Hikikomori: sindrome dell’isolamento sociale

· 5 novembre 2018
La persona che soffre di Hikikomori evita qualsiasi contatto con il mondo esterno; la paura di abbandonare la sua zona di comfort è estrema.

Negli ultimi anni si è registrato un preoccupante incremento tra i giovani della cosiddetta sindrome dell’isolamento sociale o Hikikomori. Questo fenomeno è caratterizzato dalla reclusione e dalla solitudine volontarie. La persona cerca l’isolamento estremo, perché percepisce il mondo esterno come ostile, violento e aggressivo.

Originariamente questa sindrome era conosciuta con il nome di Hikikomori che in giapponese significa “stare in disparte, isolarsi”.

Venne definita nel 200 dallo psichiatra nipponico Tamaki Saito come una nuova malattia sociale basata sull’auto-reclusione intenzionale per un periodo pari ad almeno 6 mesi. La maggior parte delle volte colpisce giovani adulti che non hanno alcun tipo di relazione sociale, né svolgono attività educative o professionali.

Caratteristica principale dell’Hikikomori: isolamento sociale

La persona che soffre di Hikikomori evita qualsiasi contatto con il mondo esterno; la paura di abbandonare la sua zona di comfort è estrema. Per questo motivo, si immerge in un completo isolamento sociale chiudendosi per lunghi periodi nella propria stanza. Alla base di questa scelta vi è un profondo desiderio di stare soli e una generale apatia verso gli altri.

Prima di isolarsi del tutto nel suo piccolo cubicolo, la persona chiude in modo graduale i canali di comunicazione. All’inizio si chiude per giorni in camera, poi per settimane e così via, fino a trascorrere da sola anni interi. Passa il tempo a dormire, a guardare la televisione o assorta nel mondo virtuale dei videogiochi online.

Nella maggior parte dei casi, la cerchia di amici è molto ridotta o del tutto nulla. I giovani con la sindrome dell’isolamento sociale hanno contatti con il mondo esterno solo mediante i dispositivi elettronici. E quelli che ne soffrono in modo molto grave non godono nemmeno di questa interazione telematica, in quanto si sottopongono a un maggiore ostracismo.

Alterazione dei ritmi circadiani

La sindrome dell’isolamento sociale provoca oscillazioni temporanee nelle principali variabili biologiche dell’organismo. Per esempio, questi giovani dormono durante il giorno e passano la notte sommersi nei videogiochi. In quanto ai pasti, li realizzano fuori orario e con grande squilibrio e mancanza di controllo alimentari. Spesso ordinano cibo a domicilio veloce o mangiano cibi precotti.

Allo stesso modo, trascurano la loro igiene personale. Caratteristica tipica dello Hikikomori è accumulare rifiuti intorno a sé, a causa della già citata repulsione a uscire per strada o persino dalla stanza, anche solo per gettare l’immondizia.

Il ruolo dei genitori

Shinguru è un termine giapponese che in italiano significa ‘bamboccione’ (derivato dall’inglese parasite single). Fa riferimento a quegli adulti che vivono con i propri genitori, sotto la loro tutela e le loro cure. Cercano di godere di una vita agiata che non potrebbero ottenere vivendo da soli.

Se parliamo di un adolescente e della sua stanza, la relazione con gli altri membri della casa è in pratica inesistente. Nonostante in alcuni casi questi giovani temano i loro genitori e adottino condotte aggressive, altri si mostrano profondamente logorati dalla tristezza che, persistendo nel tempo, sfocia in ansia e depressione. Talvolta questo isolamento e una profonda insoddisfazione spinge loro al suicidio.

Varianti del disturbo Hikikomori

Tutti i sottogeneri della sindrome dell’isolamento sociale hanno in comune la reclusione volontaria del soggetto. Ma non tutti coloro che ne soffrono si chiudono allo stesso modo né allo stesso grado. In questo senso, vi sono 4 tipi di Hikikomori:

  • Pre-hikikomori: la persona esce per andare a scuola o all’università, ma evita il più possibile qualsiasi tipo di interazione sociale.
  • Hikikomori sociale: la persona si rifiuta di lavorare e studiare, ma mantiene alcuni rapporti sociali, soprattutto su internet.
  • Tachisukumi-gata: la persona mostra una marcata fobia sociale. Quando affronta il mondo esterno, la paura la paralizza.
  • Netogehaijin: letteralmente tradotto come ‘zombie del computer’. Questi giovani del tutto isolati e quando non dormono trascorrono il loro tempo davanti al computer e altri mezzi virtuali.
Fantoccio chiuso fra quattro mura

Diverse ipotesi per spiegare il disturbo Hikikomori

Non sono ancora note le cause che spiegano l’origine di questa alterazione psicologica. Alcuni studiosi affermano che sia la tecnologia a far perdere a queste persone il contatto con la realtà Altri credono che a generare tale isolamento sia un’eccessiva pressione da parte della famiglia. Le aspettative che i genitori nutrono verso il futuro dei propri figli inducono quest’ultimi a interrompere la comunicazione prima con i genitori e, a poco a poco, con gli altri. Si parla anche di fattori socioeconomici ed economici.

Questa sindrome è stata descritta per la prima volta in Giappone, motivo per cui all’inizio si pensava che fosse vincolata esclusivamente alla cultura individualista e competitiva giapponese, nella quale si registrano milioni di casi.  Tuttavia, negli ultimi anni sono aumentati i casi di Hikikomori -o simili- in nazioni come Italia, Spagna, Stati Uniti, Oman e India.