La rivoluzione del Neolitico

11 Febbraio 2019
Il Neolitico è uno dei periodi più importanti della storia, ma anche uno dei meno conosciuti. Sorsero i pilastri del mondo attuale, quali l'agricoltura e l'allevamento

Alcune parole sono ben accette nella nostra cultura, come “progresso”. L’essere umano progredisce con il tempo. Ogni generazione è migliore rispetto alla precedente. Ogni nuova invenzione apre la porta a un mondo migliore. Ma è vero? Siamo tutti coscienti della crisi attuale e di quelle della storia più vicina a noi. Ma quelle più lontane, quella che ad esempio contrassegnò la rivoluzione del Neolitico?

Il Neolitico è un periodo che si estende dal 7000 al 4000 a.C. circa. In questi anni avvennero quelle che sono considerate le più importanti rivoluzioni nella storia dell’umanità: l’agricoltura e l’allevamento. Quando si studia questo periodo a scuola, si pensa alla nascita di due grandi scoperte in grado di cambiare il destino dell’uomo, un progresso acclamato da tutti.

In realtà, non fu proprio così, non tutti accettarono la rivoluzione del Neolitico. Per alcuni gruppi, l’agricoltura e l’allevamento significava retrocedere e preferirono continuare a cacciare e raccogliere.

Mucche al pascolo

La rivoluzione del Neolitico

Il Neolitico è uno dei periodi più importanti della storia, ma anche uno dei meno conosciuti. Sorsero i pilastri del mondo attuale, quali l’agricoltura e l’allevamento, la guerra, il concetto di proprietà, la scrittura, la divisione dei poteri. Si potrebbe dire, tuttavia, che fu anche il momento in cui cominciarono i principali problemi dell’umanità.

L’importanza di quest’epoca risiede nel fatto che l’uomo cominciò a trasformare l’ambiente e ad adattarlo ai propri bisogni e la popolazione cominciò ad aumentare in modo esponenziale.

Viviamo, oggi, in un momento di passaggio verso una nuova era geologica. Il grande cambiamento a cui sta andando incontro il nostro pianeta è iniziato nel Neolitico. Per questo motivo, capire la rivoluzione del Neolitico e le conseguenze di questo cambiamento geologico può fornirci indizi sul futuro del nostro mondo.

Cosa ci insegna il Neolitico?

Lo storico saggista Yuval Noah Harari definisce questo periodo “il più grande imbroglio della storia”. “Invece di annunciare una nuova era di vita più facile, la rivoluzione agricola gettò gli agricoltori in una situazione in generale più difficile e meno soddisfacente rispetto ai cacciatori-raccoglitori”. La vita di questi ultimi era forse migliore. Si è scoperto che soffrivano meno per la mancanza di cibo, la loro dieta era più nutriente, si ammalavano di meno fin quando non cominciarono a vivere in agglomerati e con gli animali. Non conoscevano inoltre la guerra.

L’idea di un Neolitico in cui l’uomo impara a dominare il mondo delle piante, a costruire città e a porre fine alla fame è falsa. Molte società agricole abbandonarono il progresso per tornare a essere cacciatori-raccoglitori, salvo adottare a più riprese l’agricoltura.

Le numerose catastrofi naturali come le epidemie, la deforestazione, la salificazione del suolo favorivano questo processo altalenante. Per 5000 anni si passò da una condizione all’altra a seconda delle condizioni climatiche.

lavoratori del sale vietnamiti

Cosa ci ha lasciato la rivoluzione del Neolitico?

Questo periodo importante ci ha lasciato un messaggio chiaro: un ambiente trasformato e ben regolato può sfamare un gran numero di bocche. Questo messaggio, tuttavia, è stato deformato dall’uomo. Lo sfruttamento irrazionale, la disuguaglianza sociale, il desiderio di sopraffazione dei più deboli e di accumulo sono un esempio.

La speranza di una società in armonia con il nuovo tipo di economia crollò a causa del rifiuto di condivisione. Cosa rappresentano le imponenti costruzioni realizzate dalle grandi civiltà, come le piramidi o il Partenone se comparate con il passaggio dell’uomo all’agricoltura?

Una volta scartata l’idea di un’unica rivoluzione neolitica partita dal Medio Oriente, si ritiene probabile l’esistenza di più focolai più o meno simultanei. Il frumento in Medio Oriente, il riso in Cina, il mais in America: sono tutti elementi di una rivoluzione agricola che in seguito giunse in Europa con la migrazione dei primi coltivatori.

Questo è un altro dei fattori che caratterizza quest’era, il movimento di esseri umani dal Medio Oriente. La rivoluzione del Neolitico portò a una crescita demografica, quasi nulla fino a quel momento. Il fenomeno migratorio trasportò persone, idee e materiali.

Malgrado il periodo di incertezza in cui viviamo, non ci sono dubbi sul fatto che la rivoluzione del Neolitico ha cambiato tutto e non è ancora terminata. La lezione che nasconde può essere preziosa in un momento in cui l’uomo sta portando la natura e le sue risorse al limite delle loro possibilità.