Intolleranza al fallimento: 5 modi per combatterla

· 18 luglio 2018

Ci sono persone che non riescono a sopportare nessun tipo di contrattempo o fastidio. Quando non soddisfano i loro desideri, provano una grave forma di malessere. Quando i loro progetti non vanno a buon fine, possiamo notare in loro una marcata forma di intolleranza al fallimento. Questo succede anche quando provano sensazioni o sentimenti sgradevoli.

L’intolleranza al fallimento provoca sentimenti di frustrazione. Questi sentimenti non sono piacevoli per nessuno. Ciò nonostante la vita non è perfetta. A chi non piacerebbe che le cose accadessero proprio nel modo in cui sono state pianificate? La realtà però è diversa. “La vita non è come noi vogliamo che sia, la vita è così com’è”. Anche se questa affermazione è vera, molte persone non ci credono.

Vogliamo tutto subito, senza aspettare. In più, quello che desideriamo deve accadere in modo gradevole o soddisfacente per i nostri interessi. Sì, crediamo che debba andare proprio così. O per lo meno questo è quello che credono molti. Alla luce di questo modo di pensare, costruiscono gli schemi (rappresentazioni del mondo) con i quali lavorano.

La vita non è come vogliamo che sia, la vita è così com’è

Tutti abbiamo sentito più di una volta espressioni come: “Devi essere felice” o “Non devi essere triste”. Quando si utilizza il verbo “dovere”, bisogna fare molta attenzione. Vi chiederete perché. Perché nulla deve essere in una determinata maniera. Le cose sono come sono, anche se pensiamo che debbano essere diverse. Il “dovere” può motivare o dissuadere un cambiamento, in ogni caso non lo produce.

Se pensiamo il contrario, passeremo il nostro tempo saltando da un’insoddisfazione all’altra, e di frustrazione in frustrazione. Pensiamo, per esempio, come dovrebbe essere la nostra vita. Dovremmo avere una vita perfetta, piacevole, gradevole e di successo? No! Non dovrebbe esserlo per il semplice fatto che, in realtà, non lo è. Possiamo affannarci nel rincorrere una vita perfetta per il gusto di migliorarla. Tuttavia, dobbiamo tollerare che non raggiungeremo mai tale meta.

L'intolleranza al fallimento fa soffrire.

Le nostre vite si muovono intorno a infinite tonalità di grigio. Difficilmente sono bianche o nere, perfette o nefaste. Se questa è la realtà, perché ci ostiniamo a pensare il contrario?

Il dovere, un nemico pericoloso

Cosa significa il verbo “dovere”? Secondo il dizionario, dovere significa “essere obbligati a qualcosa per legge divina, naturale o positiva”. Crediamo che il sole sorga tutti i giorni anche se, questo non assicura sempre il bel tempo.

Quando decidiamo che qualcosa deve essere in un certo modo, stiamo imponendo qualcosa. Stiamo dicendo che, tutti intorno a noi (persone, animali, oggetti, ecc.), devono soddisfare una certa premessa. Quello che noi diciamo, come se fossimo dittatori di leggi universali. La verità è che, per quanto mascheriamo i nostri desideri con questa formula (possibilità -> obbligo), le cose continueranno ad accadere con una percentuale simile (a meno che non implementiamo altri cambiamenti).

Perché? Perché a prescindere da quanto lo ripetiamo, se il mezzo non riconosce l’obbligo che stiamo imponendo, non serve a niente. Ci fa sentire frustrati, più piccoli e disgraziati. Il mondo non ci ubbidisce!

D’altra parte, ci sono persone che dicono: “Devi essere una brava persona” o “Non devi soffrire per questo”. Attenzione! Pericolo! Dov’è scritto che dobbiamo regolarci secondo i criteri che secondo gli altri definiscono una brava persona? A volte saremo buone persone per gli altri, altre volte no. A volte soffriremo per qualcosa, altre volte no.

Il dovere è all’origine dell’intolleranza al fallimento

L’intolleranza al fallimento è una delle maggiori cause di malessere. Pensiamo a un bambino che mette il muso perché non gli è stato comprato il gelato che gli piace tanto. Piange, sbatte i piedi, grida e si arrabbia. Nella mente del bambino non è ancora chiaro che le cose non sempre accadono come vuole lui. Per questo è necessario insegnargli a canalizzare le sue emozioni.

Da adulti dovremmo aver imparato a tollerare la disubbidienza della realtà. Non va sempre tutto come lo abbiamo immaginato, per quanto siano nobili i nostri obbiettivi. La bontà o la malvagità di un desiderio non aumentano le probabilità che esso avvenga.

Per alcune persone, però, gli imperativi come “Devi…” sono stati parte integrante della loro educazione. Altre persone hanno acquisito l’intolleranza al fallimento per induzione, ovvero esperienze vissute o cose successe li hanno indotti ad adottare questo modo di pensare.

Il grande psicologo Albert Ellis disse quanto segue: “La persona più calma desidera ardentemente quello che vuole, lo fa in modo appropriato e si infastidisce se i suoi desideri non vengono soddisfatti. La persona più agitata esige, insiste, impera e ordina dogmaticamente che i suoi desideri vengano soffisfatti. Quando questo non succede, prova un profondo senso di angoscia, depressione e ostilità”.

Come vediamo, non c’è niente di male se ci infastidiamo per qualcosa che non succede come vogliamo. Ciò che non è sano è esigere, insistere e ordinare come se si trattasse di un dogma.

L'intolleranza al fallimento porta ad esigere, insistere ed oridnare.

Persone che soffrono di intolleranza al fallimento

Le persone che soffrono di intolleranza al fallimento hanno imparato a pensare e a comportarsi in un determinato modo. Hanno creato tutta una serie di credenze che condizionano il loro modo di vedere il mondo e di interpretare la realtà. Queste credenze sono le seguenti:

  • Credono che è assolutamente necessario che la vita sia sempre facile e confortevole.
  • Confondono un desiderio con un bisogno.
  • Devono ottenere sempre tutto quello che vogliono.
  • Pensano che qualsiasi difficoltà, attesa, fallimento, sia troppo orribile da sopportare.

Le persone intolleranti al fallimento esigono e ordinano, sono poco pazienti e confondono il desiderio con il bisogno.

5 suggerimenti per combattere l’intolleranza al fallimento

Anche se siamo stati educati in termini di “dovere” o abbiamo idee simili a quelle citate anteriormente, esistono alcuni modi per combattere l’intolleranza al fallimento.

Riconoscere le idee irrazionali

Quando siete frustrati, cercate di analizzare quello che state dicendo a voi stessi. Che pensieri avete? Siatene coscienti e metteteli per iscritto.

È molto probabile che nei vostri dialoghi interiori compaiano parole come “dovrei”, “sempre”, “mai”, “non lo sopporto”, ecc. Sono queste le cause della vostra sofferenza.

Modificare le idee irrazionali

Dopo aver individuato quello che dite a voi stessi e che non vi aiuta, è ora di cambiare il modo in cui parlate a voi stessi. È un processo che richiede molte tempo ed energie, ma ne vale la pena.

Provate a utilizzare parole come “mi piacerebbe”, “è difficile però lo posso sopportare”, “a volte”, ecc. Si tratta di sostituire le idee irrazionali con altre più flessibili.

Affrontate le situazioni che non si tollerano

Esporsi a situazioni che provocano frustrazione può essere una buona strategia. Stilate una lista di queste situazioni e scrivete come vi influenzano.

Una volta tracciate, impegnatevi ad affrontarle. Generate queste situazioni e non fate nulla per evitare il disagio che vi provocano. Con il tempo la vostra tolleranza aumenterà e starete sempre meglio.

L'intolleranza al fallimento va affrontata.

Se è possibile, evitare che succeda ancora

Può sembrare semplicistico, ma a volte rimaniamo statici davanti ai problemi. Bisogna invece proporre soluzioni pratiche affinché le situazioni non sfuggano al proprio controllo e diventino frustranti.

Distinguere un desiderio da un bisogno

Una cosa è avere bisogno di una casa più grande, un’altra è desiderarla. Quando abbiamo bisogno di qualcosa e non lo otteniamo, allora si crea del malessere. Se invece è solo una preferenza o un desiderio, anche se possiamo provare una certa forma di malessere, sarà sicuramente più lieve.

Sono poche le cose di cui abbiamo davvero bisogno nella vita. Distinguere ciò di cui abbiamo bisogno da ciò che ci piacerebbe avere o che ci piacerebbe accadesse, è fondamentale per evitare di provare sentimenti di insuccesso o fallimento.

Nella vita è molto complicato evitare le difficoltà e le frustrazioni. Falliamo tutti talvolta, fa parte della nostra vita ed è completamente normale. Per questo, dobbiamo imparare a gestire la frustrazione e permettere a noi stessi di fallire. In questo modo avremo una vita più orientata verso la realtà e ci sentiremo meglio.