Il cinema come strumento psicoterapeutico

· 11 novembre 2018
Il cinema come strumento psicoterapeutico è poco conosciuto, nonostante lo si usi sempre di più come strategia complementare della pratica tradizionale.

Vi è mai capitato di cambiare il vostro modo di vedere un problema dopo aver visto un film? O magari di aver adottato una prospettiva diversa per affrontare situazioni nuove? Oppure, ancora, vi siete mai serviti di un film per prendere le distanze da tutto in un momento duro della vostra vita? Il cinema come strumento psicoterapeutico offre molteplici benefici. Per questo, viene sempre più utilizzato dai professionisti della salute.

Vedere un film permette agli spettatori e, pertanto, ai pazienti, di ottenere informazioni di natura molto diversa: linguistica, visuospaziale, interpersonale e intrapsichica. In altre parole quella che comunemente è chiamata “cineterapia” può fare del trattamento psicologico uno spazio di apprendimento completo, integrale e intersensoriale.

Il cinema come strumento psicoterapeutico offre numerosi benefici.

Come con i libri

Secondo Bruce Skalarew, psichiatra e psicanalista co-presidente del Forum for Psychoanalytic Study of Film, la cineterapia ha seguito gli stessi canali della biblioterapia. In altre parole, l’utilizzo dei libri e della lettura nella pratica clinica. Questo medico definisce la settima arte come lo strumento che aiuta a migliorare la salute mentale. Allo stesso modo, considera questo mezzo terapeutico come un buon complemento di quelli tradizionali.

Ragazza che guarda film sul computer

Wolz spiega che il cinema come strumento psicoterapeutico permette allo psicologo di trovare un supporto nelle immagini, nella musica, nel tono, nei personaggi, negli ambienti e negli elementi teatrali. Inoltre, ha il potere di facilitare la comprensione di se stessi e realizzare ciò che definisce “scarica emotiva”. In ultima istanza, quest’arte, dice, aiuta a cambiare le nostre abitudini e a evolvere.

“La cineterapia può essere un potente agente catalizzatore per guarire e far crescere chi è aperto alla possibilità di apprendere in che modo i film ci condizionano e di cercare di vedere certi film con un’attenzione reale”.

-Birgit Wolz-

Riflessione personale

Cosa farei se mi succedesse una cosa del genere? Come reagirebbe il mio partner se ci accadesse una disgrazia di questo tipo? A volte i film ci inducono a porci dei quesiti su situazioni che altrimenti non saremmo in grado di immaginare. Spesso ci mettiamo nei panni dei personaggi e cerchiamo di pensare o vedere attraverso di loro. Questo aiuta chi riceve un trattamento psicoterapeutico a realizzare un’introspezione dei propri pensieri, dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, presenti e futuri.

Il cinema come strumento psicoterapeutico: come applicarlo?

Secondo Gary Solomon, uno dei primi psicologi che ha affrontato il tema dell’uso dei film come terapia, è scegliere film o cortometraggi che riflettono il problema del paziente. In altre parole, la pellicola deve essere più simile possibile alla situazione attuale o traumatica della vittima.

È fondamentale che il terapeuta e il paziente dialoghino prima della visione del film. Entrambi devono capire che bisogna realizzare un esercizio consapevole di analisi dello stesso, affinché il professionista possa riconoscere ed esaminare le reazioni del paziente.

“Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi”.

-James Dean-

Una volta visionato, è consigliabile che la vittima spieghi i collegamenti e le similitudini che ha riscontrato fra il film e la sua vita. È positivo usare l’immaginazione e che possa identificarsi con qualche personaggio del film (Berg-Cross, Jennings, e Baruch, 1990).

Psicologo che prende appunti su paziente

Empatia e nuova prospettiva

Uno dei punti forti di questa tecnica è che può migliorare le abilità sociali e di comunicazione dei pazienti. Funge da esempio pratico di situazioni nelle quali poter sviluppare l’empatia e rendere consci sentimenti, emozioni e desideri della persona stessa.

Con ciò, si può mettere in pratica quella che è nota come teoria della mente; in altre parole, la capacità di comprendere i nostri personali processi emotivi e di capire e riflettere sui sentimenti e i pensieri altrui. E tutto ciò mediante una sequenza di immagini e dialoghi ingegnosi, grazie alla magia del cinema.

I conflitti che osserviamo nei protagonisti criminali ci aiutano a riflettere sui nostri valori morali.

Questa tecnica permette di lavorare sulla base di scene concrete, esaltando ancora di più la questione da trattare. Infine, i personaggi possono essere analizzati in modo dettagliato, potendo apprezzare ogni cambiamento e dettaglio tante volte quanto si desidera rivedere il film. Questo permette di trovare più similitudini e differenze fra il comportamento del paziente e quello dell’attore.

Il cinema come strumento psicoterapeutico è poco conosciuto, nonostante lo si usi sempre di più come strategia complementare della pratica tradizionale. Tuttavia, anche se con la maggior parte dei pazienti funziona, è necessario evitare di utilizzarlo con persone che soffrono di disturbi psicotici. In questi casi, non si garantisce che la cineterapia offra benefici.

La metafora governa la tecnica del cinema come strumento terapeutico.