L’ansia: un mostro che si alimenta della nostra adrenalina

· 17 aprile 2016

L’ansia è un mostro che si alimenta della nostra adrenalina, quella sostanza liberata dal nostro corpo quando questo avverte un pericolo nell’ambiente circostante e vuole metterci in guardia, in modo da difenderci.

Può essere causata dalla vista di un leone o di un serpente, minacce che al giorno d’oggi sono poco presenti e che, pertanto, ci risultano poco adattative. Tuttavia, l’adrenalina viene anche liberata quando improvvisamente inciampiamo per le scale o quando l’olio in padella schizza mentre prepariamo la cena.

In questi momenti, la nostra adrenalina viene fuori e ci aiuta ad afferrarci alla ringhiera delle scale o ad allontanarci dall’olio bollente che scoppietta mentre friggiamo un uovo. Vale a dire, la nostra adrenalina ci mette in moto e ci aiuta ad agire in tempo, prima che si verifichino situazioni disastrose.

donna con adrenalina ed ansia

Tuttavia, nello stesso preciso istante in cui l’adrenalina viene liberata, il mostro dell’ansia si sveglia dal suo letargo al solo percepire l’odore del suo alimento preferito. Inizialmente, anche l’ansia fa parte dell’istinto di protezione, ovvero contribuisce a farci aggrappare alla ringhiera e a mantenere l’equilibrio prima di cadere giù dalle scale.

Ciò nonostante, e anche se inciampare sulle scale è una situazione quotidiana, può darsi che il mostro chiamato ansia si svegli e non si riaddormenti più. In questi casi rimane dentro di noi, alimentandosi dell’adrenalina che abbiamo liberato mentre continuavamo a sentire il cuore che palpitava e lo spavento ancora dentro il nostro corpo.

Tutte le volte che il mostro avrà adrenalina per alimentarsi, lo sentiremo dentro di noi. Tuttavia, una volta che sarà passata la situazione di pericolo, il mostro, sapendo che le riserve di adrenalina stanno finendo, si ibernerà, per la scarsità di cibo a sua disposizione.

mano rincorre ombra di uomo

A volte il mostro dell’ansia ci fa tanta paura che lottiamo affinché se ne vada dal nostro corpo, gli gridiamo che non lo vogliamo, che non lo accettiamo e che non dovrebbe stare dentro di noi.

Questa battaglia psicologica induce il nostro corpo a segregare altra adrenalina, senza un reale pericolo che la giustifichi, ma solo con un mostro felice di potersi alimentare sempre di più.

Grazie all’eccesso di adrenalina, il mostro dell’ansia diventa enorme e tremendamente aggressivo. Minaccioso, ci grida che ci paralizzerà il cuore, che renderà secca la nostra gola o che ci divorerà il cervello.

Non può fare tutto questo, ma ce lo grida a voce sempre più alta, perché sa che così lo ascoltiamo meglio e ottiene il suo cibo emotivo, ancora adrenalina. Allora impregna la nostra quotidianità con un’insaziabile fame, poiché sa che, da bravi sudditi, lo sfameremo se si farà notare.

viso di ragazza triste

Tuttavia, se non lo ascoltiamo e consideriamo normali le sue grida, se smettiamo di dargli importanza e gli impediamo di ottenere l’adrenalina che richiede al nostro corpo, il mostro dell’ansia non avrà altra alternativa che ritornare a dormire placidamente, e dimagrire.

Il mostro dell’ansia può spaventare solo il nostro corpo. Come potete vedere, rappresenta un modo naturale dello stesso di agire rispetto a qualcosa che il nostro corpo o la nostra mente percepiscono come pericolo immediato.

Tuttavia, quando questo ottiene la nostra attenzione, se la prende comoda, perché intuisce che siamo noi a richiamarlo e ad invitarlo ad agire e a crescere in maniera smisurata.

È un meccanismo semplice, che tutti possiamo comprendere. Anche se il mostro dell’ansia è enorme tanto da farvi pensare che in futuro non tornerà più a riposare, dovete ricordare che dipende solo da voi renderlo piccolo ed innocuo, se scegliete di accettare che la sua presenza dipenderà dal limitarvi o meno a provare quelle sensazioni naturali.

ragazza volteggia in aria e fiore le spunta dal petto

Fonti bibliografiche consultate: Capite e maneggiate la vostra ansia di José Antonio García Noguera e Javier García Ureña