La religione è un enigma spiegato dalla mente


Scritto e verificato la psicologa Gema Sánchez Cuevas
La religione nacque da una necessità ancestrale, o almeno questo è ciò che si crede, ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri, senza nessun indizio di una possibile scomparsa.
Se pensiamo alla storia, ci rendiamo conto che la religione – sempre se di una forma unificata si può parlare – ha subito diversi mutamenti. Ad esempio, abbiamo assistito alla nascita delle religioni monoteiste, nelle quali si venera un unico Dio.
Queste divinità sono anche cambiate nel corso degli secoli e hanno adottato diversi nomi e forme. Ci sono divinità per cui non esistono rappresentazioni e altre ancora a cui vengono attribuite forme fantastiche, in certi casi, associate agli animali.
“Affidati a Dio con tutto il cuore, che molte volte è solito far piovere le sue misericordie quando le speranze sono più secche”
-Miguel del Cervantes-
La religione è stata anche istituzionalizzata e in suo nome sono state fondate istituzioni sociali con l’obiettivo di prestare o migliorare alcuni servizi, come l’educazione o la salute. L’aspetto negativo, però, è che sono scoppiate anche grandi guerre in nome della religione e sono stati commessi innumerevoli crimini e ingiustizie in nome della fede, mal interpretata in molti casi.
Le spiegazioni della religione
Durante i secoli sono state date molte spiegazioni nel tentativo di spiegare la nascita e la vita della religione. Una delle più diffuse è quella che abbiamo esposto precedentemente – la funzione della religione è quella di dare le risposte agli interrogativi a cui altrimenti non riusciamo a dare risposta -, ma questa non è l’unica spiegazione che è stata relazionata alla religione.

A seguire esponiamo alcuni tentativi per spiegare la nascita e la persistenza della religione:
- La religione è nata come conseguenza del consumo di droghe. Le persone che consumavano sostante allucinogene avevano visioni che finivano per interpretare come messaggi dell’aldilà. Alcuni sciamani e stregoni assumevano droghe per sentirsi più vicini alle divinità o per comunicare con loro quando dovevano prendere delle decisioni. Si pensa anche che il consumo di queste sostanze non fosse intenzionato in certi casi, pertanto risultano plausibili le interpretazioni che fanno riferimento alle divinità.
- La religione è nata per spiegare i fenomeni ai quali non era possibile dare un’interpretazione logica. Alcuni fenomeni per cui non era facile trovare una spiegazione convincente, come la pioggia o i tuoni, non erano interpretabili con un ragionamento logico e la motivazione per spiegarne la causa portò la gente a creare le divinità. Di conseguenza, erano le divinità a provocare questi fenomeni privi di spiegazioni razionali.
- La religione emerge anche come forma di idolatria. Alcune persone arrivarono a essere idolatrati per via delle loro azioni e parole. Quest’adorazione portò a creare religioni attorno a queste figure.
- La religione appare come un’adattamento cognitivo. Con il termine cognizione ci riferiamo alle funzioni, ai processi e agli stati mentali con una particolare attenzione ai processi quali la comprensione, l’inferenza, la presa di decisioni, la pianificazione e l’apprendimento. Questa prospettiva è una delle più accettate dalla biologia e dalla psicologia.
La religione nacque da una necessità ancestrale, o almeno questo è ciò che si crede, ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri, senza nessun indizio di una possibile scomparsa.
Se pensiamo alla storia, ci rendiamo conto che la religione – sempre se di una forma unificata si può parlare – ha subito diversi mutamenti. Ad esempio, abbiamo assistito alla nascita delle religioni monoteiste, nelle quali si venera un unico Dio.
Queste divinità sono anche cambiate nel corso degli secoli e hanno adottato diversi nomi e forme. Ci sono divinità per cui non esistono rappresentazioni e altre ancora a cui vengono attribuite forme fantastiche, in certi casi, associate agli animali.
“Affidati a Dio con tutto il cuore, che molte volte è solito far piovere le sue misericordie quando le speranze sono più secche”
-Miguel del Cervantes-
La religione è stata anche istituzionalizzata e in suo nome sono state fondate istituzioni sociali con l’obiettivo di prestare o migliorare alcuni servizi, come l’educazione o la salute. L’aspetto negativo, però, è che sono scoppiate anche grandi guerre in nome della religione e sono stati commessi innumerevoli crimini e ingiustizie in nome della fede, mal interpretata in molti casi.
Le spiegazioni della religione
Durante i secoli sono state date molte spiegazioni nel tentativo di spiegare la nascita e la vita della religione. Una delle più diffuse è quella che abbiamo esposto precedentemente – la funzione della religione è quella di dare le risposte agli interrogativi a cui altrimenti non riusciamo a dare risposta -, ma questa non è l’unica spiegazione che è stata relazionata alla religione.

A seguire esponiamo alcuni tentativi per spiegare la nascita e la persistenza della religione:
- La religione è nata come conseguenza del consumo di droghe. Le persone che consumavano sostante allucinogene avevano visioni che finivano per interpretare come messaggi dell’aldilà. Alcuni sciamani e stregoni assumevano droghe per sentirsi più vicini alle divinità o per comunicare con loro quando dovevano prendere delle decisioni. Si pensa anche che il consumo di queste sostanze non fosse intenzionato in certi casi, pertanto risultano plausibili le interpretazioni che fanno riferimento alle divinità.
- La religione è nata per spiegare i fenomeni ai quali non era possibile dare un’interpretazione logica. Alcuni fenomeni per cui non era facile trovare una spiegazione convincente, come la pioggia o i tuoni, non erano interpretabili con un ragionamento logico e la motivazione per spiegarne la causa portò la gente a creare le divinità. Di conseguenza, erano le divinità a provocare questi fenomeni privi di spiegazioni razionali.
- La religione emerge anche come forma di idolatria. Alcune persone arrivarono a essere idolatrati per via delle loro azioni e parole. Quest’adorazione portò a creare religioni attorno a queste figure.
- La religione appare come un’adattamento cognitivo. Con il termine cognizione ci riferiamo alle funzioni, ai processi e agli stati mentali con una particolare attenzione ai processi quali la comprensione, l’inferenza, la presa di decisioni, la pianificazione e l’apprendimento. Questa prospettiva è una delle più accettate dalla biologia e dalla psicologia.
In gods we trust
Secondo il libro di Scott Atran, “In gods we trust”, la religione cerca di trasmettere i geni con una predisposizione verso certi comportamenti, verso la selezione del gruppo e verso la mimetica o l’imitazione.
Da questo punto di vista, la religione non è una dottrina o un’istituzione né una fede. Stando a questa visione, la religione deriva dai processi ordinari della mente quando quest’ultima combatte con le inquietudini esistenziali quali la nascita, l’invecchiamento, la morte, gli imprevisti e l’amore.
Per capire questa prospettiva, bisogna comprendere che la religione è costosa e le sue dottrine, in molti casi, contraddicono l’intuito. Per esempio, il significato che si dà ai sacrifici proposti da alcune religioni.
Seguire l’una o l’altra religione ha un prezzo caro e in certe epoche poteva anche costare la vita. Il confronto tra le caratteristiche positive e negative apportate dalla religione può generare un bilancio negativo, ciò ci dimostra che la religione non viene scelta solo per i suoi benefici.
“L’uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire”

Invece, si comprende che la religione è una conseguenza non adattativa delle caratteristiche adattative della cognizione umana. Si tratta, dunque, di è un adattamento cognitivo che di per sé non è adattativa se consideriamo i costi e i benefici che comporta.
La religione, come altri fenomeni culturali, è il risultato di una confluenza tra mezzi cognitivi, comportamentali, fisici e di limiti ecologici che risiedono nella mente.
Facoltà psicologiche che creano la religione
Como si è detto, la religione è generata da certe facoltà psicologiche che servono per poterci adattare alle condizioni di vita. Alcune di queste facoltà sono:
- Programmi affettivi primari e secondari: le emozioni che percepiamo e come le interpretiamo hanno delle conseguenze sul piano delle interazioni interpersonali. La fede in una religione ci permette di trovare delle risposte affettive nei confronti di un determinato gruppo. Questo modo di esprimere le emozioni è evolutivo nella misura in cui beneficiava il gruppo di appartenenza.
- Intelligenza sociale: la vita in gruppo dà luogo a diverse interpretazioni che hanno la funzione di proteggere il gruppo in questione. Scegliere una divinità piuttosto che un’altra è determinato dall’appartenenza ad un gruppo specifico e tale selezione, a sua volta, crea delle differenze con gli altri gruppi. La differenza in questa scelta serve per regolare e legittimare le relazioni che si stabiliscono con i gruppi che venerano un dio diverso, beneficiando, di conseguenza, il proprio gruppo.
- Moduli cognitivi: sono schemi mentali che regolano l’interpretazione delle azioni e dei rituali realizzati. Tali moduli si giustificano e si spiegano attraverso la religione. I rituali che caratterizzano la nostra religione ci sembrano comprensibili e accettabili, mentre quelli propri di altre religioni ci appaiono strani e incomprensibili. Attraverso questi schemi, i rituali e le azioni del proprio gruppo si perpetuano.
In conclusione, gli esseri umani hanno una tendenza a cercare l’agente, o la causa, di un’azione lì dove non esiste. Per esempio, credere agli eventi soprannaturali può essere spiegato, in gran parte, dallo stesso adattamento cognitivo che portò i nostri antenati ad interpretare il suono di una brezza che muove un arbusto come una presenza divina.
Quest’interpretazione era utile in quanto contribuiva alla sopravvivenza. Cosicché, gli eventi soprannaturali erano un sottoprodotto evolutivo provocato dagli schemi mentali di interpretazione dei predatori.
A partire da quest’interpretazione, la religione sarebbe lo strumento che la nostra mente usa per dare interpretazioni plausibili agli eventi che ci risultano incerti. Dal canto suo, la mente riprodurrebbe tali meccanismi o schemi attraverso l’evoluzione per essere sicura di appartenere ad un gruppo e garantire la sopravvivenza.
Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.

Scritto e verificato la psicologa Gema Sánchez Cuevas







