La vita: una questione di atteggiamento

· 18 aprile 2015

Molte persone hanno una visione molto pessimista della vita e non cambiano il loro punto di vista; in questo modo evitano di assumersi le responsabilità di fronte agli avvenimenti che si presentano. Generalmente, queste persone concentrano la responsabilità delle loro “disgrazie” fuori dal loro campo d’azione: il colpevole o responsabile delle loro situazioni negative nella vita è sempre un altro. Frasi come “sei il/la responsabile di tutti i miei problemi” sono comuni fra questa gente.

Un altro gruppo, quello di coloro che vedono la vita con ottimismo, è consapevole che le differenti circostanze che si presentano sono delle sfide per crescere; queste persone vivono meno stressate, più felici e più sorridenti, sanno che la vita di per sé non è una minaccia, ma che ciò che la rende bella o brutta è il loro atteggiamento. Per questo motivo si prendono la libertà di scegliere come affrontarla.

Esporremo ora un metodo utile affinché quelli del primo gruppo passino al secondo e possano così avere una vita più piena e felice. La chiave per essere felici sta nel buon conoscimento di sé stessi. La persona che vede tutto nero può cominciare a chiedersi come sia arrivata a questo punto e la domanda la aiuterà a ripercorrere tutto il cammino che l’ha portata al momento attuale. Questo metodo è buono se lo scopo è verificare cosa si può aver sbagliato, ma non lo è se porta a una concatenazione di autocritiche.

Cambiare le lamentele in azione

Una volta fatta ed analizzata questa domanda, un secondo passo può essere guardare in faccia la situazione attuale, senza nessun timore, e pianificare la soluzione. Come può fare questo una persona che non riesce mai a trovare la risoluzione ad un problema? Semplicemente cambiando l’atteggiamento negativo per uno positivo: cambiando le lamentele in azione. Una cosa da poter dire a sé stessi potrebbe essere “Bene, mi sono stufato di lamentarmi sempre, quindi ora ho deciso che voglio venir fuori da questa situazione.”

“Come lo faccio?”, questa è la domanda-chiave, perché fa sì che la persona pensi al suo problema e alle possibili soluzioni, la immerge al fondo della questione. In questo modo, il soggetto si mette in contatto con le risorse personali che sicuramente ha per risolvere il problema, e con una soluzione coerente con la sua personalità.

Questo è un modo semplice di cominciare a processare un cambiamento attitudinale, da negativo a positivo, e aiuta a modificare la visione della vita. Una volta che si inizia, la trasformazione, dapprima ridotta, tocca poco a poco tutti gli ambiti della vita, aiutando la persona a vivere più tranquilla e felice.