate che i bambini parlino, che comunichino, che si esprimano. Parlare consentirà loro di esprimersi attraverso un discorso, attraverso le parole e non con azioni impulsive.

Disciplina a base di rimproveri in privato e rinforzi positivi in pubblico

Non c’è niente di più desolante per l’autostima di un bambino di essere rimproverato, insultato, ripreso o anche punito fisicamente in pubblico (quest’ultimo caso può essere denunciato). Oltre ad essere fattori negativi per l’autostima, non hanno una spiegazione.

Quando il bambino viene rimproverato davanti a tante persone, pensa molto più a sopportare la vergogna e a far ritornare l’orgoglio che non a quello che state cercando di dirgli.
Lodare-i-bambini

Se volete correggere qualcosa nel comportamento di vostro figlio durante un incontro con amici o ad un compleanno, ad esempio, trovate il modo di farlo in privato e, se necessario, toglietelo del tutto da quella situazione. Se credete che abbia perso il controllo della situazione, riprendetelo voi, ma in privato.

D’altra parte, i rinforzi positivi possono essere rivolti in pubblico senza il timore che provochino nel vostro bambino un’eccessiva vanità. Mostrare affetto in pubblico e lodare vostro figlio davanti ai suoi compagni o amici è un atteggiamento istruttivo per lui e per gli altri bambini.

Spiegate le cose come se fosse un adulto, ma fate esempi da bambini

Non bisogna parlare ai bambini come se non vi capissero, perché alla fine fingeranno di non capire e lo faranno a loro vantaggio. Il fatto che non capiscano parole o strutture sintattiche complesse non significa che non sappiano cogliere l’essenza di una spiegazione. Adattatela al loro livello e fateli ragionare ponendo loro domande sulle conseguenze del comportarsi in un modo o in un altro.

Bambina

Ad esempio, se vostro figlio ha insultato qualcuno, potete fare delle analogie tra quello che ha fatto e quello che lui vorrebbe che gli altri dicessero nei suoi confronti. Se ha preso in giro qualcuno (ad esempio perché suda molto e ha un cattivo odore), spigategli come si sentirebbe se gli rivolgessero un commento davanti a tutti sul fatto che fa ancora la pipì a letto.

Fate appello alla sua capacità di comprensione, fate una semplice analogia e stimolate la sua empatia verso gli altri.

Va bene essere severi, ma attenzione ai toni e all’atteggiamento

Quando un bambino oltrepassa i limiti, deve essere punito o per lo meno deve capire che si è comportato male. Esistono atteggiamenti problematici di diversa indole, l’importante è che vengano corretti con costanza e sistematicità quando i bambini iniziano a manifestarli. Il motivo è impedire che i bambini amplifichino il loro repertorio di comportamenti negativi per ottenere qualcosa che desiderano.

Se, per esempio, vostro figlio fa a botte con un compagno di classe, dovete mostrarvi determinati nella punizione che gli toccherà. Potete anche chiedergli di rimediare (chiedere scusa e fare qualcosa di positivo verso il compagno in questione), togliergli la paghetta oppure dargli un castigo negativo (ad esempio, niente videogiochi per una settimana) oppure fargli un discorso severo o chiedere ad altri adulti di farlo.

Sgridare-i-bambini

In queste occasioni, non dovete dimenticare il tono e l’atteggiamento mentre rimproverate vostro figlio. Dicono che il tono con cui parliamo ai nostri figli sarà la sua voce interiore, quindi va bene rimproverarli, ma senza fare la voce grossa. Va bene indicare loro un modo di comportamento corretto, senza influenzare il loro carattere e la loro personalità, ma offrendo sempre modelli di comportamento adeguati.

Se chiedete a vostro figlio di controllarsi, lui deve percepire questo controllo in voi.