Inconscio collettivo di Carl Jung

19 Febbraio 2019

Sensazioni, pensieri, memorie, rituali, miti… Secondo la teoria dell’inconscio collettivo di Carl Jung, esistono degli elementi comuni condivisi da tutta l’umanità e che configurano una sorta di eredità psichica. Ci troviamo pertanto davanti a un “contenitore” di significati che ereditiamo come gruppo sociale e che, secondo l’inconscio collettivo di Jung, avrebbero delle ricadute sul nostro comportamento e le nostre emozioni.

È ben noto il contributo di Jung al mondo della filosofia e della psicologia fin all’inizio del XX secolo. Proprio tale contributo ruppe con la teoria psicoanalitica e lo allontanò ancora di più da Sigmund Freud. Se per quest’ultimo l’inconscio era solo l’area della mente in cui si conservano tutte le esperienze un tempo coscienti e poi represse o dimenticate, Carl Jung andò oltre superando il piano individuale.

“Il pendolo della mente oscilla tra senso e non senso, non tra giusto e sbagliato.”

-Carl Jung-

Lo psichiatra, psicologo e saggista svizzero non vedeva l’inconscio come una manifestazione personale dell’individuo. Al contrario, sulla base della sua pratica clinica e della sua esperienza, intuì una sorta di coscienza individuale molto più profonda. L’inconscio collettivo era visto come la notte cosmica o il caos primordiale da cui emergono gli archetipi e l’eredità psichica che tutta l’umanità condivide.

Poche teorie sono state tanto polemiche come quella dell’inconscio collettivo nel mondo della psicologia. Il pensiero di Jung costituisce uno dei primi tentativi di svelare i meccanismi che agiscono al di sotto del nostro inconscio sui nostri pensieri e comportamenti.

 

Uomo e sfondo con acquarelli

Perché è utile la teoria dell’inconscio collettivo di Carl Jung?

Lo stesso Carl Jung disse che la teoria dell’inconscio collettivo dà la sensazione di essere strampalata, sebbene si tratti di un’idea determinante. Basta approfondire un po’ l’argomento per trovare elementi familiari e reali.

Parliamo di una pietra miliare del pensiero di Jung che, al tempo stesso, causò moltissimi problemi allo psicoanalista svizzero. Come egli stesso ci spiega nei suoi libri, infatti, passò buona parte della sua vita a difendere il suo concetto di inconscio da chi lo criticava per non avergli dato forma attraverso il metodo scientifico

Ebbene, è normale chiedersi in cosa consista esattamente l’inconscio collettivo e quale sia la sua utilità. Per comprenderlo in termini facili, possiamo basarci su un’analogia. L’inconscio collettivo di Carl Jung è come una base dati ereditata, una nuvola di informazioni dove si immagazzina l’essenza dell’esperienza dell’umanità e che tutti possediamo dentro di noi.

Al tempo stesso, l’inconscio collettivo è formato dagli archetipi, ovvero dai fenomeni psichici quali unità di pensiero, immagini mentali e pensieri che tutti abbiamo e che emergono in maniera istintiva. Un esempio è la maternità e il significato che ha per noi, la persona e l’immagine di noi stessi che decidiamo di condividere con gli altri, le nostre ombre o quello che scegliamo di nascondere o reprimere.

Carl jung inconscio collettivo

Archetipi, emozioni e scopi della teoria di Carl Jung

Per rispondere alla domanda sull’utilità di questa teoria, è importante fare la seguente riflessione. L’inconscio collettivo di Carl Jung presuppone che nessuno di noi si sviluppa in maniera isolata e separata dalla società. Siamo ingranaggi di una macchina culturale, una sofisticata entità che ci trasmette degli schemi e ci inculca dei significati che ereditiamo gli uni dagli altri.

Tra gli archetipi citati rientrano anche i modelli emotivi che possediamo tutti. Quando veniamo al mondo, costruiamo un vincolo con le nostri madri, e a mano a mano che sviluppiamo la nostra identità, mostriamo agli altri quello che desideriamo che apprezzino, nascondendo invece gli aspetti che vogliamo tenere per noi.

La teoria di Carl Jung e la sua proposta dell’inconscio collettivo riflette in realtà molti dei nostri istinti, delle nostre pulsioni più profonde come esseri umani: l’amore, la paura, la proiezione sociale, il sesso, la saggezza, il bene e il male… Uno degli obiettivi dello psicologo svizzero era dunque far sì che le persone costruissero un Io autentico e salutare dove l’insieme delle energie e degli archetipi fossero in armonia.

Un altro aspetto altrettanto interessante riguardo all’inconscio collettivo di Jung è che, come lui stesso spiegò, quest’energia psichica cambia con il tempo. Ogni generazione porta con sé delle variazioni culturali, sociologiche e ambientali. Tutto ciò ha un impatto sulla nostra mente, che crea così nuovi archetipi nel nostro inconscio.