Il counseling: la professione dello sviluppo personale

· 5 marzo 2015

Il Counseling, o consulenza psicologica, è un’attività professionale in continuo sviluppo e che ottiene sempre più adepti, poiché aiuta a risolvere da soli i problemi. 

Senza consigli né guide, permette alla persona di focalizzarsi sul momento attuale senza dover ricordare eventi passati né tornare indietro nel tempo, semplicemente accompagnandola nei propri racconti ed aiutandola ad ascoltare se stessa.

In questo modo, ed utilizzando le proprie risorse, le persone trovano dentro di sé la soluzione ai problemi che le affliggono, imparano a scoprirsi e a conoscersi meglio, ed iniziano ad apprezzare di più se stesse e l’ambiente che le circonda.

Il segreto di questa forma di accompagnamento si trova nei tre atteggiamenti base che ogni counselor deve possedere: empatia, accettazione positiva incondizionata e congruenza. Queste tre caratteristiche fanno parte della teoria sviluppata dallo psicologo umanista Carl Rogers e denominata “Approccio Centrato sulla Persona”, poiché parte dal presupposto che ognuno conosce se stesso più di qualsiasi altra persona; solo noi sappiamo cosa vogliamo e di cosa abbiamo bisogno nei nostri periodi di crisi.

I meccanismi con cui aiuta un counselor

Un counselor  si mette nei panni della persona e la aiuta a scoprire quello che prova (empatia) senza giudicare la sua visione del mondo né i suoi valori (accettazione positiva incondizionata), essendo sempre autentico con se stesso e con la persona che sta accompagnando (congruenza).

Questi atteggiamenti insieme inducono la persona aiutata ad avviare un’introspezione che le permette di registrare quello che le succede e trovare dentro di sé le risorse necessarie per risolvere i problemi che la fanno soffrire.

Al tempo stesso, la persona scopre se stessa ed impara ad accettarsi tramite l’accettazione che riceve da parte del counselor, in questo modo cresce e abbandona le strutture che l’avevano accompagnata fino a quel momento, divenendo più autentica e libera.

Un altro vantaggio presentato da questo procedimento è che è a breve termine e la persona esce dal counseling conoscendosi abbastanza da poter affrontare in modo responsabile le diverse situazioni, senza essere “vittima” di quello che succede, ma, come detto prima, memorizzando cosa provocano in lei, in modo da trovare una soluzione. Inoltre, dato che il paziente è padrone del personale procedimento di crescita, è lui che decide quando è pronto a lasciare o meno il professionista che l’ha aiutato.

Tuttavia, non è tutto rose e fiori, poiché questo procedimento di cambiamento personale implica momenti di dolore da parte della persona che inizia a vedersi in modo diverso rispetto a prima. Man mano che passa il tempo, però, guardandosi e correggendosi, si rende conte che il cambiamento è positivo e la sofferenza che la accompagnava si è trasformata in allegria.

Nei processi di questo tipo la persona è come una larva che esce dalla crisalide per trasformarsi in una farfalla e poter volare. Questa trasformazione comporta sofferenza, ma una volta usciti, siamo muniti di un paio di ali e possiamo volare in mezzo ai fiori.

Differenza tra un counselor ed uno psicologo o uno psichiatra

Il ruolo del counselor è quello di accompagnatore lungo tutto il percorso di cambiamento e di sviluppo del soggetto, senza interventi direzionali, ovvero senza dare direttive, ma semplicemente aiutando ad illuminare le aree interne che la persona percorre affinché possa scoprire se stessa e prendere decisioni proprie con risorse proprie.

Per concludere, è bene chiarire che il counselor può assistere solo individui non affetti da nessuna patologia o disturbo, in quanto queste ultime sono aree riservate agli psicologi e agli psichiatri, figure alle quali il counselor deve indirizzare i soggetti in cui individua quadri di questo tipo.