La rinite allergica: un pianto represso

Cosa scatena la rinite allergica? Proviamo a rispondere a questa domanda, trattando il problema come una malattia psicosomatica.
La rinite allergica: un pianto represso

Ultimo aggiornamento: 27 agosto, 2021

Alcune branche della psicologia -e, in particolare, la psicoanalisi- ipotizzano che i sentimenti, i desideri e i conflitti, quando non vengono espressi, ritornano sotto forma di problemi di salute. La rinite allergica, così come altre forme di allergia, pare supportare questa idea.

Si chiamano psicosomatiche quelle malattie in cui la condizione psicologica ha un ruolo fondamentale nel disturbo organico. Questi tipi di malattia in genere sono molto resistenti a qualunque trattamento di tipo medico e trovano sollievo con un approccio psicologico. Questo sembra essere il caso della rinite allergica.

Le allergie sono reazioni spropositate del sistema immunitario dinnanzi a uno stimolo che non rappresenta una minaccia in sé. Nel caso della rinite allergica, il corpo ha una reazione immediata a un determinato elemento, per cui libera anticorpi e genera un’infiammazione delle mucose. Perché succede dal punto di vista psicosomatico?

Lo stato della tua vita non è altro che un riflesso dello stato della tua mente.

-Wayne Dyer-

Uomo con rinite allergica in ufficio

La rinite allergica

Nel caso della rinite allergica si verifica un’infiammazione della mucosa del naso. Chi ne soffre tenderà a sentire “naso chiuso”, prurito, bruciore e gocciolamento nasale. In genere tutto questo è accompagnato da starnuti e molto spesso da congiuntivite. Si tratta di un’infezione che non comporta grandi pericoli, ma che influisce sulla qualità della vita.

Chi soffre di rinite allergica, spesso soffre anche di disturbi del sonno. La sua vita sociale, inoltre, è influenzata dalla malattia, così come lo è la sua capacità di concentrazione e il suo benessere in generale. I fattori scatenanti sono diversi: polline, polvere, peli di animali, spore, acari, ecc.

Da qualche anno i casi di rinite allergica sono in aumento, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, ma non risparmia gli adulti. Tuttavia, questa malattia tende a scomparire con l’età. Si calcola che questo problema colpisca circa un terzo della popolazione mondiale a un certo punto della vita.

La rinite e la mente

Secondo lo psicanalista Luis Chiozza -in uno studio condotto con Dahlke & Dethlefsen e altri autori- la respirazione è un’attività strettamente correlata alle emozioni. La rinite allergica, in particolare, sembra indicare sconforto, tristezza e depressione. Chiozza segnala che si tratta di “mancanza di fiato”. Secondo lo psicanalista, dietro potrebbe esserci una situazione in cui l’individuo è stato privato dell’aria, un’offesa.

Chiozza e gli altri autori associano, inoltre, la patologia al bisogno di affetto materno o in ogni caso a quello di protezione e riparo. Insistono su un aspetto: l’esperienza angosciante interferisce con le funzioni respiratorie. Stiamo parlando di situazioni come perdite, abbandono, vergogna e senso di colpa.

In questa prospettiva è stata avanzata anche l’ipotesi secondo cui le persone con questo tipo di allergia sono estremamente sensibili al contatto con la vita in generale. In particolare, vorrebbero che nella propria vita non ci fosse spazio né per gli stimoli sessuali né per quelli aggressivi. Questo desiderio di “sterilità” si concentra nel naso.

Donna con rinite allergica.

Un’ipotesi proposta dalle neuroscienze

Di recente le neuroscienze sono andate avanti in quanto a studi sulle allergie e sulla correlazione tra queste ultime e il mondo della psiche. Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha analizzato il rapporto tra rinite allergica e depressione. Per elaborare questa ipotesi sono stati esaminati 200.000 pazienti.

Tra questi, circa il 70% erano “sani” e la restante percentuale soffriva di rinite o di altre forme di allergia. In base a svariati test si è visto che tra gli individui “sani” il rischio di sviluppare un disturbo psichiatrico è pari all’incirca al 6,7%. Negli allergici questa percentuale è pari a un 10,8%. In realtà non si tratta di una differenza netta, ma è comunque indicativa.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che i meccanismi propri di queste malattie infiammatorie sono molto simili a quelli tipici delle malattie psichiatriche. Infine, gli studi condotti sui pazienti hanno messo in evidenza come, in molte occasioni, i farmaci antinfiammatori allevino anche i sintomi della depressione.

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  • Martínez-Hernández, L. E., Segura-Méndez, N. H., Antonio-Ocampo, A., Torres-Salazar, A., & Murillo-Gómez, E. (2010). Validación del cuestionario SF-36 en pacientes adultos con asma y rinitis alérgica. Revista Médica del Instituto Mexicano del Seguro Social, 48(5), 531-534.