Quando la bocca tace, il corpo parla

5 giugno 2016 in Psicologia 1742 Condivisi

A volte le persone non trovano le parole per esprimere il proprio dolore e, quindi, è il loro corpo a farlo. Non sappiamo dire con esattezza cosa ci accade e, per questo, non riusciamo a comunicarlo agli altri. Questa nostra incapacità di far coincidere le nostre parole con le nostre emozioni è conosciuta in psicologia con il termine di alessitimia.

Di solito questa incapacità è dovuta ad un sistema di comunicazione familiare inesistente o carente. Molte delle malattie psicosomatiche attuali ci fanno capire alcune delle necessità che la società non soddisfa: ascolto, empatia e affetto.

Somatizzare significa trasformare il dolore emotivo in dolore fisico, forse a causa dell’incapacità di esprimere correttamente il primo. Un’incapacità che dev’essere compresa e trattata come l’origine di un problema che svolge una determinata funzione: comunicare al corpo che la nostra mente vuole esprimere qualcosa che la nostra voce non è in grado di riprodurre.

Origine psicologica e sintomi fisici reali nel nostro corpo

Che i disturbi psicosomatici abbiano un’origine psicologica non significa che si manifestino sotto forma di sintomi fisici reali. Sintomi che provocano dolore, che infastidiscono e che interferiscono nella vita delle persone e nel loro soddisfacente sviluppo.

Non c’è da stupirsi se in disturbi dello stato d’animo, come la depressione, si osservano alterazioni del sonno e altri sintomi somatici: si somatizza la tristezza.

Esistono vari tipi di depressione, alcuni caratterizzati da un atteggiamento aggressivo assunto dal paziente e altri da una condotta passiva. In entrambi i casi, non si comunica in modo adeguato quello che si prova e questa sensazione si trasforma in malessere psicologico e fisico.

viso sdoppiato, fiori rossi e uccelli

Quando si comunica, in questi casi si pensa implicitamente di non essere ascoltati, di non possedere strategie sociali per farsi capire o di essere rifiutati. In un mondo in cui ci sentiamo continuamente dire che essere forti è una grande qualità, nessuno vuole mostrarsi debole.

Molte persone non esprimono il loro malessere perché non trovano le parole per farlo o perché, più semplicemente, è stato insegnato loro che, così facendo, si esporrebbero troppo. Non si può incolpare di questo solo i genitori o chi ne fa le veci, ma la società in generale. Ci insegnano qualsiasi materia, tranne quella della conoscenza emotiva.

Improvvisamente, un giorno, ci sentiamo paralizzati. Ci domandiamo da dove provenga tanto dolore e perché il nostro corpo non ci dia motivi chiari per comprenderlo. I motivi risiedono nella mente; ma sono anestetizzati.
Condividere

Il risultato di questa idea è abbastanza evidente: evitiamo di esprimere come ci sentiamo e alla fine non sappiamo più perché stiamo male. Ci affligge un’amnesia retrograda che ci impedisce di arrivare alla vera radice del problema, al perché stiamo tanto male a da dove provenga tutto questo.

Il trattamento offerto ai pazienti che somatizzano i propri sentimenti

L’attenzione ai pazienti che soffrono di disturbi di somatizzazione lascia spesso a desiderare. Queste persone hanno bisogno di cure mediche e psicologiche.

A volte si pensa che soffrano di disturbi istrionici, simulati o fittizi, quando la realtà è che non c’entrano nulla. A differenza delle persone ipocondriache, i pazienti in questione non si convincono di avere una malattia, ma di non sapere cosa gli succede.

Forse è vero che amplificano i sintomi e si focalizzano su questi. Ad esempio, una persona che soffre di nevrosi può presentare un modello di ricerca e di verifica eccessiva dei sintomi.

Forse tale persona si concentra soprattutto sui sintomi di cui crede di soffrire e per questo la sua ansia la divora. Ma i sintomi sono lì, sono reali: mal di testa, disturbi gastrointestinali, fatica cronica persistente, ecc.

donna occhi persi nel vuoto

Il paziente dev’essere accudito in modo completo, tenendo conto delle sue caratteristiche psicologiche che potrebbero influire sui sintomi fisici e anche del fatto che i sintomi fisici potrebbero peggiorare il quadro psicologico.

Molto spesso, quando una malattia somatica non viene trattata correttamente, diventa cronica e chi ne soffre potrebbe patire conseguenze terribili. La malattia, già diventata cronica, porta la persona in questione ad evitare qualsiasi attività sociale o ad alterare la sua routine, credendo di evitare in questo modo il malessere e di poter controllare i sintomi giorno dopo giorno. Poco a poco, il paziente abbandona la sua vita a favore dei suoi sintomi.

Le malattie psicosomatiche sono reali e necessitano di un trattamento specifico e adatto alle particolari caratteristiche del paziente. Una volta scartate le patologie organiche, i professionisti del settore dovrebbero provare a capire cosa comunica il corpo dei pazienti, perché la bocca tace, senza concedere alla ragione nessuna causa specifica.

Guarda anche