Il mesencefalo: caratteristiche e funzioni

03 luglio, 2020
Il mesencefalo potrebbe celare il segreto per una possibile cura a malattie tutt'oggi incurabili, come il Morbo di Parkinson o l'Alzheimer.
 

Il mesencefalo è una parte fondamentale del sistema nervoso. Grazie a esso, il nostro organismo può svolgere diverse funzioni. Si tratta di una delle strutture dell’encefalo che comunica con le principali parti del sistema nervoso centrale.

Si trova al centro dell’encefalo, e da ciò deriva il suo nome che significa “cervello medio”, altro modo con cui viene identificato. Unisce il ponte tronco encefalico, o ponte di Varolio, e il cervelletto con il diencefalo.

Inoltre, è composto da diverse strutture associate alle funzioni motrici o sensoriali. Scopriamo le principali caratteristiche e le funzioni di questa piccola, ma fondamentale struttura a sostegno dell’encefalo.

Struttura del mesencefalo

Il mesencefalo è la struttura che si trova in mezzo al cervello. Si estende dal diencefalo al ponte. La sua forma somiglia a quella di un trapezio, ma dalla base stretta e con una piccola fessura che lo attraversa: la scissura di Silvio.

Dall’esterno è osservabile solo la sua facciata anteriore. Per osservare le altre parti bisogna guardare oltre i lobi temporali, occipitali e il cervello.

Il confine inferiore del mesencefalo è delimitato dal ponte di Varolio. Il confine superiore invece è segnato dalla continuazione delle fibre nervose del nervo ottico, che prendono anche il nome di fasce ottiche. Per quanto riguarda la parte anteriore, è delineata dalla fossa interpeduncolare, mentre nella parte posteriore arriva fino alla ghiandola pineale.

 
Struttura del mesencefalo

Funzioni del mesencefalo

Le strutture principali del mesencefalo sono: il tegmento, il tectum e i peduncoli cerebrali. Approfondiamo ognuna di queste.

Tegmento

Situato nell’area dorsale del mesencefalo e composto da tre parti:

  • Substantia nigra. Si trova nella parte superiore del mesencefalo, tra i peduncoli cerebrali e il tegmento dell’encefalo. Si tratta del nucleo motorio, composto dalla zona compatta e da quella reticolare. La zona compatta contiene pigmenti di melanina e la dopamina è il suo pincipale neurotrasmettitore. La zona reticolare non possiede melanina, ma è un pigmento che contiene ferro, i cui principali neurotrasmettitori sono: GABA e acetilcolina.
  • Sostanza grigia periacqueduttale. Situata nella regione subependimaria sotto forma di involucro. Verso il centro contiene nuclei cranici fondamentali (del II, IV e V paio). Ha un ruolo attivo nella modulazione del dolore e dell’ansia.
  • Nucleo rosso. Presente nel cuore del tegmento del mesencefalo, su entrambi i lati della linea media. Consiste in un gruppo di neuroni associati alle vie extrapiramidali. Il suo colore rossastro si deve all’intensa vascolarizzazione e a pigmenti citoplasmatici che contengono ferro.
 

Tectum

Dal punto di vista etimologico significa “tetto”. Rappresenta la porzione posteriore dell’acquedotto cerebrale. Le sue principali strutture sono:

  • Collicolo inferiore. Si occupa di intervenire sulle aree visive e mette in atto l’analisi e l’individuazione degli stimoli uditivi. A esso si deve la captazione del suono, la sua analisi frequenziale e le differenze interaurali di intensità e tempo.
  • Collicolo superiore. Connesso al corpo genicolato laterale attraverso il peduncolo cerebrale superiore. È un centro di integrazione sensoriale, capta informazioni visive e interviene sui movimenti di collo, testa e occhi.

Peduncoli cerebrali

Si tratta di due fasci di fibre nervose di colore bianco, separati tra loro dalla fossa interpeduncolare. Si trovano nella zona superiore del tronco encefalico, al di sopra della protuberanza anulare e scompaiono negli emisferi.

La loro funzione principale è mettere in comunicazione il mesencefalo e il cervello. I penducoli cerebrali sono costituiti dalle seguenti fibre nervose:

  • Il fascio cortico-pontino. Ovvero quello che unisce la corteccia cerebrale al ponte di Varolio.
  • Il fascio cortico-spinale. Vale a dire, quel tratto che mette in connessione la corteccia cerebrale e il midollo spinale.

Tra di essi si trova la fossa interpenducolare, parte che funge da separatore tra queste strutture. Queste ultime, inoltre, sono separate dalla sostanza nera (substantia nigra) dalla via dorsale e da quella ventrale di ogni penducolo.

 

Patologie del mesencefalo

In caso di lesioni al mesencefalo, possono insorgere alcune patologie. Si tratta, di fatto, di un’area di fondamentale importanza per i processi del nostro organismo. Osserviamo alcune delle conseguenze di un’anomalia nel suo funzionamento:

  • Morbo di Parkinson. Si tratta di un disturbo cronico e degenerativo che consiste nella graduale perdita della capacità di coordinazione dei movimenti. Insorgono sintomi quali: rigidità muscolare, tremore, irritabilità, bradicinesia, depressione, difficoltà di deglutizione, iposmia e deterioramento cognitivo, ad esempio.

Questa malattia è associa al mesencefalo, in particolare alla sostanza nera, coinvolta nel movimento e nella coordinazione mediante neurotrasmettitori come la dopamina.

Ma anche…

  • Morbo di Alzheimer. L’Alzheimer è una demenza che provoca problemi di memoria, pensiero e comportamento. I sintomi si sviluppano lentamente e peggiorano nel tempo fino a quando non interferiscono con la vita quotidiana della persona.

Come suggeriscono Xavier Girones, Arantxa Guimerà e Félix F. Cruz Sànchez, nel loro articolo pubblicato sulla Revista Española de patologia, una delle possibili cause dell’Alzheimer è la degenerazione neurofibrillare osservata in diverse parti del cervello, tra le quali il mesencefalo.

  • Sindrome di Parinaud. Nota anche come sindrome del mesenfecalo dorsale, prende il proprio nome da Henri Parinaud (considerato il padre dell’oftalmologia). Si tratta di un gruppo di anomalie proprie del movimento oculare. È dovuta a lesioni della regione superiore del mesencefalo. Chi soffre di questa sindrome manifesta paralisi dello sguardo, nistagmo e retrazione palpebrale.
 
Morbo di Alzheimer

Grazie alle sue connessioni, il mesencefalo funge da ponte tra più aree dell’encefalo. Proprio per la quantità e per la complessità di entrate e uscite possedute, l’encefalo potrebbe avere una certa influenza sul mesencefalo, in quanto punto fondamentale in cui confluiscono connessioni fondamentali per il nostro organismo.

 
  • Bear, M. F. Connors, B. W., Paradiso, M.A., Nuin, X. U., Guillén, X. V. & Sol Jaquotot, M. J. (2008). Neurociencias: la exploración del cerebro. Wolters Kluwer/Lippincott Williams & Wikins.
  • Guimerà, A., Gironès, X., & Cruz- Sánchez, F.F. (2002). Actualización sobre la patología de la enfermedad de Alzheimer. Revista Española de patología, 35 (1), 21-41.