Le funzioni principali di un’emozione

· 22 agosto 2018

Johnmarshall Reeve è uno degli autori che ha contribuito maggiormente alla conoscenza delle motivazioni e delle emozioni negli ultimi decenni. Secondo Reeve, le funzioni principali di un’emozione sono tre: adattiva, sociale e motivazionale. Vediamo in cosa consistono e come, talvolta, inibire una reazione emotiva possa perfino essere utile.

Orgoglio, paura, allegria, rabbia, vergogna: sono emozioni che producono un triplice effetto. Innanzitutto generano reazioni soggettive che manifestiamo sotto forma di sentimenti o stati emotivi. In secondo luogo, provocano conseguenze fisiologiche, ovvero alterazioni di cellule, tessuti, organi o del nostro corpo nel complesso. Infine, possiamo considerare le emozioni come motivatori del comportamento. Nei seguenti paragrafi analizziamo le funzioni principali di un’emozione.

Quali sono le funzioni principali di un’emozione?

Funzione adattiva

Preparare il corpo ad agire è una delle funzioni principali di un’emozione. In questo senso, ognuna di esse, indipendentemente dalla valenza o dal tono edonico (intensità della piacevolezza o meno di un sentimento), ha una propria utilità.

Disegni appesi a un filo che rappresentano le emozioni

Grazie alla capacità adattiva dell’emozione, possiamo intraprendere una serie di azioni efficaci. Ci permette, infatti, di trovare e impiegare energia sufficiente per avvicinarci o allontanarci dal nostro obiettivo. Per fare un esempio, veder piangere una persona a cui vogliamo bene ci fa avvicinare e interessare all’accaduto.

L’importanza delle emozioni come meccanismo adattivo fu notata già da Charles Darwin; il naturalista britannico le considerava elementi che ci aiutano a mettere in atto il comportamento più appropriato. In modo più specifico, le funzioni adattive delle emozioni primarie sono così ripartite (P. Ekman)

Emozione primaria Funzione adattiva (utilità)
Gioia Affiliazione
Disgusto Rifiuto
Rabbia Autodifesa
Paura Protezione
Sorpresa Esplorazione
Tristezza Reintegrazione

Funzione sociale

“Mi vergogno”, “mi sento elettrico” oppure “sono in apprensione”. Un’emozione comunica il nostro stato affettivo o d’animo. Facilita, inoltre, l’interazione sociale e permette a chi ci sta accanto di prevedere il nostro comportamento; allo stesso modo, noi possiamo prevedere quello degli altri. Il valore delle emozioni nelle relazioni interpersonali è indubitabile.

A volte è difficile descrivere o esprimere a parole un’emozione. Per questo motivo, se vogliamo capire lo stato d’animo delle persone, spesso non ci resta che osservare. La posizione del corpo, l’espressione del viso molte volte sono più indicative di un’affermazione come “sono giù di morale”.

“Pensiamo tutti di sapere cos’è un’emozione finché non proviamo a definirla. In quel momento quasi più nessuno afferma di capirla.”

-Wenger, Jones & Jones-

Ragazzo triste

In alcune circostanze, e solo in alcune, inibire un’emozione o sospendere la comunicazione può esercitare a suo modo una funzione sociale. Questo avviene nei casi in cui occultare una nostra reazione ci permette di mantenere una relazione di amicizia. Vale a dire, quando è “peggio il rimedio della malattia”.

In generale, però, l’inibizione delle emozioni produce equivoci e uno stress fisico aggiuntivo. Si tratta di una situazione da evitare in quanto pericolosa. Al contrario, manifestare i sentimenti e far emergere le esperienze emotive in modo controllato è sano e positivo. Rafforza, inoltre, la rete di sostegno sociale.

Il contagio sociale delle emozioni

La forte componente di contagio sociale delle emozioni può essere uno dei motivi per cui le persone positive attraggono di più le persone negative. Siamo geneticamente programmati per lasciarci contagiare dalle emozioni altrui; in alcuni di noi questa capacità è più sviluppata, sia nel trasmettere che nel captare le emozioni.

Funzione motivazionale

La funzione motivazionale dell’emozione è altrettanto importante. La relazione che si crea tra la motivazione e l’emozione è bidirezionale, perché si nutrono in modo costante e reciproco.

Da una parte, il comportamento motivato produce una reazione emotiva positiva; dall’altra, le emozioni sono il combustibile della motivazione. Determinano la comparsa di questo atteggiamento, lo dotano di maggiore o minore intensità e lo guidano verso una o altra direzione.

Immaginiamo di prendere per la prima volta un caffè con una persona. Se proviamo allegria o ci divertiamo, ci sentiremo motivati a rincontrarla la volta successiva. Al contrario, un’esperienza deludente ci lascerà un ricordo negativo e, naturalmente, ci penseremo due volte prima di ripetere l’incontro.

Le emozioni sono il primo sistema motivazionale per il comportamento umano. Svolgono un ruolo fondamentale nell’energizzazione del comportamento motivato, così come nei processi di percezione, ragionamento e azione motivante.

Donna felice

Ora che conosciamo le funzioni principali di un’emozione, possiamo essere più consapevoli dei cambiamenti fisiologici che sperimentiamo nella nostra giornata. Quante emozioni possiamo provare nelle 24 ore? Immaginate, quindi, la quantità di cambiamenti a livello cellulare che producono nel nostro corpo!