L’amore non è sofferenza

· 12 novembre 2016

La sofferenza è uno dei sentimenti che percepiamo come più legati all’amore. Ci hanno fatto credere che, in una relazione amorosa, soffrire sia inevitabile e che il dolore abbia a che fare con l’intensità e la profondità dell’amore. E quindi abbiamo imparato ad amare così, a partire dalla sofferenza, dando vita a relazioni tossiche.

L’amore può implicare dolore, certo, e questo può essere inevitabile. Ma la sofferenza è anche qualcosa di cui possiamo fare a meno ed è fondamentale smettere di associarla all’equazione dell’amore. Visto che questo sentimento dovrebbe essere quello grazie a cui due persone si legano per condividere la loro felicità, non ha senso dover star sempre male quando si è innamorati.

Ma se è così, perché associamo così spesso la sofferenza all’amore? È un insegnamento che ci è stato trasmesso a livello culturale o sociale a partire dal concetto di redenzione o “salvezza”. Ci hanno fatto credere che soffrire sia la prova del fatto che amiamo davvero. Un concetto sbagliato, che può arrivare persino a sfiorare il masochismo.

“Quando c’è sofferenza, può esserci davvero amore? L’amore è forse desiderio, è piacere, e quindi quando quel desiderio e quel piacere ci vengono negati, c’è sofferenza? Diciamo che la sofferenza, come la gelosia, l’attaccamento e la possessività, fa parte dell’amore. Questo è il nostro condizionamento, questo è il modo in cui veniamo educati, ed entra a far parte della nostra eredità, della nostra tradizione.”

-Krishnamurti-

Che cosa significa amare senza sofferenza?

Come abbiamo detto, nella nostra cultura crediamo che, quanto più soffriamo, più stiamo amando. È quindi necessario cancellare questa convinzione errata e re-imparare cos’è l’amore e soprattutto chiederci cosa significa per noi amare.

Quando la sofferenza fa la sua comparsa nelle nostre relazioni amorose, significa che c’è qualcosa che non va. Il nostro sviluppo personale, la maturità, l’onestà e l’armonia della coppia sono fattori che, quando diventano davvero solidi, non lasciano più spazio alla sofferenza nel nostro legame.

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Amare senza soffrire significa abbandonare quella possessività che genera gelosie, dipendenza e attaccamento. Significa porsi di fronte alla relazione in modo egualitario, partendo dal rispetto e dalla valorizzazione sia di noi stessi che dell’altro.

Quando amiamo in modo sano, ci leghiamo all’altro senza sofferenza, senza paura di perdere la nostra libertà individuale, senza il bisogno di stare con qualcuno solo per non sentirci soli. Questo tipo di vincolo è sano, è il vincolo che ci permette di condividere la nostra felicità con l’altro.

Allontanarsi dalla possessività e dalla dipendenza

L’unione della nostra relazione amorosa non dovrebbe essere contaminata dalla possessività e dalla dipendenza. Allontanarci da queste due abitudini così comuni richiede molta maturità e, soprattutto, un’alta concezione di sé e valorizzazione personale.

“Dove c’è attaccamento, non c’è amore, e visto che non sappiamo amare, dipendiamo… E dove c’è dipendenza, c’è paura. Non ci si può liberare dalla paura senza comprendere la relazione, e la relazione si può comprendere solo quando la mente riesce a osservarsi in tutte le sue relazioni, il che è il principio della conoscenza di se stessi.”

-Krishnamurti-

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È bene ricordare che la dipendenza e la possessività sono ingredienti inevitabili della sofferenza. Non è possibile essere in pace e armonia se siamo costantemente invasi dalla paura di perdere ciò che crediamo di possedere.

L’amore è apprezzamento e gratitudine

Come abbiamo visto, la sofferenza non ha spazio nell’amore, perché lo intossica e, alla fine, lo uccide. Ci sono alcuni valori che possiamo introdurre nella nostra relazione per non cadere nella trappola dell’attaccamento, e questi sono soprattutto l’apprezzamento e la gratitudine.

Avere una relazione basata sul rispetto, sull’apprezzamento mutuo, sulla condivisione di ciò che siamo e sulla comprensione dell’importanza della reciprocità e dello scambio di messaggi positivi. Questi sono gli aspetti che ci allontanano dalla sofferenza e che ci danno motivo per sentirci grati per il legame che condividiamo.

È in questo che consiste un legame amoroso: una relazione in cui il piacere di condividere gusti e interessi superi la repressione e la paura di perdere ciò che ci unisce. Si tratta della cura, dell’apprezzamento, della gratitudine e della tranquillità di continuare a crescere insieme anche di fronte alle difficoltà.

“Se ami un fiore, non raccoglierlo, perché se lo fai il fiore morirà e non sarà più ciò che amavi. Quindi, se ami un fiore, lascia che esista. L’amore non ha niente a che fare con il possesso, l’amore è una questione di apprezzamento.”

-Osho-