Cuore infranto e dolore fisico

· 9 marzo 2015

“È un colpo al cuore”, frase che esprime il sentimento di sofferenza di una persona che si trova ad affrontare una o più delle seguenti situazioni: shock emotivo, rottura di una relazione d’amore o di amicizia, perdita di una persona cara o discussione animata con qualcuno.

Quello che molti non sanno è che, in seguito a diverse ricerche al riguardo, possiamo sostenere che il dolore emotivo porta effettivamente a conseguenze di malessere fisico.

Studi sul dolore emotivo

Differenti studi condotti sull’attività cerebrale hanno dimostrato che la stessa parte del cervello che elabora il dolore fisico si occupa anche del dolore emotivo. Numerosi esperti in materia affermano che, come esistono ferite fisiche che comportano dolori cronici, allo stesso modo esistono ferite emotive da cui molte persone non riescono mai a riprendersi, fino ad arrivare a sentire questa sofferenza sempre più dolorosa.

Tra le cause più comuni possiamo citare l’esclusione sociale, la rottura di una relazione e la perdita di una persona amata.

Tra i sintomi più ricorrenti delle persone che hanno patito queste ferite possiamo menzionare:

– dolore al petto

– principi di disperazione e demenza

– senso di vuoto al di sotto dello sterno

– perdita di fiducia nel senso della vita e della routine quotidiana

Le opinioni degli specialisti

Secondo il professore David Alexander, direttore del Centro di Ricerca sui Traumi ad Aberdeen, in Scozia, e professionista impegnato nel supporto della ripresa da disastri come gli tsunami che colpiscono il continente asiatico o la guerra in Iraq, il dolore emotivo cronico si traduce in dolore fisico senza ombra di dubbio.

Alexander sostiene che, sebbene le ricerche mediche abbiano il dovere di concentrarsi sul dolore fisico, tutti i pazienti lamentano sensazioni di “dolore allo stomaco” e “mal di testa”, fatto che rende manifesto che la maggior parte delle volte i dolori iniziano dalla sfera emotiva.

Di conseguenza, gli esperti sostengono la teoria secondo cui le persone che non riescono ad adattarsi e a superare un dolore emotivo sono quelle che provano un livello più alto di dolore fisico. Il 10% delle persone che perdono una persona amata potrebbe essere incluso in questo gruppo.

La ricercatrice Mary Frances O’Connor dichiara che il malessere emotivo diventa una “pena complessa”, avendo come conseguenza sentimenti di amarezza e rabbia, oltre a una perdita della visione proiettata verso il futuro e dell’aspettativa di vita. Sebbene un certo numero di persone riesca ad adattarsi a queste situazioni, molte altre non riescono a raggiungere questi livelli di resilienza.

Conclusioni

In poche parole, è possibile morire perché si ha il “cuore infranto”.

Martin Cowie, professore di cardiologia all’ospedale Brompton di Londra, afferma che in effetti questa è una tendenza molto comune tra gli uomini, per cui il maggiore rischio si trova nei sei mesi successivi alla perdita di una persona cara. Ciò è dovuto al fatto che lo stress corrispondente a questo tipo di situazioni aumenta, così come le probabilità di avere un infarto.

Cambiamo prospettiva

Con tutta certezza, durante il nostro cammino per la vita dovremo affrontare alcune situazioni difficili perché nessuno ne è esente. L’importante è che possiamo superare queste situazioni per porre rimedio sia al dolore emotivo che a quello fisico. Se ci interessiamo al nostro benessere, inoltre, possiamo anche contribuire a “curare il cuore” degli altri.

Immagine per gentile concessione di: Hayley Bouchard