La negazione vi protegge e vi danneggia

13 giugno 2015 in Psicologia 0 Condivisi

“Non può essere vero”

“Non può essere successo a me”

“Non ci posso credere”

“Non me lo sarei mai immaginato”

“Non sono pronto”

“Quando arriverò a casa, mi diranno che non è mai successo”

“Non puoi lasciarmi proprio adesso”

Questi pensieri, e molti altri, si formulano nella nostra testa quando abbiamo appena appreso la peggiore tra le notizie: una morte, una catastrofe, un incidente, un attentato, …

In realtà, tali pensieri sono meccanismi di protezione della nostra psiche, che scattano davanti a delle situazioni che non siamo in grado di sopportare, che non ci aspettavamo e che quindi non siamo preparati ad accettare.

Questo si chiama “negazione” ed è la forma che la natura usa per proteggerci dal dolore eccessivo e dalla sofferenza causata da una perdita. È una strategia adattativa che ci aiuta ad affrontare la situazione per sopravvivere e per mitigare l’impatto e il dolore.

La negazione è necessaria, perché ci fa guadagnare tempo per poter assimilare la realtà poco a poco, in dosi che siano accettabili per la nostra psiche; essa ci permette di sopravvivere in un mondo pieno di cambiamenti, avvenimenti e circostanze inaspettate che non ci saremmo mai aspettati e per le quali, in realtà, non si è mai pronti.

Con la negazione, si entra nella prima tappa dell’elaborazione del dolore; in questo processo ci saranno altre tappe che ci aiuteranno ad assimilare il dolore, fino a superarlo e accettarlo.

Dopo la negazione, la rabbia e l’ira ci spingono a cercare qualcuno da incolpare per quanto accaduto; successivamente, vi è la fase della negoziazione, durante la quale faremmo qualsiasi cosa per poter cambiare la realtà. Dopodiché, vi è la tristezza e la sensazione di vuoto di fronte alla perdita. Infine, c’è la tappa dell’accettazione, che ci permette di riprendere in mano la nostra vita: anche se siamo addolorati, accettiamo la realtà e capiamo che dobbiamo continuare a vivere.

Visto che il dolore presuppone percorrere obbligatoriamente tutte queste diverse tappe, è importante sapere che la negazione non è altro che la prima fra tutte queste fasi; bisogna lasciarsela alle spalle e proseguire con le altre fino a superare il dolore e la sofferenza causati dalla perdita.

In caso contrario, ovvero se rimaniamo bloccati nella negazione, questa semplice fase si trasformerà in un meccanismo disadattativo che ci paralizzerà nel passato, impedendoci di tornare alla vita presente. Non accettando la realtà, saremo sottomessi a un dolore senza limiti, con la possibilità di soffrire di un disturbo dello stato d’animo.

È importante vivere ognuna delle tappe del dolore, incominciando con la negazione e culminando con l’incorporazione alla nuova vita e alla nuova realtà, accettando così quanto accaduto e facendo sparire la sofferenza e il dolore che erano nati in noi.

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