Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina

4 maggio 2018 in Psicologia 138 Condivisi
Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina

Negli ultimi decenni numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di alcuni farmaci capaci di incrementare l’effetto di alcuni trattamenti riducendo l’intensità o la frequenza di determinati sintomi. È il caso degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), utilizzati principalmente nel trattamento della depressione.

Forse ne avete già sentito parlare; questi farmaci si presentano con il nome di citalopram, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina, ecc. Vi sono familiari?

L’etichetta di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina racchiude una serie di farmaci con uno scopo comune. Vengono somministrati principalmente come antidepressivi nel trattamento di disturbi depressivi, dell’ansia e alcuni disturbi della personalità. 

Farmaci antidepressivi

Gli SSRI non sono gli unici antidepressivi esistenti. I farmaci antidepressivi sono stati introdotti nell’uso clinico in psichiatria a partire dal 1957. Nel decennio successivo venne sviluppata la maggior parte degli antidepressivi denominati triciclici (TCA); parallelamente, si iniziarono a impiegare anche gli inibitori delle monoamino ossidasi (I-MAO).

Uomo depresso

Gli antidepressivi triciclici favoriscono la remissione o il miglioramento dei sintomi della depressione in più del 65% dei casi. Tuttavia, causano anche innumerevoli effetti collaterali, un vero svantaggio rispetto ad altri antidepressivi.

I farmaci antidepressivi, a differenza degli stimolanti (anfetamine, metilfenidato…), migliorano lo stato d’animo di persone che sono state depresse in precedenza. Non sollevano l’animo di soggetti senza depressione.

Quali farmaci antidepressivi esistono?

I principali antidepressivi attualmente impiegati sono i seguenti:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ISRS). Raggruppano diversi principi con diverse strutture chimiche. Agiscono sui recettori presinaptici della serotonina inibendo selettivamente la loro ricaptazione.
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRIs). Inibiscono in maniera non selettiva i ricettori presinaptici della serotonina e della noradrenalina.
  • Inibitori della monoamino ossidasi irreversibili (I-MAO) e reversibili (RIMA). Inibiscono gli enzimi ammino ossidasi, incaricati della metabolizzazione delle ammine biogene.
  • Antidepressivi specifici noradrenergici e serotoninergici (NaSSA). Danno luogo a un incremento della noradrenalina e della serotonina nello spazio intersinaptico.
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (NaRI). La loro azione si limita alla noradrenalina.
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della dopamina (ISRD). Agiscono sulla dopamina.

In questo articolo ci concentreremo sugli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ISRS). Prima di tutto, dunque, scopriamo cos’è la serotonina.

Serotonina: il neurotrasmettitore che ci fa stare bene

La serotonina è una sostanza chimica secreta dal corpo umano che trasmette segnali attraverso gli impulsi nervosi, agendo dunque da neurotrasmettitore. Da alcuni ricercatori come la sostanza chimica responsabile di mantenere in equilibrio il nostro stato d’animo. Un deficit di serotonina, dunque, porterebbe sfociare in depressione.

La serotonina ha un effetto modulatore generale e inibitore della condotta. Questo neurotrasmettitore agisce sulla maggior parte delle funzioni cerebrali. Si potrebbe definire la serotonina come l’ormone del piacere e l’ormone dell’umore.

La funzione della serotonina è principalmente inibitoria. Agisce sul sonno e sullo stato d’animo, sulle emozioni e sugli stati depressivi. Riguarda il funzionamento vascolare così come la frequenza del battito cardiaco.

Sebbene vi sia una stretta relazione tra la depressione e la serotonina, gli scienziati non hanno ancora determinato con certezza se siano i ridotti livelli di serotonina a contribuire alla depressione, o se sia la depressione a provocare la riduzione della serotonina.

Formula chimica serotonina

Come agiscono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina?

Gli ISRS bloccano il riassorbimento (ricaptazione) della serotonina. Vengono aumentati i livelli di serotonina tra i neuroni nello spazio intersinaptico, fattore che genera una riduzione dei recettori 5HT1A. Questa riduzione “inibisce”  il neurone e favorisce una maggiore secrezione della serotonina nello spazio sinaptico.

L’aumento dei livelli di serotonina nello spazio intersinaptico (fessura sinaptica) può migliorare lo stato d’animo di una persona. Gli ISRS, inoltre, sono chiamati selettivi perché colpiscono soprattutto la serotonina e non altri neurotrasmettitori.

Non è tutto oro quel che luccica

Tutti gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina agiscono in modo simile. Come per qualsiasi medicinale, presentano alcuni effetti collaterali frequenti, ma che non per forza si manifestano durante il trattamento.

Di fatto, alcuno degli effetti collaterali potranno apparire dopo alcune settimane dall’inizio del trattamento, mentre altri potrebbero spingere il medico a optare per una cura differente. Alcune persone non tollerano certi ISRS, ma reagiscono bene ad altri per via delle diverse componenti chimiche.

Dal momento che non è tutto oro quel che luccica, i possibili effetti collaterali degli ISRS possono includere:

  • Sonnolenza
  • Vomito
  • Secchezza delle fauci
  • Insonnia
  • Diarrea
  • Nervosismo, agitazione o inquietudine
  • Nausea
  • Problemi sessuali, come riduzione del desiderio sessuale, difficoltà a raggiungere l’orgasmo o incapacità di avere un’erezione (disfunzione erettile)
  • Mal di testa
  • Vista sfocata.

Donna con mal di testa

Come abbiamo visto, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono farmaci pensati appositamente per la depressione. Tuttavia, possono essere utili anche in altri sensi, come nel trattamento a lungo termine dell’ansia o del disturbo ossessivo compulsivo.

Naturalmente non sono esenti da alcuni effetti collaterali, seppur in misura inferiore rispetto ad altri antidepressivi – come gli I-MAO o TCA. Se ritenete di poter aver bisogno di un trattamento, per prima cosa recatevi dal medico. Ricordate che l’automedicazione può risultare estremamente pericolosa.

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