Lavoro tossico: 7 segnali di allarme

· 12 gennaio 2018

Quando rincasate non riuscite a staccare la spina dal lavoro? Sognate il vostro capo oppure quel progetto che avreste dovuto concludere? Vi sentite incapaci di smettere di pensare alla relazione che dovete esporre domani mattina? Forse non avete mai pensato di avere un lavoro tossico.

La maggioranza delle persone ha desiderato più di una volta di non andare in ufficio per potersi godere una giornata libera. Questo non è un segnale d’allarme, è una sensazione naturale. Tuttavia, se provate con grande frequenza sentimenti negativi quando pensate al vostro lavoro, è preoccupante. Quali sono i segnali di allarme che caratterizzano un lavoro tossico?

Lavoro tossico: segnali d’allarme

Connessi 24 ore

Continuate a consultare le email quando arrivate a casa, durante il fine settimana e nei giorni liberi? Permettetevi di staccarvi dalla tecnologia e godetevi ciò che vi circonda. Può darsi che, essendo così concentrati sul vostro lavoro, vi stiate perdendo molti momenti preziosi.

Talvolta siamo così assorbiti dalla routine quotidiana da non essere capaci di dare a ogni cosa l’importanza che merita. Dobbiamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Se abbiamo un impiego che ci schiavizza 24 ore al giorno, significa che dobbiamo cambiare qualcosa.

Cercate di liberarvi a poco a poco da questa dipendenza. Parlate con il vostro capo, provate a spegnere il cellulare una volta usciti dal lavoro o a non aprire la casella di posta elettronica a meno che non siate in ufficio. Il vostro sonno migliorerà.

Donna che lavora di notte

Ambiente di lavoro negativo

È impossibile andare d’accordo con tutti, ma lo è anche il contrario: non trovarsi bene con nessuno. È normale che con alcuni colleghi abbiate maggiore affinità che con altri; è anche logico che vi sia qualcuno che proprio non sopportate e con cui non desiderate prendere un caffè. Ciò che non è positivo, però, è ritrovarsi circondati da gente negativa, che elabora sotterfugi o complotti, depressa o invidiosa.

Un ambiente di lavoro negativo può portare un’impresa leader nel suo settore alla sua stessa rovina. Non è un aspetto da trascurare e può trasformare ciò che da fuori appare come un impiego ideale in un vero e proprio lavoro tossico. Fuggite dai vampiri emotivi!

Lavoro infinito

Un picco di lavoro non dura anni. Se si terminano compiti e progetti importanti, ma la nostra lista di responsabilità e incombenze non cala, qualcosa non quadra. Se continuano a darci nuovi incarichi senza mettercene al corrente, è necessario fare presente di aver bisogno di un po’ di tregua.

A volte, dopo aver terminato una relazione molto importante o aver chiuso un’operazione alla quale lavoravamo lavorando da mesi, è necessario un piccolo riposo. Almeno per riprendere fiato e poter sopportare ancora questa pressione.

Non c’è alcuna differenza se rivestite una carica manageriale o se vi trovate al gradino più basso della gerarchia aziendale. Tutti hanno bisogno di periodi meno stressanti e carichi di lavoro meno ingenti. Soprattutto dopo mesi di grande usura.

Capo-bullo

Se vi dà a intendere che il vostro lavoro è superfluo, si prende gioco apertamente dei suoi dipendenti, perde l’interesse a intrattenere conversazioni con le persone a suo carico, vi scredita a destra e a sinistra o vi sgrida costantemente… significa che avete un capo-bullo. Dato che ignorarlo è davvero impossibile, la cosa migliore è stabilire dei limiti emotivi. In altre parole, fate come foste uno specchio: riflettete le sue parole e non permettete che abbiano un impatto su di voi.

Capo con testa da squalo arrabbiato con dipendente

Rifiuto del diverso

La discriminazione per motivi di sesso, età, religione o orientamento sessuale è sinonimo di lavoro tossico. Se la situazione diventa davvero insopportabile, è necessario agire. Potete farlo presente a un superiore o alle persone che si occupano delle risorse umane, affinché prendano dei provvedimenti.

È possibile, però, che la situazione resti uguale o peggiori. In questo caso, è consigliabile chiedere aiuto e rivolgersi a un legale.

È ovvio che se vi è stato chiesto di falsificare dei documenti, se siete stati testimoni o vittime di molestie sessuali o di qualsiasi altro tipo di violenza sul lavoro, non è solo dannoso ma può anche nascondere comportamenti delittuosi.

Assenteismo generalizzato

È comune che le persone debbano andare dal medico, si ammalino o abbiano degli imprevisti per i quali si vedono costretti a mancare al lavoro. Ma se vi è di regola un elevato grado di assenteismo sul lavoro da parte dei lavoratori, questo è un chiaro segnale di allarme di lavoro tossico.

E non ci riferiamo solo a un’assenza fisica, ma anche a quella di natura psicologica. La prima si riferisce all’assenza sul posto di lavoro per almeno 3 giorni al mese. La seconda è una tipologia di assenteismo mentale, quella per cui, pur essendo presenti in ufficio, si impiega la maggior parte del tempo a svolgere attività che non riguardano il lavoro.

Scrivania da lavoro con computer

Il lavoratore non viene tutelato

Se fate parte di un’azienda in cui non esistono possibilità di ascesa, non vi è rotazione dei posti, né un piano di carriera reale per i lavoratori, può darsi che la vostra impresa non stia cercando di proteggervi. Sicuramente accade perché è più focalizzata sui propri interessi, come ad esempio quello di aumentare il suo portfolio clienti o ridurre i costi, minando quelli dei suoi dipendenti.

Il problema si aggrava quando non vi è alcun dipartimento o gruppo di persone che si occupi del benessere dei lavoratori. In questo caso, se siete persone molto motivate e ve la sentite di fare un passo avanti, potreste esprimere il vostro dissenso e proporre delle soluzioni.

Prima di lasciare un qualsiasi impiego, anche se avete dei sospetti che sia un lavoro tossico, è sempre positivo prendere delle misure palliative. In altre parole, cercare delle soluzioni attraverso il dialogo e l’armonia. Se dopo vari tentativi questo non risulta efficace, allora dovreste pensare di cambiare lavoro.