Il castigo di nascere perverso

· 14 febbraio 2015

La definizione di “perversione” presenta innumerevoli difficoltà. All’inizio il termine fu associato in modo errato a sospette deviazioni sessuali. Tuttavia, al giorno d’oggi questo concetto è escluso. La psichiatria adottò per casi relazionati a situazioni sessuali termini di “disfunzioni” o “parafilie”. È possibile verificare che sui manuali di diagnosi dei disturbi mentali (DSM-IV e CID 10) si svincola la denominazione di perversione dalle parafilie o disfunzioni sessuali.

Come pensa una persona perversa

Una persona perversa si sente pedinata da pensieri ossessivi e distruttivi pensando che gli atteggiamenti umani non sono sinceri. Evidentemente è una condizione anormale della personalità, in cui il “perverso/a” sviluppa una distruttività nei confronti dei suoi simili attraverso pensieri e azioni di carattere maligno. Numerosi studi scientifici indicano che la condotta perversa è di solito congenitama affermano anche che la mancanza di affetto durante le fasi iniziali di vita (l’infanzia) favoriscono lo sviluppo di una mente dalle caratteristiche perverse.

Il perverso sviluppa una personalità conflittuale, le sue fantasie sono sempre coscienti e cerca sempre di danneggiare, umiliare e dare fastidio alle altre persone. Nei casi in cui è associata anche una perversione sessuale (meglio definita parafilia), per il perverso è indispensabile uno scenario in cui possa sviluppare il suo desiderio di distruzione ed attività con connotazione oscena oppure trasferire in questo luogo le vessazioni ricevute in modo reale o fittizio durante le fasi dell’infanzia e dell’adolescenza. Quando la vittima del perverso è sottomessa ed umiliata, questi sperimenta sensazioni di trionfo, dominazione e superiorità. In definitiva, sente il bisogno di essere vincitore e non vittima.

Al margine dei casi di parafilia, la psicoanalisi interpreta la perversione come un valore delle strutture nosografiche: perversione, neurosi e psicosi. Un individuo perverso sviluppa una condotta in un certo senso psicopatica, che si manifesta dall’infanzia fino all’età matura, sia nell’ambito familiare che lavorativo. Presenta tratti di aggressività ed egoismo, con una scarsa o nulla comunicazione con l’ambiente circostante. Si manifesta come inadatto ed impulsivo, mentre cerca di raggiungere la perfezione in tutti i suoi propositi.

Secondo gli psichiatri, l’aumento della malignità di questi soggetti è di solito associata ad un isolamento emotivo, alimentato da un risentimento di tipo sociale o affettivo, odio, problemi economici, etc.

Non esiste una cura per una mente perversa

Per una persona perversa non c’è via di ritorno: non è contemplata la possibilità di una cura. Tuttavia, il percorso da percorrere richiede che si inizi col far capire al perverso di soffrire di una patologia e che continui con un trattamento farmacologico, istituzionale e di rieducazione delle emozioni, con il corrispettivo orientamento professionale da seguire.

Immagini radio-diagnostiche del cervello indicano che negli individui perversi alcune zone collegate alle emozioni presentano un certo grado di deterioramento, motivo per cui si prescrivono antidepressivi ed antipsicotici come parte della cura.